Presentato
il decreto che liberalizza l'
uso del wi-fi pubblico
Landolfi: "Così la
banda larga raggiungerà
anche i piccoli centri"
Internet
senza fili
Si muove anche l' Italia - Soddisfazione
dei provider.
ROMA,
05.10.05 - A pochi giorni dall'
annuncio di Google, che
ha proposto la fornitura di un
servizio wi-fi gratuito sul territorio
di San Francisco, anche in Italia
qualcosa si muove verso l' apertura
del mercato dell' internet senza
fili. E già c' è
chi pensa di importare in alcune
capitali europee l' idea del motore
di ricerca americano.
Il
ministero delle Comunicazioni
ha presentato un decreto legge
per estendere l' adozione del
wi-fi, eliminando i vincoli che
ne limitavano l' uso ai locali
aperti al pubblico e alle aree
pubbliche confinate. Un provvedimento
chiesto a gran voce dagli operatori
internet da almeno due anni: se
diventerà legge, permetterà
di estendere l' uso della banda
larga a persone e luoghi che finora
ne erano esclusi.
Il
wi-fi, acronimo di wireless
fidelity, è una tecnologia
che permette la trasmissione di
dati ad alta velocità attraverso
l' etere. Nel wi-fi gli operatori
del settore vedono uno strumento
fondamentale per portare l' internet
ad alta velocità anche
in zone normalmente non raggiunte
dal broadband, come i piccoli
centri o le zone geograficamente
problematiche (come isole e aree
montuose). Il wi-fi attira anche
le amministrazioni pubbliche,
interessate a fornire ai cittadini
in qualunque momento e in ogni
luogo informazioni di varia utilità,
burocratiche o turistiche.
Ampiamente
sperimentato all' interno di ambienti
chiusi o circoscritti (modalità
indoor), il wi-fi non ha potuto
finora svilupparsi organicamente
in Italia come servizio pubblico,
soprattutto per la presenza dei
paletti fissati dal piano nazionale
di ripartizione delle frequenze.
Il decreto presentato oggi dal
ministro Mario Landolfi elimina
qualunque limitazione riguardante
la copertura territoriale e prevede
il libero uso delle frequenze
non protette (il wi-fi lavora
sui 2,4 GHz) senza costi di
licenza per l' utente e per l'
operatore. Dovranno essere garantite
la sicurezza delle reti contro
gli accessi non autorizzati e
le prestazioni a fini di giustizia.
E' prevista la possibilità
di accordi di roaming tra i vari
operatori, così come avviene
per la telefonia mobile.
"Gli
italiani che vivono nei piccoli
comuni", ha detto Landolfi
presentando il decreto, "sono
circa 11 milioni: molti di loro
non hanno l' accesso a Internet
a banda larga perché l'
investimento per le grandi aziende
sarebbe antieconomico. Con questo
provvedimento, invece, consentiamo
a tutti gli operatori che lo vogliano
di raggiungere utenti altrimenti
esclusi". Aiip e Assoprovider,
le principali associazioni italiane
dei fornitori di servizi internet,
hanno espresso soddisfazione per
il provvedimento e hanno auspicato
una rapida conversione.
Quando
il decreto sarà legge,
la palla per l' effettiva fornitura
di servizi wi-fi al pubblico passerà
ai provider. Negli altri paesi
europei, sull' esempio degli Stati
Uniti, già qualcosa si
muove per la creazione di reti
senza fili gratuite nelle grandi
città. Il provider francese
Free-hotspot.com ha appena
espresso l' intenzione di imitare
Google e di proporre l' installazione
di network wireless a banda larga
a Parigi e Londra.