I
soldati
di
tipo
tedesco
10.03.07
-
In
Iraq
e
in
Afghanistan
più
di
un
prigioniero
è
stato
torturato
dai
carcerieri
americani.
La
tortura,
infatti,
sembra
ormai
considerata
un
mezzo
quasi
legittimo
per
sottrarre
informazioni
al
nemico.
Una
sorridente
soldatessa
in
uniforme
si
è
fatta
persino
immortalare
dall'
obiettivo
sopra
una
pila
di
prigionieri
iracheni
nudi,
fatti
oggetto
di
sevizie.
Fortunatamente
è
stata
poi
condannata
da
un
tribunale
militare.
L'
immagine
del
soldato
americano
"bravo
ragazzo",
pronto
ad
aiutare
i
deboli,
esce
con
le
ossa
rotte
da
questi
episodi,
non
proprio
così
isolati,
che
lo
vedono
nei
panni
dell'
aguzzino.
Il
Vietnam
aveva
già
tolto
la
verginità
ad
una
certa
America
alla
Doris
Day.
E
tuttavia,
nonostante
l'
esperienza
disastrosa
del
Vietnam
e
il
diffuso
antiamericanismo,
l'
immagine
del
soldato
americano
senza
scrupoli
e
un
po'
sadico
ha
destato
nelle
platee
una
forte
sorpresa.
Eppure,
a
ben
pensare,
l'
"animalità"
di
certi
combattenti
americani
non
dovrebbe
troppo
stupire.
Dopo
tutto,
questi
appartengono
ad
un
popolo
guerriero,
super
armato
anche
nella
vita
civile,
amante
del
rischio,
portato
agli
sport
da
combattimento,
centellinatore
di
film
dell'orrore
e
del
catastrofismo,
e
che
non
rifugge
dallo
scontro
fisico:
il
famoso
"good
fight".
E
allora
perché
la
sorpresa
che
un
po'
tutti
noi
proviamo
e
che
prova
soprattutto
l'
opinione
pubblica
americana
di
fronte
a
questi
figli
"degeneri".
La
risposta
è
una
sola:
Hollywood.
Hollywood,
suprema
fabbrica
d'
immagini,
ha
presentato
al
suo
pubblico
per
più
di
mezzo
secolo
-
oso
dire:
giorno
e
notte,
su
schermo
grande
e
schermo
piccolo,
in
bianco
e
nero
e
in
tutti
i
colori
possibili
e
immaginabili
-
gli
americani
in
uniforme
sempre
e
soltanto
nella
veste
di
buoni.
I
vincitori
del
male
assoluto
incarnato
dai
soldati
tedeschi
(e
anche
da
quelli
giapponesi,
noi
invece
siamo
stati
relegati
nel
ruolo
di
macchiette)
erano
per
Hollywood
gli
eroi
senza
macchia,
i
"good
boys"?
cavallereschi
e
romantici.
Noi
tutti
abbiamo
ancora
negli
occhi
le
immagini
di
questi
eroi
che
lottavano,
nel
pieno
rispetto
delle
regole,
contro
i
perfidi
soldati
tedeschi,
degenerati
e
grotteschi.
Anche
le
vittime
innocenti
tra
la
popolazione
civile
si
trovavano
da
una
parte
sola.
Tra
il
bene
e
il
male
vi
era
un
fossato
incolmabile.
I
soli
ed
unici
carcerieri
che
il
cinema
ci
ha
proposto,
per
anni
e
anni,
sono
stati
appunto
i
carcerieri
tedeschi.
Vestivano
tutti
le
stesse
ben
stirate
uniformi
e
avevano
gli
stessi
tic,
lo
stesso
sguardo
glaciale,
lo
stesso
accento,
mostravano
la
stessa
ferocia.
Di
qui,
secondo
me,
la
viva
sorpresa
di
fronte
a
simili
episodi
di
barbarie
nei
ranghi
americani.
Hollywood
non
aveva
mai
presentato,
in
sessant'
anni
e
più
di
film
e
di
documentari,dei
soldati
americani
-
come
dire
-
di
"tipo
tedesco".