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Dr. Guido BACCOLI

Note per la riforma del Testo Unico dell´ Immigrazione

Santo Domingo, 12.10.06 - Il 27/09/2006, é stato reso noto dal Ministro degli Interni, l' On.le D' Amato il documento, di 21 pagine, emesso dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, che illustra le ragioni della richiesta di riforma sia dell 'attuale Testo Unico che della Bossi Fini, giudicati, soprattutto quest' ltimo, inadeguati sotto tutti gli aspetti.

Non é facile riassumere 21 pagine in un articolo informativo per i lettori e quindi, vedró di fare del mio meglio, senza togliere la vera sostanza della relazione e senza commenti personali, che mi riservo di fare in un secondo momento. Vediamone i punti salienti. Sono 191 milioni, secondo le stime dell' Onu, gli emigrati nel mondo. L' Europa centrale ed occidentale è uno dei più interessati da questi flussi. Oggi i migranti nel vecchio continente sono 64 milioni e il trend di crescita, in continuo aumento, è già intorno al 2% all' anno, Ciononostante l' Italia, rispetto agli altri Paesi Europei, ha una bassa percentuale di immigrati, quindi, dichiara il documento, l' Italia non é sotto assedio. L' immigrazione pone problemi, ma anche grandi opportunità: quale sarebbe, dunque, la strategia che permetta di risolvere i primi e sfruttare le seconde. Abbiamo una bassa natalità e l' immigrazione garantisce il necessario incremento demografico, contribuendo al finanziamento del sistema pensionistico.

Secondo il documento, tutte le analisi economiche concordano sul fatto che l' immigrazione produce sviluppo e non toglie lavoro ai residenti. Il nostro Paese, limitato nella dimensione geografica e ad alta densitá di popolazione, ha una ricettività inevitabilmente limitata. La pressione immigratoria é molto forte, peró, in assenza di un canale di sbocco regolato normativamente, si traduce in un alto livello di clandestinità. Esiste una domanda di lavoratori stranieri, da parte delle famiglie e delle imprese italiane, che peró trova risposte quasi esclusivamente sul mercato nero. La legge Bossi-Fini non ha risolto questi problemi e si è dimostrata inadeguata a raggiungere i suoi stessi obiettivi.

La strategia del Governo.
Vediamo le proposte piú importanti, Per ricongiungimenti familiari, non è più prevista per i figli minori la condizione di familiari "a carico", essendo un requisito da considerare implicito. Riguardo al ricongiungimento con i genitori, andrebbe dimostrato solamente che non hanno un "adeguato sostegno familiare nel Paese di origine" indipendentemente se hanno o no altri figli nel paese d' origine. Chi viene in Italia per assistere un minore, poi, potrà esercitare un' attività lavorativa.

La carta di soggiorno.
Si chiede l' attuazione di una direttiva europea del 2003. Il requisito minimo per ottenere lo status di soggiornante di lungo periodo viene fissato in cinque anni di permesso di soggiorno, uno in meno di quello attuale, ottenendo il diritto a soggiornare a tempo indeterminato, escludendo gli stranieri pericolosi per la sicurezza pubblica.

Il disegno di legge sulla cittadinanza.
Siamo fuori dai parametri europei, per ottenerla si richiederanno solamente cinque anni di residenza legale e senza interruzioni, accompagnandolo, per gli adulti, a un accertamento dell' intervenuta integrazione. Sarà italiano anche il bambino nato da genitori stranieri in Italia residenti da almeno cinque anni. L'attribuzione della cittadinanza sará comunque subordinata, come previsto dal Ddl del Governo, alla "verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio dello Stato".

