Il
Consigliere degli
Stati Uniti, Walter
Della Nebbia, risponde
al Segretario Generale
del CGIE Carloni
16.02.07 - Caro Segretario
Generale, membri del
Comitato di Presidenza,
leggo con stupore,
tra il divertito e
l inorridito,
il comunicato stampa
del Segretario Esecutivo
Carloni.
Apprendo che: Il
CdP ha fatto sua la
proposta del SG
di stravolgere completamente
la struttura ed il
modus operandi del
CGIE.
Mi era sembrato di
capire che il CdP
fosse solo un organo
esecutivo e che l
Assemblea Plenaria
fosse sovrana. Il
CdP può, secondo
il regolamento interno,
prendere decisioni
solo in caso d
estrema urgenza ed
il tutto deve in ogni
modo essere ratificato
dallAP il prima
possibile. Purtroppo
pero, visto
la nuova organizzazione
del Consiglio, mancano
i fondi per la solita
terza riunione plenaria
perché si devono
convocare le commissioni
tematiche in via straordinaria.
Ragionamento perfettamente
logico nella mentalità
dittatoriale di Stalin.
Alla fine del comunicato
ho deciso di ridere
e ringraziare questo
Comitato di Presidenza
per lonesta
mentale con cui si
rivolge al resto dei
Consiglieri. Mi spiego:
Visto che le vostre
opinioni non solo
non sono accolte,
ma neanche ascoltate
vi evitiamo il lavoro.
Non vi inviamo i verbali
delle riunioni carbonare
del CdP e della riunione
della II commissione.
Il vostro input sulla
riforma del CGIE è
inutile; quindi, risparmiatevi
la fatica della lettura
e dell elaborazione,
ci pensiamo noi. Alla
fine, quando sarà
tutto deciso nelle
nostre segreterie
di partito a Roma,
vi sarà consegnata
la riforma già
approvata e firmata.
Latteggiamento
partigiano di questo
CdP ormai non mi stupisce
più; quello
che pero non
capisco è il
fare indifferente
di coloro che democraticamente
eletti all estero
non si lamentano e
accettano tutto supinamente
purché impartito
da Roma. Cosa racconteranno
ai loro elettori?
Una sola cosa mi è
ormai chiara, il mondo
dellemigrazione
è stato rovinato
dallingresso
della partitica italiana.
Si stava meglio quando
si stava peggio. Oramai
pur di soddisfare
i Corvi Romani (sperando
in un posto nella
prossima lista elettorale)
siamo disposti a calpestare
i diritti e negare
il rispetto agli altri
attori di questo variegato
mondo dellemigrazione.
Se non ci rispettiamo
tra di noi, come possiamo
pretendere il rispetto
degli altri? Peccato
veramente peccato.
Valter Della Nebbia