Le
autorità: «Potrebbero
portare malattie».
Gli ambientalisti:
«Basterebbe
visitarli»
La
strage dei cammelli
che nessuno vuole
Trasportano merci
di contrabbando attraverso
i deserti africani.
Alle porte di Israele
vengono legati e massacrati
di
FRANCESCO BATTISTINI
30.10.09
- GERUSALEMME
Le navi del
deserto sono vascelli
fantasma. Centinaia
di cammelli. Abbandonati.
Arrivano dallAfrica
carichi darmi,
di droga, di sigarette,
guidati dagli spalloni.
Servono a contrabbandare
lungo le carovaniere
che risalgono dal
Sudan, dal Sinai.
Portano merci proibite
nelle oasi beduine,
o allingresso
dei tunnel per Gaza.
Scaricano i loro tesori.
E poi vengono lasciati
al loro destino. A
cercare acqua e cibo.
A vagare per le spianate
del Negev, le sabbie
desertiche di Paran,
le dune rocciose di
Agur. A vagabondare
lungo il confine tra
lEgitto e Israele,
266 chilometri. Camminando
senza meta. Ruminando
sperduti. Resistendo
allo stato brado per
settimane, mesi. Finché
non simbattono
in qualche guardia
di frontiera. Che
ha lordine di
bloccarli. Di legarli
per le zampe. E dabbatterli
sul posto.
LA
PROTESTA ANIMALISTA
- Si uccidono così
anche i cammelli.
E i dromedari. In
uno degli angoli più
pattugliati del Medio
Oriente, dove la caccia
è soprattutto
al clandestino o al
terrorista, dovè
facile morire per
gli uomini e figurarsi
se preoccupano gli
animali, da anni si
consuma una strage
silenziosa. Trecento
cammelli ammazzati
nellultimo anno,
denunciano gli ambientalisti
di «Let the
Animals Live».
Il ministero dellAgricoltura
israeliano dice che
non si può
far altrimenti: «Il
problema principale
è tutelare
la salute pubblica.
Queste bestie entrano
dallEgitto,
ma non sappiamo esattamente
da dove vengano. Non
hanno marchio. Spesso
portano infezioni
come la febbre della
Rift Valley, pericolosa
anche per luomo,
perché provoca
cecità e in
certi casi è
mortale. Impossibile
fare prevenzione,
in unarea tanto
vasta. Ed è
un problema anche
restituirle agli egiziani,
raccomandando di tenerle
sotto custodia: al
Cairo prendono la
faccenda come un atto
di sfiducia nel loro
servizio veterinario.
Lesercito israeliano
non ha lordine
ducciderle,
però a volte
è lunica
scelta possibile».
«STRAGE
SENZA SENSO»
- E più
facile che un cammello
passi per la cruna
dun ago, piuttosto
che entri nel territorio
dIsraele. Ma
tanta severità
indigna gli ecologisti:
«Da secoli
dice Etti Altman,
che sulla questione
ha presentato un dossier
a Gerusalemme -, migliaia
di cammelli sono transitati
per quei deserti.
E nessuno ha mai lanciato
allarmi dinfezioni
gravi. I beduini li
usano da sempre. Questa
strage è senza
senso e nasconde ben
altri obbiettivi.
Primo fra tutti, quello
di colpire i contrabbandieri
darmi e i traffici
verso Gaza».
Le proteste sono numerose,
le richieste altrettante.
Alcune drastiche:
come la proposta di
costruire una barriera
di filo spinato lungo
il confine, «perlomeno
in corrispondenza
delle oasi e delle
aree verdi, le cose
che più attraggono
i cammelli».
Cè anche
chi vorrebbe fossero
istituiti centri di
quarantena, gestiti
in cooperazione tra
Israele ed Egitto,
dove tenere gli animali
in osservazione prima
di riportarli in altre
zone lontane dal confine.
GOVERNI
ASSENTI - Né
il governo Netanyahu,
però, né
Mubarak hanno voglia
di spendere soldi
in questo progetto.
E soprattutto lo considerano
inutile: «Nella
maggior parte dei
casi rispondono
dal ministero dellAgricoltura
israeliano -, i sintomi
delle malattie dei
cammelli non sono
visibili. Puoi tenerli
in quarantena quanto
vuoi, e puoi stare
certo che le infezioni
si propagano ugualmente».
Anche lEgitto
sè mostrato
indifferente alla
questione: il cammello
non è considerato
un esemplare da proteggere,
non è aggressivo,
e non importa molto
che ve ne siano migliaia
senza padrone. La
settimana scorsa,
i militari israeliani
hanno catturato una
piccola mandria. Per
una volta, hanno provato
a riportarli oltreconfine:
poche ore dopo, erano
già ritornati
sulle loro orme.
http://www.corriere.it/animali/09_ottobre_30/israele-strage-cammelli_c08fb544-c583-11de-bfa4-00144f02aabc.shtml