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Notizie 2007

Ridateci Magliaro
di Luigi Todini

13.02.07 - Nei corridoi di Saxa Rubra, persino nell’ascensore, sono apparse scritte come “Ridateci Magliaro” o “Rivogliamo ciccio” (il soprannome dell’ex direttore).
Ormai anche l’ultimo dei dipendenti ha capito che Badaloni è un grande bluff. Il comitato di redazione lo aveva capito subito e il piano editoriale è passato per un voto (26 a 25) solo perché sono stati determinanti i sei vicedirettori, dai quali non ci si poteva certo aspettare un voto contro se stessi.
Quando Piero Badaloni fu cacciato dagli elettori da presidente della Regione Lazio, nessuno si sognò di rimpiangerlo. Il suo successore dovette faticare le proverbiali sette camicie per rimettere in sesto una situazione fallimentare.

Eccolo ora il prodiano di ferro a gestire la liquidazione di una Rai International vampirizzata da Rai news 24.
Questo sarà ricordato nella storia degli italiani nel mondo come il “capolavori di Danieli”.
Freschissimo di nomina a Viceministro, il suo primo atto pubblico fu indire una conferenza strategica su Rai International il 25 luglio 2006. Già in quell’occasione lasciò trapelare il suo piano dichiarando: “A costi irrisori o addirittura a costo zero Rai News 24 potrebbe andare in giro per il mondo in abbinamento a Rai International”.
Naturalmente “costo irrisorio” e “costo zero” per Rai News 24, visto che le risorse economiche verranno succhiate a Rai International.

Facciamo una scommessa? Fra un anno Rai International non ci sarà più e gli italiani all’estero dovranno accontentarsi di un freddo notiziario internazionale ripetuto tutto il giorno. Piero Badaloni sarà direttore del Tg1.
Il buon Danieli non è l’ideatore del piano. Sono i Ds che hanno interesse a potenziare Rai News 24, rete comunistissima. E’ Prodi che vuole valorizzare uno dei suoi rarissimi seguaci.
Danieli, per diventare Viceministro (vi ricordate le difficoltà, i ritardi?) ha dovuto promettere di eseguire senza discutere.
E, bisogna riconoscerlo, lo sta facendo con molto entusiasmo, anche perché è costantemente sotto tiro.
La settimana scorsa il Senato ha respinto per la terza volta le sue dimissioni da senatore.
Poveraccio, non è una bella prospettiva doversi dimettere da Senatore per poi vedere cadere a breve il governo Prodi e non essere più né senatore né viceministro. I suoi amici ancora una volta hanno tentato di evitargli l’amaro calice. Però lo hanno messo nei pasticci. L’ultima volta che le sue dimissioni furono bocciate, da palazzo Chigi arrivò un messaggio: “allora dimettiti dal governo”.
Questa volta il nostro ha messo le mani avanti. “Io non mi dimetto dal governo- ha dichiarato –perché devo correre da una parte al­l'altra del mondo per risolvere pro­blemi gravi. Per esempio i rapi­menti in Venezuela o quelli nel delta del Niger”.

Capito Super Franco? E noi che pensavamo fosse compito dei servizi e dell’ Unità di crisi alla Farnesina.
Comunque il centrodestra ha capito e sta contrattaccando. Il responsabile del dipartimento esteri di An, on. Marco Zacchera, ha presentato un’interrogazione parlamentare. Sabato sul Secolo d’Italia, l’organo di An, è apparso un articolo che fa riferimento alle nostre denuncie.