Vediamo adesso, le proposte di riforma dell'attuale TESTO UNICO.
La nuova legge dovrà: bilanciare la domanda e l' offerta di lavoro straniero e piú consono alle esigenze delle nostre imprese e delle nostre famiglie; creare una corsia preferenziale per l' accesso di lavoratori qualificati; rendere più efficace il meccanismo delle espulsioni; adeguare la durata del permesso di soggiorno alla realtà del mondo del lavoro (perso un lavoro non si trova un' altro il giorno dopo) e facilitare i procedimenti di rinnovo in modo da sgravare l' enorme lavoro per l' Amministrazione e anche per l' immigrato.
I visti: anche se l' Europa sta studiando un Regolamento che riunisce e razionalizza la vigente normativa comunitaria in materia, la nostra legislazione puó fare molto per rendere le procedure per l' ottenimento del visto più semplici e ragionevoli. Presso le sedi consolari saranno semplificate le richieste e la documentazione da presentare, sarà più snella e più facilmente identificabile. I visti di breve durata per lavoro, soprattutto per il lavoratori altamente qualificati, avranno una procedura accelerata. Per i visti di turismo, inferiore ai 90 gg., in conformità alla normativa comunitaria, si eliminerá l' obbligo della richiesta del permesso di soggiorno. Le esigenze di sicurezza interna potranno essere garantite da una semplice "dichiarazione di presenza", già adottato da altri Stati, dove esiste un istituto (ufficio di polizia di frontiera oppure, il questore della Provincia nel quale lo straniero si trova). Abolizione della comunicazione all' autorità di pubblica sicurezza da parte dei datori di lavoro o degli ospitanti. Un permesso "amico": questa semplificazioni porterá anche allo studio per una minore burocrazia anche per il permesso di soggiorno, procedure che finora risultano inutilmente penalizzanti sia per l' immigrato, che per l'amministrazione, in gravissima difficoltà per gli accresciuti carichi di lavoro, quindi sará allungata la durata dei permessi di soggiorno. Lavori a tempo determinato, PdS rilasciato per uno o due anni e non per una durata pari a quella del relativo contratto di lavoro; Lavori a tempo indeterminato potrebbero invece durare tre anni (oggi sono due). Novitá anche sul rinnovo del PdS, che potrebbe essere rilasciato per un periodo pari al doppio di quello previsto per il primo rilascio. I termini attualmente previsti per la richiesta del rinnovo possono essere unificati per tutti i permessi di soggiorno in un unico termine di sessanta giorni e per chi ne fará richiesta nei termini, si dovranno sanare i PdS scaduti nel frattempo, troppo spesso il ritardo per la consegna del nuovo é troppo forte. Più tempo per cercare un nuovo lavoro. il "permesso di soggiorno per attesa occupazione". Oggi lo straniero che perde il posto di lavoro, anche in seguito alle proprie dimissioni, ha un tempo troppo ridotto per la ricerca di un nuovo lavoro, che pone l' immigrato davanti alla difficile alternativa tra lasciare improvvisamente l' Italia, dove aveva vissuto fino a poco prima da lavoratore regolare, o passare in clandestinità. La proposta é quella di estendere a un anno, il tempo in cui l' immigrato potrá rimanere iscritto ai centri per l' impiego evitando l' enorme clandestinitá dovuta a questa ragione. Dopodiché se lo straniero dimostra di disporre di un reddito annuo non inferiore all' importo dell' assegno sociale, avrá un ulteriore estensione di un anno. Ci saranno poi i permessi premiali, oggi previsti a beneficio degli immigrati che denunciano gravi reati a loro danno, in primis ai reati in tema di lavoro. Questo per intervenire con più efficacia sullo sfruttamento, che è a volte vero e proprio asservimento e presente nella nostra economia sommersa. Le espulsioni. Per rendere piú effettive le espulsioni, si incentivará la collaborazione dell' immigrato introducendo programmi specifici di "rimpatrio volontario e assistito", ai quali potranno accedere gli immigrati che collaborano alla propria identificazione e che, in questo modo, potranno usufruire del Fondo rimpatri che si creerá ad hoc. Questo Fondo, sarà alimentato con i contributi dei datori di lavoro che assumono immigrati e dei garanti che svolgono la funzione di sponsor, senza escludere l' accesso a fondi europei. La collaborazione potrá essere incentivata anche attraverso una riduzione dei tempi del divieto di reingresso in Italia. Si specifica che non rientreranno coloro che hanno commesso violazioni gravi, rafforzando, in questi casi, la sanzione penale e l' impossibilità di accedere nuovamente al programma. Sanzioni credibili. Si richiederá una revisione delle sanzioni di natura penale previste per l' inottemperanza dell' ordine di allontanamento del Questore, riconducendo questi reati e la loro trattazione, oggi configurati come una sorta di diritto speciale aggravato, alla sistematica del codice penale e di quello di procedura penale. I Centri di permanenza temporanea e assistita: un nuovo sistema di espulsione e rimpatrio, dovrá distinguere i soggetti effettivamente pericolosi con quelli che hanno solamente violato la durata del loro PdS.



Dr. Guido Baccoli

Consulente Tecnico di Diritto Consolare, Civile e Internazionale
Tel. Ufficio 809-412-5535
E-mail: guidobaccoli@hotmail.com
 
 

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