Le
eventuali difficolta´ con il servizio
degli Uffici Consolari
CHE FARE?
Probabilmente
quest' argomento, di per se molto delicato,
é il principale ''pomo della discordia''
tra molti connazionali all' estero e il
servizio a loro offerto dai rispettivi Consolati
o U.C. Italiani presenti nello Stato corrispondente.
Nel successivo "riassunto" del
Decreto Della Presidenza Del Consiglio Dei
Ministri Dipartimento Della Funzione Pubblica,
si spiega quali sono le normative che regolano
il comportamento che deve avere il personale
di un'amministrazione pubblica. Questo vi
aiuterá, anche, a sapere come agire
nell'eventuale caso ci si trovasse davanti
ad un impiegato o anche un funzionario che,
per svariate ragioni, spesso differenti
a seconda dall'ubicazione mondiale, che
non rispettando le regole: vi crea difficoltà
od eccessivi ritardi; non abbia le risposte
alle vostre richieste; si scusi, ma vi fa
perdere tempo, scaricando ad altri colleghi
o superiori la responsabilitá; o,
purtroppo puó succedere anche questo,
sia maleducato e/o arrogante.
Nel forum ci sono molti interventi di cosa
fare in caso di rifiuto ad adempiere o esagerati
ritardi. Soprattutto il nostro grande Difensore
Civico Amedeo, che saluto cordialmente,
ha dedicato molto spazio, oltre altro, rispetto
all'argomento, quindi non c'é molto
da aggiungere. In questa sezione dedicata
agli italiani all'estero, mi limito solamente
a dare alcuni consigli e a informare cosa,
appunto, si puó fare e come comportarsi
se dovesse succedervi di trovarvi in una
delle suddette situazioni.
Prima,
peró, vorrei cominciare con una situazione
particolare. Facciamo l'ipotesi che vi sentiate
rispondere, con vostra grande sorpresa spesso
accompagnata da panico, che un documento
originale certamente da voi consegnato,
al contrario non é mai stato consegnato
o é andato smarrito. Se vi é
stata rilasciata una ricevuta dettagliata
con: il nome e cognome di chi ha ricevuto
la documentazione, data della consegna,
qual'é l'atto consolare richiesto
e la lista dei documenti presentati, siete
a cavallo. Alcune Autoritá Diplomatiche,
rilasciano regolarmente questo tipo di ricevuta
dettagliata, altre, magari perché
con personale insufficiente e quindi con
sovraccarico di lavoro, purtroppo non lo
fanno.
Chi ha a che fare con quest'ultime, come
puó rimediare alle suddette risposte?
''non risulta lei abbia consegnato questo
documento'' o ''il documento é stato
smarrito'' (quest'ultima non ve la metteranno
mai per iscritto). Non avreste molti rimedi
per dimostrare il contrario. Se ci si trova
davanti un addetto responsabile vi aiuterá
a risolvere la spiacevole situazione, altrimenti......di
seguito i miei
CONSIGLI
DI PREVENZIONE
Quando
andate per sbrigare qualsiasi tipo di pratica,
insieme ai documenti necessari (dei quali
raccomando vivamente e preventivamente,
facciate una copia per voi), vi suggerisco
di preparare sempre, un foglio a parte con
l'elenco di tutti i documenti originali
che state consegnando, relativi all'atto
consolare che state richiedendo.
Alla consegna dei suddetti documenti, richiedete
molto gentilmente, ma con fermezza, che
chi li riceve vi firmi la lista da voi preparata
come RICEVUTA, aggiungete il nome e il cognome
di chi li sta ricevendo e la data di consegna.
La Legge dispone che il ricevente firmi
senza far problemi od obbiezioni. Nel non
augurabile caso ci sia un rifiuto di firmare
la ricevuta, per prudenza non consegnate
niente. Richiedete, invece, ai sensi dell'art.
7, D.P.R. 2000, che vengano messe per iscritto
le ragioni del loro rifiuto e, ai sensi
dell'art. 8 della 241/90 il nome e il cognome
della persona che si rifiuta e quella del
responsabile dell'ufficio corrispondente
al tipo di atto consolare che state richiedendo.
Se anche cosí non trovate la disponibilitá,
ripetete la domanda per iscritto e fatela
protocollare. Il seguito, mai augurabile,
é lo stesso indicato da Amedeo.
Sappiate che la legge è molto severa
per questo tipo di comportamento. Non accettate
come ricevuta un foglietto che potrebbero
proporvi, se in questa, anche se numerata
e con il sigillo dell'Ambasciata o Consolato,
non si riporta il suddetto elenco dei documenti
originali che state consegnando. Altro consiglio
é di non pretendere che l'elenco
ve lo faccia chi lo riceve, presentatevi
con quello da voi preventivamente preparato.
