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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo - 1997 -


Consulenza Consolare
Dr. Guido BACCOLI

Le eventuali difficolta´ con il servizio degli Uffici Consolari

CHE FARE?

Probabilmente quest' argomento, di per se molto delicato, é il principale ''pomo della discordia'' tra molti connazionali all' estero e il servizio a loro offerto dai rispettivi Consolati o U.C. Italiani presenti nello Stato corrispondente. Nel successivo "riassunto" del Decreto Della Presidenza Del Consiglio Dei Ministri Dipartimento Della Funzione Pubblica, si spiega quali sono le normative che regolano il comportamento che deve avere il personale di un'amministrazione pubblica. Questo vi aiuterá, anche, a sapere come agire nell'eventuale caso ci si trovasse davanti ad un impiegato o anche un funzionario che, per svariate ragioni, spesso differenti a seconda dall'ubicazione mondiale, che non rispettando le regole: vi crea difficoltà od eccessivi ritardi; non abbia le risposte alle vostre richieste; si scusi, ma vi fa perdere tempo, scaricando ad altri colleghi o superiori la responsabilitá; o, purtroppo puó succedere anche questo, sia maleducato e/o arrogante.
Nel forum ci sono molti interventi di cosa fare in caso di rifiuto ad adempiere o esagerati ritardi. Soprattutto il nostro grande Difensore Civico Amedeo, che saluto cordialmente, ha dedicato molto spazio, oltre altro, rispetto all'argomento, quindi non c'é molto da aggiungere. In questa sezione dedicata agli italiani all'estero, mi limito solamente a dare alcuni consigli e a informare cosa, appunto, si puó fare e come comportarsi se dovesse succedervi di trovarvi in una delle suddette situazioni.

Prima, peró, vorrei cominciare con una situazione particolare. Facciamo l'ipotesi che vi sentiate rispondere, con vostra grande sorpresa spesso accompagnata da panico, che un documento originale certamente da voi consegnato, al contrario non é mai stato consegnato o é andato smarrito. Se vi é stata rilasciata una ricevuta dettagliata con: il nome e cognome di chi ha ricevuto la documentazione, data della consegna, qual'é l'atto consolare richiesto e la lista dei documenti presentati, siete a cavallo. Alcune Autoritá Diplomatiche, rilasciano regolarmente questo tipo di ricevuta dettagliata, altre, magari perché con personale insufficiente e quindi con sovraccarico di lavoro, purtroppo non lo fanno.
Chi ha a che fare con quest'ultime, come puó rimediare alle suddette risposte? ''non risulta lei abbia consegnato questo documento'' o ''il documento é stato smarrito'' (quest'ultima non ve la metteranno mai per iscritto). Non avreste molti rimedi per dimostrare il contrario. Se ci si trova davanti un addetto responsabile vi aiuterá a risolvere la spiacevole situazione, altrimenti......di seguito i miei

CONSIGLI DI PREVENZIONE

Quando andate per sbrigare qualsiasi tipo di pratica, insieme ai documenti necessari (dei quali raccomando vivamente e preventivamente, facciate una copia per voi), vi suggerisco di preparare sempre, un foglio a parte con l'elenco di tutti i documenti originali che state consegnando, relativi all'atto consolare che state richiedendo.
Alla consegna dei suddetti documenti, richiedete molto gentilmente, ma con fermezza, che chi li riceve vi firmi la lista da voi preparata come RICEVUTA, aggiungete il nome e il cognome di chi li sta ricevendo e la data di consegna. La Legge dispone che il ricevente firmi senza far problemi od obbiezioni. Nel non augurabile caso ci sia un rifiuto di firmare la ricevuta, per prudenza non consegnate niente. Richiedete, invece, ai sensi dell'art. 7, D.P.R. 2000, che vengano messe per iscritto le ragioni del loro rifiuto e, ai sensi dell'art. 8 della 241/90 il nome e il cognome della persona che si rifiuta e quella del responsabile dell'ufficio corrispondente al tipo di atto consolare che state richiedendo.
Se anche cosí non trovate la disponibilitá, ripetete la domanda per iscritto e fatela protocollare. Il seguito, mai augurabile, é lo stesso indicato da Amedeo.
Sappiate che la legge è molto severa per questo tipo di comportamento. Non accettate come ricevuta un foglietto che potrebbero proporvi, se in questa, anche se numerata e con il sigillo dell'Ambasciata o Consolato, non si riporta il suddetto elenco dei documenti originali che state consegnando. Altro consiglio é di non pretendere che l'elenco ve lo faccia chi lo riceve, presentatevi con quello da voi preventivamente preparato. Sono dell'avviso che anche il cittadino deve collaborare ed essere comprensivo nel non appesantire il lavoro di quegli addetti consolari che si ritrovano, per le suddette ragioni, in condizioni di lavoro disagiate. In questo modo, oltretutto, non si lasciano spazi ad eventuali scusanti e voi sareste totalmente coperti.

