Ma
che vuole
Rapana'
Il
Comites
di Toronto
approva
all
unanimità
un ordine
del giorno
di censura
al Consigliere
della
Margherita,
che dà
la colpa
all
estrema
destra
di
Carlo
Consiglio
16.02.07
- Leggo
su alcune
agenzie
di stampa,
con stupore
misto
a soddisfazione,
che il
collega
Rapanà
mi chiama
in causa
in relazione
allordine
del giorno
approvato
dal Comites
di Toronto
con il
quale
lo stesso
Comites
esprimeva
allAmbasciatore
dItalia
in Canada
il plauso
per liniziativa
intrapresa
al fine
di conservare
e diffondere
in Canada
luso
della
lingua
e conseguenzialmente
il diffondersidella
cultura
italiana,
il pieno
sostegno
per la
riuscita
della
stessa,
offrendo
la propria
collaborazione
ed il
proprio
impegno
per il
raggiungimento
dellobbiettivo
e contestualmente
esprimeva
una pubblica
censura
al sig.
Giovanni
Rapanà
per il
suo atteggiamento
contrario
ai reali
interessi
della
comunita,
espresso,
per altro,
oltre
i limiti
della
correttezza.
Sostiene
il collega
Rapanà
che lapprovazione
allunanimita
di tale
ordine
del giorno
sia un
fatto
strumentale
e politico
della
estrema
destra
torontina
nel quale
ci sarebbe
il mio
zampino
(chiedo
scusa
per il
diminutivo
che forse
non si
addice
alle mie
misure,
ma idiomaticamente
si dice
così)
con levidente
scopo
di difendere
lAmbasciatore
Sardo
che a
detta
del collega
Rapanà,
avendo
attaccato
esponenti
del Governo
in carica
e offeso
lon.le
Bucchino,
potrebbe
essere
sintonizzato
non in
armonia
con lui,
noto esponente
della
Margherita
in Canada.
Mio complice
in questa
avventura,
a detta
del collega
Rapanà,
sarebbe
stato
l
amico
Claudio
Lizzola,
guarda
caso esponente
di Forza
Italia.
La mia
prima
reazione
è
stata:
Ma
che vuole
Rapanà
da me?
Poi riflettendo
sui fatti,
rivisitando
l
accaduto,
ho pensato:
Ma allora
Rapanà
ritiene
che io
sono veramente
bravo.
È
uno dei
pochi!
Ma beati
coloro
che hanno
un solo
occhio
e vivono
tra i
ciechi.
Un fan
lho
pure io.
Sto esagerando.
Non credo
proprio.
Chi mi
legge
deve sapere
conoscere
il luogo
del delitto
e l
evolversi
dei fatti
e i responsabili
di ciò
che è
accaduto.
Non sono
parte
del Comites,
perché
pur eletto,
una volta
entrato
nel Cgie
mi sono
dimesso
per non
occupare
sempre
spazi.
Grosso
come sono
ho consentito
ad almeno
due persone
di poter
entrare
al mio
posto.
Da consigliere
del Cgie
partecipo
alle riunioni
del mio
Comites,
secondo
i dettati
della
legge,
per poter
conoscere
quail
sono i
suoi orientamenti
e farmene
portatore
quando
si riunisce
il Cgie.
Alla riunione
incriminata
del 7
febbraio
ero pertanto
presente
ed in
buona
compagnia.
Si era
raggiunto
il numero
legale
e quindi
al certo
vi erano
almeno
14 consiglieri
su 24.
Era presente
ai lavori
lon.
Bucchino,
che come
è
noto è
esponente
dell
Unione,
la stessa
cui Rapanà
con la
Margherita
aderisce.
Tra i
consiglieri
presenti
vi erano
i due
responsabili
della
Margherita.
Vi erano
due Consiglieri
del Cgie
(ma quelli
non contano
perché
incriminati).
Ebbene
sarei
stato
capace,
con laiuto
del solo
Lizzola,
di plagiare
tutti
i consiglieri
del Comites,
(Presidente
ed esecutivo
in testa,
il vertice
della
Margherita,
che allunanimità
hanno
votato
lordine
del giorno)
e di essere
così
convincente
e subdolo
nella
mia esposizione
da non
causare
reazioni
nellon.
Bucchino
e negli
esponenti
della
Margherita
presenti
in compagnia
di qualche
altro
consigliere
eletto
nella
lista
dellUnione.
E la mia
bravura
va valutata
a livelli
esponenziali
se si
tiene
conto
che sullargomento
mi pare
di non
aver preso
la parola.
Grazie
collega
Rapanà!
Dopo la
mia non
certo
entusiasmante
esperienza
elettorale
pensavo
seriamente
ad un
graduale
disimpegno.
Sei stato
per me
una iniezione
di fiducia,
mi hai
fatto
prendere
coscienza
delle
mie incommensurabili
capacità
di politico
navigato.
Poichè,
però,
sarò
di tutto
ma non
certo
stupido,
sono tornado
alla realtà.
Rapanà
non voleva
per nulla
esaltare
le mie
eclettiche
qualità
di politico
astuto
e navigato.
Voleva
creare
il caso
politico
per attutire
le conseguenze
di un
ordine
del giorno
votato
allunanimità
dal Comites
di Toronto,
in piena
coscienza
e libertà
per censurare
suoi atteggiamenti
ritenuti
poco consoni
alla carica
che ricopre.
Peccato,
quasi
quasi
preferivo
laltra
opzione.