Il
Complesso delle Termopili
... come liberarsene una volta per tutte
09.08.06 - Conoscete tutti la storia della
battaglia delle Termopili, no? Quella
in cui pochi (ma buoni, ovviamente...) spartani,
capeggiati da Leonida, nel 489 a.c.,
con il loro eroico sacrificio, chiusero
l unico varco d accesso, dalla
Tessaglia verso l Ellade, alle soverchianti
forze falangiste di Serse il persiano, dando
modo alle polis greche di riorganizzarsi
e sconfiggere l invasore, infine,
nella battaglia navale di Salamina.
Chi
di noi non si è sentito in cuore
un sussulto eroico quando Leonida risponde
sprezzante alla minaccia delle frecce persiane
che avrebbero oscurato il sole: Meglio
così: combatteremo allombra....
O, alla richiesta di consegna delle armi,
il fiero: Venite a prenderle
(sottinteso: se vi riesce...)? Eh, sì,
diciamocela tutta: l estrema difesa
esercita su noi un irresistibile attrazione.
Tanto che avremmo preferito finire i nostri
giorni nel ridotto di Valtellina, faccia
al sole ed armi in pugno, piuttosto che
davanti al plotone di esecuzione; avremmo,
di certo, combattuto con la Charlemagne
in difesa del Bunker di Berlino, fino allultimo
minuto e allultimo respiro; saremmo
stati, fieri cadetti di Moscardò,
a combattere fra le macerie dellAlcazar
e ovunque, ancora - da Giarabub a Stalingrado,
da Vienna a Troia - l uomo ha preteso
dare alla vita e a un ideale (qualsiasi
ideale) il senso dellonore...
Conosco
bene, per averlo più volte sperimentato,
cosa provano gli arroccati durante l
attesa in armi (più o meno proprie...)
del nemico. Non hai bisogno di guardare
il camerata al tuo fianco per sapere che
c è ed è con te e per
te: lo senti. Senti l unisono corale
tum-tum cardiaco come se fosse l esterno
vibrare di tamburi guerrieri. Sai che non
vorresti essere in nessun altro posto al
mondo che lì. Il thymos surriscalda
il frullio cerebro spinale: l io scompare
e affiora uno stato primigenio che non conosce
più il limite della tua finitudine.
Vanisce il nesso di causalità. Solo
l azione conta, e chissenefrega dell
esito: combattere è tutto...
...Il
che è nobile. Il che è giusto.
Il che è assolutamente in linea con
il nostro temperamento, la nostra etica
e finanche con i nostri gusti estetici e
i nostri cari miti. Finché, come
dimostra Freud con quello di Edipo, il Mito
non diventa un Complesso. Nella
nostra fattispecie: il Complesso delle
Termopili, appunto...
Mi
spiego. Affinché l atto sia
efficace non basta che esista il nemico:
è necessario che il nemico intenda
affrontarti sullo stesso piano, secondo
le medesime regole e con le stesse armi.
Se il nemico non arriva, la tensione che
si carburava di attesa svuota, lentamente
ma svuota, le sue cariche energetiche in
una frustrazione post-calo-adrenalinico.
L Alcazar si trasforma in una Fortezza
Bastiani, ribollente di apatico senso d
inutilità.
Qui,
le soluzioni sono due: o si abbassa il ponte
levatoio e si decide di andare ad affrontare
il nemico sul suo piano o ci si riduce a
fingersi assediati e si continuano a tener
lubrificate le armi, ad esercitarsi allo
scontro, dandosi turni di guardia fra sentinelle
insonni, disegnando su mappe possibili strategie
di vittoria contro un avversario che, è
ormai evidente, non arriverà. O,
almeno, non arriverà dove noi lo
aspettiamo...
Ecco,
il Complesso delle Termopili
consiste esattamente in questa seconda attitudine:
Chissenefrega se il nemico non arriva:
io lo aspetto comunque. E lo aspetto qui.
Intanto, il nemico ha deciso di lasciarti
combattere la tua battaglia contro il Nulla,
mentre lui commercia, parlamenta, occupa,
spaccia storie e geografie, inventa nuove
liturgie ipnotiche di massa, sintroduce
e s insedia nella città legale:
fa politica, insomma...
Chi
soffre del Complesso delle Termopili,
ovviamente, schifa la politica: roba da
mercanti del tempio; da molli panciafichisti;
da nani dello spirito... Insomma: mica è
roba per noi... E, purtroppo, non ha nemmeno
tutti i torti. Pur tuttavia...
Pur
tuttavia: gli è che i complessati
in questione, onestamente parlando, non
sanno vivere senza la quotidiana sovradose
di adrenalina da cui, ormai, dipendono:
simil tossicologicamente. Ora, è
noto che il potere della mente è
in grado di produrre endogamicamente quelle
sostanze linfatico-appaganti che l
esogeno, talora, nega. Così, se il
nemico non arriva, lui se lo inventa: oggi
gli immigrati, domani il partito dei pedofili
olandesi, appena ieri le merci made in China...
Tutto bello, nobile e giusto, intendiamoci:
ma che c azzecca con la politica?
Perché è lì, nella
politica che, senza di noi, il nemico fa
i suoi porci comodi ed impera a braccetto
con la canaglia...
Soluzioni?
Beh, escludendo la psicoanalisi o altra
psicoterapia, che non mi sembra il caso
e non ci credo, bisognerebbe, innanzi tutto,
abbassare quel famoso ponte levatoio che
difende gli arroccati dall esterno,
ed uscire dalla roccaforte. Fuor di metafora,
occorre passare dall infanzia della
rivoluzione alla rivoluzione adulta: quella
che sa fare i conti con i problemi reali
della società, senza sovraeccitarsi.
Anzi: rinunciando all eccitazione
del sacrificio. E, prima ancora, sa individuare
quali sono i problemi reali, quelli che,
una volta affrontati e risolti, consentono
veramente di avanzare sulla via difficile,
difficilissima, del vivere giorno dopo giorno,
il nostro tempo: qui e adesso. Un po
di realtà alla volta, gradevole o
sgradevole che sia, elimina qualsiasi complesso.
Quindi, anche quello delle Termopili.
Non conosco altra medicina...
di
Miro Renzaglia
www.mirorenzaglia.com