Hanno
ucciso il dissenso
e con esso il Cgie
di
Franco Santellocco
20.02.07 - E
nellauspicio
di molti che il Consiglio
generale degli Italiani
allestero, lo
si è letto
anche di recente,
sia definitivamente
soppresso, perché
manifestamente inutile,
inadeguato alle esigenze
delle comunità
allestero.
Era
tuttavia unarena
in cui si specchiavano
le diverse anime della
emigrazione, una palestra
nella quale, bene
o male, si sono preparati
anche la maggior parte
dei rappresentanti
parlamentari eletti
nella Circoscrizione
estero.
Era
e mai verbo al passato
fu tanto corretto.
Il
Comitato di Presidenza
del Cgie, che sembra
essere stato preceduto
da una riunione della
Consulta dellUnione
per gli italiani allestero,
si è anche
riunito alla presenza
di molti parlamentari.
Il
disprezzo per la democrazia
liberale messo in
luce nellAssemblea
plenaria elettiva
di dicembre 2006 rendeva
già allora
evidente che ogni
principio di autonomia
sarebbe stato violato
con limposizione,
tra laltro,
di un Segretario Generale
fedele funzionario
di un partito in cui
lobbedienza
alle direttive della
Segreteria è
abitudine fortemente
consolidata.
La
partecipazione di
parlamentari ai lavori
del Comitato di Presidenza
è una forzatura
della legge, che ne
mina e minaccia lautonomia,
in uno sfoggio di
servilismo, a meno
che esso non sia il
primo passo di una
azione volta a rinunciare
alla funzione di rappresentanza
delle comunità
allestero.
Su
questa via purtroppo
sembra invece ormai
avviata la macchina
di revisione del Cgie.
Il
colpo di genio che
consente questo misfatto
si realizza attraverso
il rifiuto, adottato
dal Comitato di presidenza,
di convocare a breve
lassemblea plenaria
per discutere il progetto
di revisione della
legge istitutiva del
Cgie, messo a punto
dalla III^ Commissione,
dopo averlo diffuso
ai Consiglieri, per
definire, con la partecipazione
di tutti, in pubblico,
compiti, obiettivi,
organizzazione, strumenti,
composizione.
Il
rifiuto tanto più
grave ove si consideri
che in pratica dal
dicembre 2005 il Cgie
non si riunisce per
affrontare temi operativi
di interesse delle
comunità allestero..
Asceso
allempireo del
prestigioso incarico
cui è stato
elevato per ordini
di scuderia grazie
a meriti acquisiti
nellambito del
partito e come premio
consolatorio per fastidiose
bocciature subite
nel recente passato
dallelettorato
il Segretario Generale
poi, intervistato
dallAgenzia
Aise, non perde occasione
di mentire presentando
un Consiglio Generale
ove non vi sarebbe
alcuna tensione, portando
ad esempio la recente
riunione del Comitato
di Presidenza, privo,
come noto, di qualsiasi
forma dialettica di
confronto, senza alcuna
voce che rappresenti
lassociazionismo
autonomo e di tradizione
cristiano liberale.
La
pacata
arroganza delluomo
non conosce limiti,
ma chi ha a cuore
la sopravvivenza e
la salvaguardia dellautonomia
del Cgie dovrà
contrapporsi con ogni
forza al disegno di
questa maggioranza
volto a distruggerne
lo spirito e la funzione.
Proprio
la consapevolezza
della determinazione
delle componenti autonome
e liberali ha spinto
il Comitato di presidenza
a rifiutare il confronto
ravvicinato in assemblea
plenaria, a meno di
un coraggioso ed orgoglioso
ravvedimento.
Il
peggio è sempre
dietro il prossimo
angolo: questo Comitato
di Presidenza ne è
la dimostrazione.
di
Franco Santellocco
LITALIANO