Vediamo ora tutte le altre eventuali, spiacevoli situazioni enumerate all'inizio. Qui vi riporto gli articoli piú significativi del Codice di Comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, perché sappiate quali sono le direttive che devono osservare e che voi potete richiedere.

DECRETO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA 28 novembre 2000, n° 13210 (in Gazz. Uff., 10 aprile, n. 84). - Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
omissis
Art. 2.
P r i n c i p i
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire esclusivamente la Nazione, con disciplina ed onore e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione. Nell'espletamento dei propri compiti, il dipendente assicura il rispetto della legge e persegue esclusivamente l'interesse pubblico; ispira le proprie decisioni ed i propri comportamenti alla cura dell'interesse pubblico che gli è affidato.
2. Il dipendente mantiene una posizione di indipendenza, al fine di evitare di prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni, anche solo apparenti, di conflitto di interessi. Egli non svolge alcuna attività che contrasti con il corretto adempimento dei compiti d'ufficio e si impegna ad evitare situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine della pubblica amministrazione.
omissis
5. Il comportamento del dipendente deve essere tale da stabilire un rapporto di fiducia e collaborazione tra i cittadini e l'amministrazione. Nei rapporti con i cittadini, egli dimostra la massima disponibilità e non ne ostacola l'esercizio dei diritti. Favorisce l'accesso degli stessi alle informazioni a cui abbiano titolo e, nei limiti in cui ciò non sia vietato, fornisce tutte le notizie e informazioni necessarie per valutare le decisioni dell'amministrazione e i comportamenti dei dipendenti.
6. Il dipendente limita gli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese a quelli indispensabili e applica ogni possibile misura di semplificazione dell'attività amministrativa, agevolando, comunque, lo svolgimento, da parte dei cittadini, delle attività loro consentite, o comunque non contrarie alle norme giuridiche in vigore.
omissis
Art. 8.
Imparzialità
1.Il dipendente, nell'adempimento della prestazione lavorativa, assicura la parità di trattamento tra i cittadini che vengono in contatto con l'amministrazione da cui dipende. A tal fine, egli non rifiuta né accorda ad alcuno, prestazioni che siano normalmente accordate o rifiutate ad altri.
2. Il dipendente si attiene a corrette modalitá di svolgimento dell'attività amministrativa di sua competenza, respingendo in particolare ogni illegittima pressione, ancorché esercitata dai suoi superiori.
omissis
Art. 11.
Rapporti con il pubblico
1. Il dipendente in diretto rapporto con il pubblico presta adeguata attenzione alle domande di ciascuno e fornisce le spiegazioni che gli siano richieste in ordine al comportamento proprio e di altri dipendenti dell'ufficio. Nella trattazione delle pratiche egli rispetta l'ordine cronologico e non rifiuta prestazioni a cui sia tenuto motivando genericamente con la quantità di lavoro da svolgere o la mancanza di tempo a disposizione. Egli rispetta gli appuntamenti con i cittadini e risponde sollecitamente ai loro reclami.
omissis
3. Il dipendente non prende impegni né fa promesse in ordine a decisioni o azioni proprie o altrui inerenti all'ufficio, se ciò possa generare o confermare sfiducia nell'amministrazione o nella sua indipendenza ed imparzialità.
4. Nella redazione dei testi scritti e in tutte le altre comunicazioni il
Dipendente adotta un linguaggio chiaro e comprensibile.
5. Il dipendente che svolge la sua attività lavorativa in una amministrazione che fornisce servizi al pubblico si preoccupa del rispetto degli standard di qualità e di quantità fissati dall'amministrazione nelle apposite carte dei servizi.