Sono dell'avviso che anche il cittadino
deve collaborare ed essere comprensivo nel
non appesantire il lavoro di quegli addetti
consolari che si ritrovano, per le suddette
ragioni, in condizioni di lavoro disagiate.
In questo modo, oltretutto, non si lasciano
spazi ad eventuali scusanti e voi sareste
totalmente coperti.
Vediamo
ora tutte le altre eventuali, spiacevoli
situazioni enumerate all'inizio. Qui vi
riporto gli articoli piú significativi
del Codice di Comportamento dei dipendenti
delle pubbliche amministrazioni, perché
sappiate quali sono le direttive che devono
osservare e che voi potete richiedere.
DECRETO
DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA 28
novembre 2000, n° 13210 (in Gazz. Uff.,
10 aprile, n. 84). - Codice di comportamento
dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
omissis
Art. 2.
P r i n c i p i
1. Il dipendente conforma la sua condotta
al dovere costituzionale di servire esclusivamente
la Nazione, con disciplina ed onore e di
rispettare i principi di buon andamento
e imparzialità dell'amministrazione.
Nell'espletamento dei propri compiti, il
dipendente assicura il rispetto della legge
e persegue esclusivamente l'interesse pubblico;
ispira le proprie decisioni ed i propri
comportamenti alla cura dell'interesse pubblico
che gli è affidato.
2. Il dipendente mantiene una posizione
di indipendenza, al fine di evitare di prendere
decisioni o svolgere attività inerenti
alle sue mansioni in situazioni, anche solo
apparenti, di conflitto di interessi. Egli
non svolge alcuna attività che contrasti
con il corretto adempimento dei compiti
d'ufficio e si impegna ad evitare situazioni
e comportamenti che possano nuocere agli
interessi o all'immagine della pubblica
amministrazione.
omissis
5. Il comportamento del dipendente deve
essere tale da stabilire un rapporto di
fiducia e collaborazione tra i cittadini
e l'amministrazione. Nei rapporti con i
cittadini, egli dimostra la massima disponibilità
e non ne ostacola l'esercizio dei diritti.
Favorisce l'accesso degli stessi alle informazioni
a cui abbiano titolo e, nei limiti in cui
ciò non sia vietato, fornisce tutte
le notizie e informazioni necessarie per
valutare le decisioni dell'amministrazione
e i comportamenti dei dipendenti.
6. Il dipendente limita gli adempimenti
a carico dei cittadini e delle imprese a
quelli indispensabili e applica ogni possibile
misura di semplificazione dell'attività
amministrativa, agevolando, comunque, lo
svolgimento, da parte dei cittadini, delle
attività loro consentite, o comunque
non contrarie alle norme giuridiche in vigore.
omissis
Art. 8.
Imparzialità
1.Il dipendente, nell'adempimento della
prestazione lavorativa, assicura la parità
di trattamento tra i cittadini che vengono
in contatto con l'amministrazione da cui
dipende. A tal fine, egli non rifiuta né
accorda ad alcuno, prestazioni che siano
normalmente accordate o rifiutate ad altri.
2. Il dipendente si attiene a corrette modalitá
di svolgimento dell'attività amministrativa
di sua competenza, respingendo in particolare
ogni illegittima pressione, ancorché
esercitata dai suoi superiori.
omissis
Art. 11.
Rapporti con il pubblico
1. Il dipendente in diretto rapporto con
il pubblico presta adeguata attenzione alle
domande di ciascuno e fornisce le spiegazioni
che gli siano richieste in ordine al comportamento
proprio e di altri dipendenti dell'ufficio.
Nella trattazione delle pratiche egli rispetta
l'ordine cronologico e non rifiuta prestazioni
a cui sia tenuto motivando genericamente
con la quantità di lavoro da svolgere
o la mancanza di tempo a disposizione. Egli
rispetta gli appuntamenti con i cittadini
e risponde sollecitamente ai loro reclami.
omissis
3. Il dipendente non prende impegni né
fa promesse in ordine a decisioni o azioni
proprie o altrui inerenti all'ufficio, se
ciò possa generare o confermare sfiducia
nell'amministrazione o nella sua indipendenza
ed imparzialità.
4. Nella redazione dei testi scritti e in
tutte le altre comunicazioni il
Dipendente adotta un linguaggio chiaro e
comprensibile.
5. Il dipendente che svolge la sua attività
lavorativa in una amministrazione che fornisce
servizi al pubblico si preoccupa del rispetto
degli standard di qualità e di quantità
fissati dall'amministrazione nelle apposite
carte dei servizi.
