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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Notizie 2006

Ricerca di Nature

L'erba del vicino è sempre più verde e la strada conosciuta sempre più lunga di quella sconosciuta?
Per la prima questione, "cromatica", non ci sono ancora spiegazioni scientifiche, ma per la seconda sì.

12.02.06 - A colmare la lacuna ci ha pensato uno studio britannico, pubblicato sulla rivista "Nature", che spiega perchè i percorsi di tutti i giorni a volte possono sembrare interminabili. La "colpa" è di un meccanismo nel nostro cervello, che fa apparire più lunghe le vie abituali, e "abbrevia" le distanze di quelle percorse meno di frequente. Andrew Crompton, autore della ricerca, ha chiesto a 140 studenti di architettura della Manchester University di stimare la distanza dall' edificio principale destinato agli allievi, fino a diverse destinazioni familiari lungo la strada principale. Tutti itinerari percorsi dai ragazzi varie volte al giorno. Dopodichè, contachilometri alla mano, si è visto che gli studenti del primo anno giudicavano distanze di un miglio lunghe almeno 1.24 miglia, mentre quelli del terzo anno (che avevano fatto gli stessi percorsi molte più volte nel corso della loro permanenza nell'ateneo) arrivavano addirittura a percepire 1.45 miglia. Insomma la strada "si allunagva" con gli anni pur rimanendo perfettamente identica.

PERCEZIONE - In realtà ciò che cambia è il fatto che nel corso dei mesi e degli anni, percepiamo sempre più dettagli lungo la strada, e questa ci appare quindi più lunga. Questi risultati, spiega il ricercatore, possono aiutare a capire perchè il viaggio d' andata in genere sembra sempre più rapido del ritorno. E possono, dice il ricercatore, aiutare gli architetti a "disegnare" città all' apparenza più spaziose, semplicemente aggiungendo dettagli utili per ingannare la percezione di chi le abita