I
giornalisti
mandati
a scuola
di Internet
Il
Los
Angeles
Times
punta
sul
web
Il prestigioso
quotidiano
continua
nella
sua
opera
di rinnovamento,
sensibile
alle
nuove
tecnologie
LOS
ANGELES
(Usa),
25.01.07
- Che
fosse
uno
dei
quotidiani
più
sensibili
alle
esigenze
di trasformazione
già
lo si
sapeva,
ma ora
il Los
Angeles
Times,
come
racconta
dalle
sue
stesse
pagine,
punta
tutto
sulla
Rete
e manda
i giornalisti
di carta
a lezione
di Internet.
IL
LOS
ANGELES
TIMES
- Del
resto
quale
luogo
migliore
della
Città
degli
Angeli
per
sperimentare
l'informazione
spostata
sulle
nuove
tecnologie
e sul
rinnovamento
dei
formati
e dei
contenuti?
E' una
delle
città
dove
ci si
sposta
più
a lungo
in macchina
e non
a caso
il quotidiano
californiano
è
stato
il primo
a sperimentare
il podcasting.
Poco
dopo
il Los
Angeles
Times
ha addirittura
sospeso
la distribuzione
del
quotidiano
tradizionale
per
tutta
la costa
est
degli
Stati
Uniti,
potenziando
l'edizione
online.
La sorpresa
di questi
giorni
è
rappresentata
dall'annuncio
formale
dell'editore,
James
E. O'Shea,
il quale
ha parlato
chiaramente
di voler
spostare
molte
forze
sul
sito.
La seconda
novità
riguarda
invece
un corso,
denominato
Internet
101,
che
dovrebbe
rappresentare
una
full
immersion
per
i responsabili
dei
servizi
e i
capi
redattori,
i quali
dovranno
fare
i turni
nella
redazione
web
per
cercare
di carpire
i segreti
dell'informazione
digitale
e, al
tempo
stesso,
per
insegnare
ai colleghi
dell'online
i vecchi
trucchi
del
mestiere.
GLI
ALTRI
GIORNALI
- Del
resto
ormai
i più
grandi
quotidiani
a stelle
e strisce
si stanno
preparando
al cambiamento:
il Washington
Post
è
noto
per
la sua
produzione
di video,
mentre
il New
York
Times
si è
specializzato
in gallerie
audio
e ha
reso
disponibili
i contenuti
più
prestigiosi
del
sito
a pagamento.
Usa
Today,
infine,
ha unificato
la redazione
web
e quella
cartacea
PROFEZIA
-La
discussione
intorno
alla
dicotomia
carta/rete
ormai
va avanti
da anni.
Qualcuno
ogni
tanto
prova
ad annunciare
la morte
imminente
della
carta,
più
per
provocazione
che
per
altro.
L'Economist
dedicava
a questo
tema
la copertina
di qualche
mese
fa,
mentre
in Italia
sta
uscendo
un libro
dall'eloquente
titolo
"L'ultima
copia
del
New
York
Times".
La profezia
più
realistica
è
quella
espressa
da Rupert
Murdoch
ormai
qualche
tempo
fa:
il futuro
dei
media
è
nella
convergenza
e il
segreto
è
che
ciascuno
insegni
all'altro
il proprio
mestiere,
prendendo
il bello
della
carta
e il
bello
della
multimedialità.
Preparandosi
a informare
quella
che
il magnate
australiano
aveva
ribattezzato
la generazione
dei
"nativamente
digitali".
GLI
ULTIMI
DATI
- Nel
frattempo
le cifre
parlano
da sole
e l'aria
di crisi
è
indubbia:
i giornali
americani
dichiarano
un galoppante
calo
delle
vendite
e le
visite
ai loro
siti
crescono
del
25 per
cento.
Nell'autunno
del
2006,
il New
York
Times
riduceva
le previsioni
dei
propri
guadagni
di oltre
il 30
per
cento
e il
Boston
Globe,
grazie
all'80
per
cento
delle
case
di Boston
dotate
di banda
larga,
registrava
la peggiore
performance
della
storia.
Emanuela
Di Pasqua
corriere.it