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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Notizie 2005

Svelato il mistero dei colori di Tintoretto
La scoperta di due ricercatrici Usa.
"Vetro per aumentare la brillantezza"

La soluzione del giallo era lì, davanti agli occhi di tutti. Ma i colpevoli erano sicuri che nessun occhio umano sarebbe stato in grado di scoprirla. E come potevano pensare Lorenzo Lotto, Jacopo Tintoretto e gli altri grandi coloristi veneziani del Cinquecento, che un giorno sarebbe arrivato un investigatore in grado di distinguere particelle di pochi millesimi di millimetro? Per oltre quattro secoli esperti e critici d'arte hanno brancolato nel buio: davanti all'ineguagliabile brillantezza di quelle tele, non restava che inchinarsi alla "magia dell'artista". In realtà, la polvere magica non era altro che polvere di vetro, sapientemente mischiata ai colori nella tavolozza. Il trucco è stato smascherato da due ricercatrici della National Gallery of Art di Washington, Barbara H. Berrie e Louisa Matthew, analizzando con un microscopio digitale a raggi x la Santa Caterina (1522) di Lorenzo Lotto. Nel rosso scintillante di quella veste sono presenti migliaia di sfere di silicio, di un diametro variabile da 4 a 8 micron. La stessa polvere di vetro usata, allora come oggi, nei laboratori artigiani dell' isola di Murano. Nei cinquant' anni successivi la tecnica viene ulteriormente raffinata.

La prova è nel capolavoro di Tintoretto Cristo sul mare di Galilea (1575/1580), anche questo finito sotto la lente delle ricercatrici americane. Per esaltare il celeste del mare e della tunica di Gesù, l' artista ha usato polvere di vetro colorata, con pigmenti verdi e gialli. E le scorie di bismuto, metallo rilevato ai raggi x, ci forniscono un particolare in più: quella polvere Tintoretto se l' era fatta mandare apposta dal Nord Europa, perché di quel tipo in Italia non se ne trovava, nemmeno a Venezia. Quale sorte postuma attende adesso i responsabili di questa astuzia? Le due investigatrici non se la sentono affatto di condannarli. "In fondo, ci hanno dato una bella lezione: bisogna sempre guardare oltre le cose come appaiono - scherza la Berrie -. È lo stesso principio alla base dell'arte e della ricerca scientifica". 27 agosto 2005

 
 

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