Ricerca
di Nature
L'erba
del vicino è sempre più verde
e la strada conosciuta sempre più lunga
di quella sconosciuta?
Per la prima questione, "cromatica",
non ci sono ancora spiegazioni scientifiche,
ma per la seconda sì.
12.02.06 - A colmare la lacuna ci ha pensato
uno studio britannico, pubblicato sulla rivista
"Nature", che spiega perchè
i percorsi di tutti i giorni a volte possono
sembrare interminabili. La "colpa"
è di un meccanismo nel nostro cervello,
che fa apparire più lunghe le vie abituali,
e "abbrevia" le distanze di quelle
percorse meno di frequente. Andrew Crompton,
autore della ricerca, ha chiesto a 140 studenti
di architettura della Manchester University
di stimare la distanza dall' edificio principale
destinato agli allievi, fino a diverse destinazioni
familiari lungo la strada principale. Tutti
itinerari percorsi dai ragazzi varie volte
al giorno. Dopodichè, contachilometri
alla mano, si è visto che gli studenti
del primo anno giudicavano distanze di un
miglio lunghe almeno 1.24 miglia, mentre quelli
del terzo anno (che avevano fatto gli stessi
percorsi molte più volte nel corso
della loro permanenza nell'ateneo) arrivavano
addirittura a percepire 1.45 miglia. Insomma
la strada "si allunagva" con gli
anni pur rimanendo perfettamente identica.
PERCEZIONE - In realtà ciò
che cambia è il fatto che nel corso
dei mesi e degli anni, percepiamo sempre più
dettagli lungo la strada, e questa ci appare
quindi più lunga. Questi risultati,
spiega il ricercatore, possono aiutare a capire
perchè il viaggio d' andata in genere
sembra sempre più rapido del ritorno.
E possono, dice il ricercatore, aiutare gli
architetti a "disegnare" città
all' apparenza più spaziose, semplicemente
aggiungendo dettagli utili per ingannare la
percezione di chi le abita