A
CATTURARLO I FINANZIERI DEL COMANDO PROVINCIALE
DI NAPOLI CON L'INTERPOL
Preso a Santo
Domingo Ciro Mazzarella.
Era in un lussuoso residence: oggi in Italia
Era latitante da 2 anni. Arrestato mentre si recava
in un locale notturno con un gruppo di napoletani
10.02.09
- NAPOLI - In manette il latitante Ciro Mazzarella,
figlio del boss Gennaro, attuale reggente del
clan attivo nella zona centrale di Napoli e soprattutto
nel quartiere Mercato e di Forcella. L'uomo, 38
anni, inserito tra i primi 100 latitanti dello
speciale elenco del ministero dell'Interno, è
stato catturato a Santo Domingo.
A catturare Mazzarella i finanzieri del Comando
provinciale di Napoli in collaborazione con
il personale dell'Interpol. Mazzarella si rese
latitante lo scorso 25 novembre 2006 quando fu
destinatario di un decreto di fermo insieme al
fratello Francesco e ad altri 17 indagati. Un'operazione
che azzerò la struttura di vertice del
clan e che, nel febbraio 2007, colpì direttamente
il padre, Gennaro. Ciro è, infatti, attualmente
imputato, insieme al padre e al fratello (già
detenuto in regime di 41 bis), come esponente
di vertice dell'omonimo sodalizio criminale.
Mazzarella è stato seguito dagli uomini
della Guardia di Finanza di Napoli all'uscita
dalla sua lussuosa residenza in Avenida Josè
Contreras, mentre con altri napoletani si recava
in un famoso locale notturno dell'isola caraibica.
Al momento del fermo, Mazzarella, latitante del
novembre 2006, ha mostrato agli uomini del Gico
e alla polizia locale un passaporto falso, intestato
a Maurizio Perugino che peraltro risulta già
indagato dalla Dda della Procura di Napoli in
relazione al traffico di stupefacenti in città.
La polizia dominicana ha però verificato
tutti gli elementi forniti dalla Guardia di Finanza
di Napoli, identificandolo e arrestandolo. Mazzarella,
imputato per il suo ruolo di vertice nell'associazione
camorristica dell'omonimo clan, sarà già
oggi trasferito in Italia. Secondo le indagini
condotte degli uomini del procuratore capo Giovandomenico
Lepore e dall'aggiunto Franco Roberti, il 38enne
boss era fuggito in Sudamerica dopo il decreto
di fermo emesso dalla Dda di Napoli nel novembre
2006 nei confronti suoi e di altre 17 persone,
tra cui suo fratello Francesco che venne arrestato.
Mazzarella era fuggito prima in Colombia e poi
in Costarica, prima di trasferirsi a Santo Domingo
da dove, secondo le indagini, continuava a coordinare
a distanza le attività criminali del clan.
La sua cattura è avvenuta grazie all'attività
di intelligence compiuta dalla Procura in collaborazione
con l'Interpol. Una volta giunti a Santo Domingo,
gli uomini della Gdf hanno fornito alla polizia
dominicana elementi che hanno permesso l'individuazione
di Ciro Mazzarella nel giro di pochi giorni. Su
di lui pesano anche le dichiarazioni di numerosi
pentiti secondo cui il boss latitante avrebbe
diretto a distanza il traffico di droga nel centro
di Napoli e una serie di scontri armati con uomini
di altri clan operanti nella zona.
Ciro Mazzarella, proprio a causa della detenzione
di entrambi i suoi congiunti, reggeva le redini
della cosca tenendosi costantemente informato
degli attuali equilibri criminali e impartendo,
anche dall'estero, le direttive necessarie per
guidare il clan. Comandi soprattutto per la gestione
dei traffici di sostanze stupefacenti, ma anche
in merito ai recenti contrasti armati che si sono
registrati proprio sul territorio controllato
dai Mazzarella. Un ruolo di primo piano confermato
anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori
di giustizia. Mazzarella sarà in Italia
nel pomeriggio di oggi dopo essere stato instradato
dalla polizia dominicana.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni,
ha telefonato al capo della Polizia, prefetto
Antonio Manganelli ed al comandante generale della
Guardia di Finanza, Cosimo D'Arrigo, per congratularsi
per l'importante operazione congiunta dell'Interpol
e della Guardia di Finanza che ha portato all'arresto
di Ciro Mazzarella, inserito nella lista dei cento
latitanti più pericolosi e ricercato da
due anni.
corriere.it