Associazioni
CTIM
e Azzurri
nel
Mondo
denunciano
disfunzioni
nei
servizi
consolari
BRUXELLES,
13.02.07
-
Le
notizie
che
provengono
dal
Consolato
di
Stoccarda
sottolineano
le
difficoltà
degli
italiani
che
vivono
e
lavorano
all'estero
nell'esplicare
le
pratiche
burocratiche
più
semplici.
Insorgono
perciò
-
è
detto
in
un
comunicato
-
i
comitati
degli
italiani
all'estero,
primi
fra
tutti
Eugenio
Preta,
coordinatore
europeo
dei
CTIM
e
Salvatore
Albelice
Presidente
di
Azzurri
nel
Mondo
Belgio,
che
constatano
amaramente
che
gli
ostacoli
più
grossi
si
ritrovano
nelle
nostre
stesse
rappresentanze
diplomatiche
e
consolari,
dove
un'ostilità
immotivata
degli
addetti
degli
uffici,
la
poca
sensibilità
verso
chi,
molto
spesso
non
ha
dimestichezza
con
il
burocratese
e
vorrebbe
trovare
l'impiegato
pronto
a
districarne
i
problemi,
genera
il
pressapochismo
e
l'insofferenza
a
risolvere
i
problemi
della
comunità,
forse
poco
conosciuti
da
ambasciatori
e
consoli
e
addetti
diplomatici.
Non
solo
queste
nostre
autorità
decidono
di
chiudere
gli
uffici
nei
giorni
più
favorevoli
per
chi
lavora
per
tutta
la
settimana
o
abita
in
località
talmente
lontane
da
dover
prendere
un
permesso
per
l'intera
giornata
se
costretto
a
rinnovare
un
passaporto
o
a
chiedere
un
permesso
qualsiasi
-
afferma
Preta
riferendosi
al
caso
di
Lussemburgo
-
ma
latitano
al
momento
del
bisogno.
L'ultimo
episodio
è
accaduto
nel
consolato
di
Stoccarda
dove
la
richiesta
del
rinnovo
di
un
passaporto
(che
fino
a
poco
tempo
fa
avveniva
in
giornata)
è
diventato
un
problema
grosso
e
irrisolvibile.
Se
poi
il
consiglio
dell'impiegata
è
stato
quello
di
optare
per
un
passaporto
tedesco,
al
danno
si
aggiunge
la
beffa
per
un
cittadino
italiano
che
dopo
20
anni
esatti
di
possesso
di
passaporto
italiano
e
dopo
3
rinnovi,
debitamente
pagati,
non
può
essere
trattato
così
e
ha
diritto
all'informazione
la
più
dettagliata
possibile.
E
invece
no;
questo
signore
è
stato
invitato
a
verificare
su
internet,
che
tra
l'altro
è
fuori
servizio,
o
ad
inviare
il
documento
per
posta
al
consolato,
cosa
che,
oltre
all'aggravio
del
costo
e
senza
assicurazione
per
l'eventuale
smarrimento,
lo
costringerebbe
a
rimanere
senza
documento
di
identità
per
chissà
quanto
tempo.
E
se
il
cittadino
italiano
gestisse
poi
un'attività
commerciale,
come
potrebbe
affrontare
il
suo
quotidiano
lavoro,
fare
la
spesa,
portare
i
figli
a
scuola,
guidare
l'automobile,
senza
un
documento
sostitutivo?
I
responsabili
dei
partiti
della
Casa
delle
Libertà
-
così
termina
il
comunicato
-
ricordano
che
gli
italiani
che
vivono
all'estero
hanno
diritto
di
essere
difesi
e
salvaguardati
al
pari
e
meglio
dei
cittadini
che
sono
rimasti
in
Patria,
trovano
che
è
indecoroso
che
non
si
sappia
fare
il
proprio
lavoro
e
trovano
offensivo
soprattutto
che
ci
si
lasci
andare
a
commenti
irresponsabili,
commenti
che
attribuiscono
la
colpa
delle
disfunzioni
dei
servizi
consolari
al
governo
precedente,
commenti
che
consigliano
di
fare
richiesta
del
passaporto
tedesco,
commenti
che
dimostrano
in
definitiva
poca
intelligenza
e
poca
sensibilità
di
chi
è
preposto
invece
a
servire
la
comunità.