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"Family Business" premia 17 italiane e un'italica


Rohde Island - La rivista statunitense "Family Business" ha censito le aziende familiari più famose, indagando tra 17 Paesi. Ha scelto di inserire anche l' Italia e, tra le 100 realtà inserite nel Gotha dell' imprenditorie familiari, sono 17 quelle che tengono alto lo stendardo italiano, più un'azienda italo-francese.

A condurre la ricerca è stato William O'Hara, il maggiore esperto della materia che ha voluto analizare la questione partendo da una considerazione: "Prima delle multinazionali, c' era il family business. Prima della Rivoluzione Industriale c' era il family business".

Tra le 100 famiglie censite i nomi che compaiono sono tutti di livello internazionale e risalgono ad almeno 225 anni. La Fonderia Pontificia Marinelli di Agnone è la prima italiana a figurare in classifica, al quarto posto; al quinto c'è inceve la Barone Ricasoli, azienda vinicola di Siena; seguono la Barovier & Toso, vetreria di Murano Venezia, l' oreficeria Torrini di Firenze e la casa vinicola Antinori di Firenze entro i primi dieci posti.

Per ognuna delle aziende viene fornita la data di fondazione, il numero di generazioni che vi hanno lavorato, la specializzazione e una breve descrizione dell' azienda. La storia e una breve analisi delle motivazioni che avrebbero consentito la durata del business completano il quadro. Le italiane sono per la maggior parte operanti nel settore manifatturiero, con la prevalenza del tessile e del settore vinicolo, ma figurano anche la fabbrica d' armi Beretta due fonderie.

Al ventinovesimo posto c'è poi Mellerio dits Meller, gioielleria parigina che, alla quindicesima generazione di azienda di famiglia, racconta anche la storia dell' emigrazione della famiglia Mellerio dalla Lombardia in Francia nel sedicesimo secolo, la quale, scongiurando l'attentato al re Luigi XIII, entrò nelle grazie della famiglia reale.