RICEVUTI
MOLTI E-MAIL
per l' articolo
ASSASSINATO ITALIANO, Resa dei conti?
I cinque colpi di pistola che hanno freddato l' italiano
Raffaele Panariti, di 57 anni, a Juan Dolio, sembra propio
la classsica "resa dei conti", avvalorata dal
fatto che l' assassino o gli assassini non hanno sotratto
denaro e valori. La polizia locale, afferma che non sono
chiari i motivi, pero' con questa classica definizione signifiva
anche che e' tutto chiaro, ma non possiamo apertamente dirlo.
Restera' un ennesimo caso di vittima italiana in suolo straniero
senza soluzione?
Nella strada, italiani hanno commentato il fatto con risposte
che fanno pensare e riflettere.
"Molti italiani vengono qui e pensano di essere Enfri
Bogart, pero' per esserlo bisogna avere i coglioni, e purtroppo
non tutti ce l' hanno. Molti erano dei pirla in Italia e
qui sono due volte pirla. La maggior parte sono dei quacquera
qua. Nessuno batte la mafia dominicana".
E-mail Pervenuto
Sono stato ieri pomeriggio ai funerali
del connazionale che ha perso la vita in un episodio di
violenza accaduto a Juan Dolio, al dila' che sia un ITALIANO,
invito chiunque a riflettere attentamente prima di fare
uscire dalla propia bocca parole tanto insulse quanto indegne
del genere umano, maggiore e la responsabilita
che devi avere come testata che ne ha riferito il commento.
Mi
permetto di chiarire che quando succede un tragico episodio
che pone fine ad una vita umana, questa e una vittoria
del male, della distruzione, la stessa opposta di quando
nasce una vita.
Il
trovarsi di fronte a questa realta non si deve concedere
spazio a parole offensive la dignita e sopratutto
la spiritualita dellumanita', quindi, anche
ammesso e con tutta la forza spirituale dellinsegnamento
del Sig DIO, non concedo a nessuno questi toni da film di
basso livello di fronte al consumarsi di una tragedia, RIPETO,
che ha visto perdere la vita al Raffaele Panariti.
Dio
ci ha insegnato quello che e il bene e quello che
e il male, lo stesso abbia pieta degli assassini
perche' hanno il peso del grande peccato, e possano presto
pentirsi e trovare la pace che sicuramente non hanno.
Firmato
E' consuetudine del periodico, pubblicare sempre quanto
riceve, per dare la possibilita' a tutti di esprimere liberamente
il propio pensiero.
Alcuni
e-mail pervenuti, non hanno un valore da menzione, pero'
uno racchiude tutti i veri sentimenti "umani e cristiani"
che a noi italiani ci hanno insegnato.
Concordo pienamente con quanto riporta, ma confermo che
dopo aver meditato molto ho deciso di pubblicare l' articolo,
senza giri di parole, senza addolcire i termini, senza aggiungere
fantasia, perche' questo e' quello che "si dice e si
pensa", forse non nel caso particolare, ma in generale
degli italiani. Ogniuno faccia le sue considerazioni. Quando
mi dicono che gli italiani, "sono tutti mafiosi e delinquenti",
io non mi offendo.
Purtroppo
la cronaca e' cronaca, e molto spesso e' dura e ingiusta,
se cominciassi a omettere, addolcire, limare o tacere, dovrei
tacere... sempre. Se dovessi dare retta a tutti, dovrei
uscire con le pagine in bianco, .. e forse sarei criticato
ugualmente.
Per quanto riguarda la giustizia di Dio, non credo molto,
perche' Dio e' "amore e perdono", quindi in fin
di vita "perdona tutti", ok, quasi tutti. Quindi
per questi casi, se possibile ci vuole la giustizia degli
uomini. Sul pentimento degli assassini credo ancora meno,
perche' sono deliquenti, se fossero anche ingnoranti, sarebbe
peggio. Perche' con i deliquenti si puo' anche ragionare,
con gli ingnoranti no!
Giovanni Garibaldi