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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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I giornalisti mandati a scuola di Internet
Il Los Angeles Times punta sul web
Il prestigioso quotidiano continua nella sua opera di rinnovamento, sensibile alle nuove tecnologie

LOS ANGELES (Usa), 25.01.07 - Che fosse uno dei quotidiani più sensibili alle esigenze di trasformazione già lo si sapeva, ma ora il Los Angeles Times, come racconta dalle sue stesse pagine, punta tutto sulla Rete e manda i giornalisti di carta a lezione di Internet.

IL LOS ANGELES TIMES - Del resto quale luogo migliore della Città degli Angeli per sperimentare l'informazione spostata sulle nuove tecnologie e sul rinnovamento dei formati e dei contenuti? E' una delle città dove ci si sposta più a lungo in macchina e non a caso il quotidiano californiano è stato il primo a sperimentare il podcasting. Poco dopo il Los Angeles Times ha addirittura sospeso la distribuzione del quotidiano tradizionale per tutta la costa est degli Stati Uniti, potenziando l'edizione online. La sorpresa di questi giorni è rappresentata dall'annuncio formale dell'editore, James E. O'Shea, il quale ha parlato chiaramente di voler spostare molte forze sul sito. La seconda novità riguarda invece un corso, denominato Internet 101, che dovrebbe rappresentare una full immersion per i responsabili dei servizi e i capi redattori, i quali dovranno fare i turni nella redazione web per cercare di carpire i segreti dell'informazione digitale e, al tempo stesso, per insegnare ai colleghi dell'online i vecchi trucchi del mestiere.

GLI ALTRI GIORNALI - Del resto ormai i più grandi quotidiani a stelle e strisce si stanno preparando al cambiamento: il Washington Post è noto per la sua produzione di video, mentre il New York Times si è specializzato in gallerie audio e ha reso disponibili i contenuti più prestigiosi del sito a pagamento. Usa Today, infine, ha unificato la redazione web e quella cartacea

PROFEZIA -La discussione intorno alla dicotomia carta/rete ormai va avanti da anni. Qualcuno ogni tanto prova ad annunciare la morte imminente della carta, più per provocazione che per altro. L'Economist dedicava a questo tema la copertina di qualche mese fa, mentre in Italia sta uscendo un libro dall'eloquente titolo "L'ultima copia del New York Times". La profezia più realistica è quella espressa da Rupert Murdoch ormai qualche tempo fa: il futuro dei media è nella convergenza e il segreto è che ciascuno insegni all'altro il proprio mestiere, prendendo il bello della carta e il bello della multimedialità. Preparandosi a informare quella che il magnate australiano aveva ribattezzato la generazione dei "nativamente digitali".

GLI ULTIMI DATI - Nel frattempo le cifre parlano da sole e l'aria di crisi è indubbia: i giornali americani dichiarano un galoppante calo delle vendite e le visite ai loro siti crescono del 25 per cento. Nell'autunno del 2006, il New York Times riduceva le previsioni dei propri guadagni di oltre il 30 per cento e il Boston Globe, grazie all'80 per cento delle case di Boston dotate di banda larga, registrava la peggiore performance della storia.

Emanuela Di Pasqua
corriere.it