Qualcuno
potrebbe azzardarsi a rispondere, come é
successo a me personalmente, che i Consolati
e gli U.C., non rientrano nell'Amministrazione
Pubblica (????) e, in ogni caso, essendo
Autoritá Diplomatiche, hanno piú
discrezionalitá e autonomia e non
sono soggette a tutte queste regole. Bene,
per chi la pensa cosí, sottolineando
che i Consolati o U.C. dipendono dal M.A.E.,
qui di seguito riporto un articolo che,
ai tempi, presentava le disposizioni dell'allora
Ministro del M.A.E., Franco Frattini:
I
dipendenti della pubblica amministrazione
devono attenersi a nuove regole di comportamento.
Lo ha disposto l'ex ministro della Funzione
pubblica Franco Frattini, oggi Ministro
degli Affari Esteri. Saranno presi provvedimenti
nei confronti di coloro che non metteranno
in pratica i principi segnalati in questa
comunicazione, attraverso la circolare 12
luglio 2001, n.2180 e che attua il decreto
ministeriale del 28 novembre del 2000. Tutti
i dipendenti pubblici, si impegnano ad osservare
le norme all'atto dell'assunzione in servizio.
Oltre a rimarcare i principi di buon andamento
e di imparzialità dell'attività
svolta il provvedimento impone il: rispetto
della legge, il perseguimento dell'interesse
pubblico, e deve, inoltre, instaurare con
gli utenti un rapporto di fiducia
Qui di seguito riporto la nomimata
CIRCOLARE 12 luglio 2001, n. 2198 - (parziale)
Norme
sul comportamento dei dipendenti delle pubbliche
amministrazioni.
Con
decreto 28 novembre 2000 di questo Dipartimento,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84
del 10 aprile 2001, sono state emanate norme
riguardanti il "Codice di comportamento
dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni".
Tale provvedimento esplicita in modo chiaro
i punti essenziali cui far riferimento ed
attenersi nello svolgimento delle funzioni
e dei compiti assegnati e che il dipendente
pubblico deve assolvere quotidianamente.
L'inosservanza
delle suddette regole non è disgiunta
da eventuali sanzioni nei confronti di coloro
che dovessero assumere comportamenti non
consoni con gli "obblighi di diligenza,
lealtà e d'imparzialità, che
qualificano il corretto svolgimento della
prestazione lavorativa" e, in proposito,
il decreto ai commi 2 e 3 dell'art. 1, fa
espresso rinvio a norme ad hoc.
Non
vi è dubbio, infatti, che una condotta
che non si uniformi ai principi di buon
andamento e di imparzialità dell'Amministrazione
costituisce la premessa ad inadempienze
e comportamenti censurabili sotto il profilo
disciplinare e, talvolta, anche penale.
Si tratta di doveri che la Costituzione
repubblicana ha chiaramente indicato all'art.
97 quale binario, al di fuori del quale
non vi può essere una amministrazione
pubblica efficiente né produttiva
di risultati.
L'art.
2 si sofferma sui principi cardine che debbono
guidare la condotta del pubblico dipendente.
Vanno sottolineate, a tal proposito, le
regole consistenti nei seguenti punti: rispettare
la legge e perseguire esclusivamente l'interesse
pubblico; mantenere una posizione di indipendenza
nelle decisioni in linea con gli interessi
pubblici da perseguire; dedicare il tempo
e le energie necessarie all'adempimento
dei compiti di ufficio, assumendo le connesse
responsabilità; utilizzare i beni
strumentali a disposizione soltanto in funzione
delle attività che si devono svolgere
per l'ente pubblico; instaurare con i cittadini
un rapporto di fiducia, limitando gli adempimenti
a loro carico ed a carico delle imprese
a ciò che è indispensabile,
semplificando l'attività amministrativa;
osservare il rispetto della ripartizione
delle competenze fra Stato ed Enti territoriali.
In
estrema sintesi, si avverte l'esigenza di
portare al massimo dell'espressione il principio
della legalità nello svolgimento
della quotidiana attività amministrativa,
fornendo ai cittadini utenti, in forma singola
o associata, servizi che per qualità
e quantità siano corrispondenti alla
domanda. Il tutto nel quadro di rapporti
che debbono essere caratterizzati da disponibilità
e correttezza, nel rispetto dell'esercizio
dei diritti di ciascuno.
Dr. Guido Baccoli
Consulente Tecnico di Diritto Consolare,
Civile e Internazionale
Tel. Ufficio 809-412-5535
E-mail: guidobaccoli@hotmail.com