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DA SECONDO PROTOCOLLO ORG
Detenuti italiani all’estero: si prenda esempio dal COMITES di Santo Domingo

Scritto da Elisa Arduini

20 gennaio 2008 -
Mentre giungono importanti e buone notizie sulla situazione processuale di Valentina Palladino, notizie che non possiamo approfondire per ovvie ragioni di riservatezza e per la delicatezza della vicenda, vogliamo rimarcare ancora una volta il positivo contributo del COMITES di Santo Domingo diretto dal dott. Ermanno Filosa.

Infatti, se vanno dati i giusti meriti all’Ambasciata Italiana nella Repubblica Domenicana e al Consolato per l’ottimo lavoro svolto nella massima discrezione, non possiamo esimerci nel rimarcare l’appoggio dato, sia alle Istituzioni che a noi di Secondoprotocollo, dal COMITES di Santo Domingo, un appoggio decisivo e a tutto campo.

Vorremmo che tutti gli altri numerosissimi COMITES prendessero esempio da quello domenicano il quale ha saputo in molte occasioni proporsi come valido sostituto alle stesse Istituzioni, sia nell’assistenza ai detenuti e alle loro famiglie che nei contatti con noi di Secondoprotocollo, evidenziando come con una maggiore collaborazione tra le parti tutto sia possibile, anche ciò che all’inizio sembrava irraggiungibile.

E’ la prova che quanto discusso mercoledì scorso tra il nostro responsabile, Franco Londei, e la responsabile della Direzione Generale degli Italiani all’estero del Ministero degli Affari Esteri, dott.ssa Marilina Armellin, in merito ad una maggiore sensibilizzazione dei COMITES sul problema dei detenuti italiani all’estero come supporto alle autorità consolari, è la strada giusta da seguire.

Ora speriamo (contiamo) che anche altri COMITES seguano l’esempio di quello di Santo Domingo, specie in un momento nel quale la scarsità di mezzi e fondi costringe il Ministero degli Esteri a chiudere diverse sedi consolari e a ridurre significativamente il personale.

In questo frangente diventa indispensabile l’apporto che i COMITES possono apportare nella difesa dei Diritti dei nostri connazionali e nel supporto a coloro che si trovano ad affrontare le numerose problematiche che una detenzione all’estero comporta. Naturalmente non si chiede ai COMITES di sostituirsi alle Istituzione, ma che siano da supporto alle stesse nella difesa dei Diritti dei nostri connazionali, come chiaramente espresso nella legge costitutiva dei Comitati per gli Italiani all’Estero. Speriamo che in tanti seguano l’esempio di Santo Domingo e che presto si possa parlare di tante altre costruttive collaborazioni.

Elisa Arduini
-http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1027&Itemid=1

 
 

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