Il
nuovo
matrimonio
lava
più
bianco
di Claudio
Antonelli
26.01.07
- Secondo
i sostenitori
del
matrimonio
tra
persone
dello
stesso
sesso,
il matrimonio
tradizionale
è
afflitto
da gravi
difetti.
Il matrimonio
tra
un uomo
e una
donna,
voluto
dalla
società,
è
una
convenzione
determinata
dal
conformismo,
dallipocrisia
e da
malintesi
obblighi
morali.
Figli,
poi,
non
se ne
fanno
più.
È
venuta
quindi
anche
a cadere,
almeno
nelle
nostre
opulente
società
occidentali,
la ragione
per
difendere
lo scopo
«
nobilitante
»
che
tanti
tradizionalisti
invocano:
la tutela
della
prole.
A salvare
capra
e cavoli,
fortunatamente,
sono
arrivati
gli
omosessuali,
gli
unici
capaci
di risollevare
la crollante
istituzione.
Josée
Boileau,
in un
articolo
di fondo
sul
quotidiano
di Montreal
«
Le Devoir
»,
dal
significativo
titolo
Lamore
in più
»,
ci annuncia
che
il matrimonio
tra
omosessuali
reca
in dono
un nuovo,
importante
elemento,
a questa
istituzione
incartapecorita.
E qual
è
questo
nuovo
elemento?
Questo
nuovo
elemento
è
lamore.
Sì,
un amore
vero,
spontaneo,
senza
condizionamenti
sociali,
senza
appesantimento
di prole,
senza
ingiuste
distinzioni
didentità
basate
sugli
organi
riproduttori.
Fino
a prima
della
gloriosa
rivoluzione
sessuale,
che
è
assai
recente,
luomo
e la
donna
che
infrangevano
i tabù
sessuali
erano
costretti
al matrimonio.
E il
matrimonio
era
un fatto
di massa.
Tutti
si sposavano.
Tutti
«
dovevano
»
sposarsi.
Finalmente,
però,
è
arrivato
lamore,
il vero
amore.
Gli
omosessuali
hanno
introdotto
la scelta
là
dove
vi era
lobbligo.
E difatti
non
tutti
gli
omosessuali
si sposeranno,
ma solo
una
parte.
La migliore,
immagino.
Il matrimonio
è
divenuto
una
scelta.
Alla
quantità
è
subentrata
la qualità.
Il nuovo
matrimonio
offre
allo
sclerotico
istituto
matrimoniale
di stampo
antico
una
derrata
quanto
mai
rara:
il piacere,
il piacere
sessuale,
finalmente
liberato
da convenzioni
borghesi,
ipocrisie,
costrizioni
legalistiche,
calcoli
opportunistici,
obblighi
imposti
da madre
natura.
Ormai
la società
non
incoraggerà
più
la coppia
a sposarsi
per
regolarizzare
una
situazione
anomala
e per
dare
un padre
ufficiale
ai figli,
ma per
esaudire
il sacrosanto
desiderio
di veder
riconosciuto
pubblicamente
il proprio
amore,
e di
veder
legittimati
i propri
spontanei
amplessi.
Il getto
di linfa
succosa,
iniettato
dal
nuovo
vigoroso
innesto
alla
scheletrica,
ipocrita
e disfunzionale
pianta
del
matrimonio,
afflitta
da secoli
di siccità,
è
apportatore
di ben
altri
nutrienti.
Le nozze
omosessuali
introducono
finalmente
luguaglianza,
la vera
uguaglianza
tra
coniugi.
Finita
lera
del
sesso
debole
e di
quello
forte,
del
completamento
delluomo
attraverso
la donna,
e viceversa.
Finita
lera
dei
ruoli
distinti.
Oggi
i coniugi
sono
uguali
tra
loro,
sono
immagini
speculari,
sono
interscambiabili.
Sotto
i pantaloni
o le
gonne
di questa
nuova
coppia
identica,
esistono
identici
«
attributi
riproduttori
».
È
il trionfo
delluguaglianza.
Più
uguali
di così
si muore.
Gli
attributi
non
servono
a riprodurre,
è
vero,
ma cosa
conta?
Forse
che
quelli
della
coppia
eterosessuale
sono
sempre
funzionanti?
Appare
sempre
più
chiaro,
in questa
inarrestabile
cavalcata
verso
la gaiezza
su terra,
che
non
si può
negare
ai «
diversi
»
la benedizione
della
«
società
civile
».
Speriamo
adesso
che
alluomo
tradizionale,
che
ha una
vita
più
corta
di quella
della
donna,
e che
spesso
rimane
invischiato
«
ad vitam
aeternam
»
prima
negli
obblighi
del
matrimonio
e poi
in quelli
del
dopo
matrimonio,
venga
infine
riconosciuta
una
vera
uguaglianza
nei
confronti
dellex
sesso
gentile,
da sempre
preferito
dai
giudici
nellaffidamento
della
prole
e nelle
cause
di mantenimento.
Infatti,
visto
che
gli
attributi
virili,
capaci
o no
di riprodurre,
non
contano
più,
che
si cessi
di tenerne
conto
per
punire
solo
chi
li ha
usati
nella
maniera
naturale,
che
ormai
tutti
lo abbiamo
capito
non
è
quella
giusta.
Che
si proclami
luomo,
«
donna
ad honorem
»,
o meglio
ancora
«
omosessuale
ad honorem
».
Vi garantisco
che
noi
uomini
trogloditi
ne trarremo
un gran
vantaggio.
Claudio
Antonelli
(Canada)