Qualcuno potrebbe azzardarsi a rispondere, come é successo a me personalmente, che i Consolati e gli U.C., non rientrano nell'Amministrazione Pubblica (????) e, in ogni caso, essendo Autoritá Diplomatiche, hanno piú discrezionalitá e autonomia e non sono soggette a tutte queste regole. Bene, per chi la pensa cosí, sottolineando che i Consolati o U.C. dipendono dal M.A.E., qui di seguito riporto un articolo che, ai tempi, presentava le disposizioni dell'allora Ministro del M.A.E., Franco Frattini:

I dipendenti della pubblica amministrazione devono attenersi a nuove regole di comportamento. Lo ha disposto l'ex ministro della Funzione pubblica Franco Frattini, oggi Ministro degli Affari Esteri. Saranno presi provvedimenti nei confronti di coloro che non metteranno in pratica i principi segnalati in questa comunicazione, attraverso la circolare 12 luglio 2001, n.2180 e che attua il decreto ministeriale del 28 novembre del 2000. Tutti i dipendenti pubblici, si impegnano ad osservare le norme all'atto dell'assunzione in servizio. Oltre a rimarcare i principi di buon andamento e di imparzialità dell'attività svolta il provvedimento impone il: rispetto della legge, il perseguimento dell'interesse pubblico, e deve, inoltre, instaurare con gli utenti un rapporto di fiducia
Qui di seguito riporto la nomimata
CIRCOLARE 12 luglio 2001, n. 2198 - (parziale)

Norme sul comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Con decreto 28 novembre 2000 di questo Dipartimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2001, sono state emanate norme riguardanti il "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni".
Tale provvedimento esplicita in modo chiaro i punti essenziali cui far riferimento ed attenersi nello svolgimento delle funzioni e dei compiti assegnati e che il dipendente pubblico deve assolvere quotidianamente.

L'inosservanza delle suddette regole non è disgiunta da eventuali sanzioni nei confronti di coloro che dovessero assumere comportamenti non consoni con gli "obblighi di diligenza, lealtà e d'imparzialità, che qualificano il corretto svolgimento della prestazione lavorativa" e, in proposito, il decreto ai commi 2 e 3 dell'art. 1, fa espresso rinvio a norme ad hoc.

Non vi è dubbio, infatti, che una condotta che non si uniformi ai principi di buon andamento e di imparzialità dell'Amministrazione costituisce la premessa ad inadempienze e comportamenti censurabili sotto il profilo disciplinare e, talvolta, anche penale.
Si tratta di doveri che la Costituzione repubblicana ha chiaramente indicato all'art. 97 quale binario, al di fuori del quale non vi può essere una amministrazione pubblica efficiente né produttiva di risultati.

L'art. 2 si sofferma sui principi cardine che debbono guidare la condotta del pubblico dipendente.
Vanno sottolineate, a tal proposito, le regole consistenti nei seguenti punti: rispettare la legge e perseguire esclusivamente l'interesse pubblico; mantenere una posizione di indipendenza nelle decisioni in linea con gli interessi pubblici da perseguire; dedicare il tempo e le energie necessarie all'adempimento dei compiti di ufficio, assumendo le connesse responsabilità; utilizzare i beni strumentali a disposizione soltanto in funzione delle attività che si devono svolgere per l'ente pubblico; instaurare con i cittadini un rapporto di fiducia, limitando gli adempimenti a loro carico ed a carico delle imprese a ciò che è indispensabile, semplificando l'attività amministrativa; osservare il rispetto della ripartizione delle competenze fra Stato ed Enti territoriali.

In estrema sintesi, si avverte l'esigenza di portare al massimo dell'espressione il principio della legalità nello svolgimento della quotidiana attività amministrativa, fornendo ai cittadini utenti, in forma singola o associata, servizi che per qualità e quantità siano corrispondenti alla domanda. Il tutto nel quadro di rapporti che debbono essere caratterizzati da disponibilità e correttezza, nel rispetto dell'esercizio dei diritti di ciascuno.



Dr. Guido Baccoli

Consulente Tecnico di Diritto Consolare, Civile e Internazionale
Tel. Ufficio 809-412-5535
E-mail: guidobaccoli@hotmail.com

 
 

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