Il degrado nel Bel Paese
Il recente degrado sociale e politico italiano, seguito dalla recessione, è parso ad alcuni una sorpresa. Non lo è per chi ha osservato le evoluzioni italiane degli ultimi 20 anni (cercando di analizzarle lucidamente, dall'Europa).
I segni del deragliamento italiano erano già ben visibili quindici anni fa. Paragonando l'Italia all'Europa, dopo l'apertura del Mercato Comune Europeo (anni ‘ 90), appariva evidente :
a) che molti Paesi europei facevano sforzi per adattare il proprio modello sociale al nuovo ampio mercato; b) che il sistema Italia, invece di fare sforzi concreti e realisti, lasciava deragliare ulteriormente un già imperfetto modello sociale, imbrogliatosi in una marea di azioni rovinose, iniziate da clans, da congreghe, da cordate e da bande di potere. Queste azioni, condotte da diversi centri di potere, sono state spesso realizzate nell'interesse di un clan, di un ente o di una categoria, più particolare che nazionale. Azioni condotte con uno stile tutto italiano, pervaso di furbismo, di lavoro nell'ombra, di lotte o negoziati fra cordate diverse, senza alcun codice di comportamento, ma con conseguenti inefficienze sociali. In pratica si potrebbe dire che, dall'epoca dei Principati, gli Italiani non han fatto in campo sociale molti progressi !
In quanto a gestione del Paese, noi stiamo praticamente ancora là. Infatti i ministri della P.I., dall'unificazione del regno d'Italia a oggi, non hanno mai capito che la famosa frase “Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani” indicava la necessità di un'azione educativa determinata , continua, seria (non all'italiana) e ben organizzata, necessaria a formare una società nazionale. Azione che andava molto curata, specie nelle sottosviluppate Due Sicilie.
Bisognava, era evidente a persone di buon senso, educare, strutturare una società, chiarendo a tutti i diritti e doveri dei cittadini e dello stato . Nessun primo ministro lo ha fatto, per più di un secolo. E infatti, nel nuovo Regno d'Italia, si continuo' a gestire la cosa pubblica come prima. Ogni clan e principato ha agito per conto suo, quasi come prima dell'unificazione. Fino ad oggi, troppo spesso cosi è andata. E' vero che la apparente antica autorità del re limitava in qualche modo le trattative o le lotte fra i clans. E vero che, fino a dieci anni fa, i clans agivano nell'ombra, in quanto il doppio scenario ed il doppio linguaggio permettevano ai governanti di far finta di gestire un “popolo unico”, di proteggere i suoi interessi nazionali. Mi chiedo oggi se non siamo ..... divenuti l' esempio europeo del doppio scenario ? E se siamo degli europei maturi, capaci di realismo ?
Recentemente, su iniziativa di alcuni politici senza scrupoli, sono stati cestinati i valori e messe da parte le regole (che dovrebbero essere co-gestite da una Giustizia, peraltro ingessata), nella vita sociale. Di conseguenza, le gestioni di clans e cordate sono apparse alla luce del giorno, divenendo quindi più conflittuali, più incompatibili coi verbi “concordare” e “costruire”, anzi più atte a scassare....., tanto più che i valori positivi sono ormai sostituiti nella vita sociale da quelli negativi...... Il termine spesso usato dai media “i poteri nascosti”è stato spesso presentato come una normalità. Non ricordo di un solo giornalista che abbia affermato la verità, che è questa : il Paese è strutturato in:
a) una formale ma finta unità nazionale; b) reali centri di poteri nascosti, che lavorano nell'ombra. Dopo decenni di questa sceneggiata, generatrice di inefficienze , si è ora arrivati ai nodi del pettine italiano : le istituzioni funzionano sempre meno; ma nessuno se ne lamenta, in quanto quello che conta per le decisioni sono i poteri nascosti, cioé i clans....! Del fatto che le lotte e le trattative nell'ombra dei vari clans abbiano fatto della vita sociale un “pantano melmoso”, incapace di progresso e di riforme, nessuno si lamenta..... E poi, siamo cosi bravi a fingere..., che la verità non serve più ! Altra evoluzione negativa: la molto peggiorata qualità del lavoro nelle istituzioni (generatrice di emergenze, legata anche alla finzione del doppio scenario) ha dim inuito affidabilità e risultati dei meccanismi dello stato. Con la conseguenza che i poteri delle mafie aumentano, aumentano, aumentano....!
La qualità e la competenza di una qualsiasi discussione calcistica in Italia raggiunge alte vette, non facilmente eguagliabili in altri Paesi europei. Ma se lasciamo il pallone, se passiamo ad un argomento sociale importante, ad una questione politica rilevante, la competenza, la profondità, il realismo, la strategia, la finezza, il gioco di squadra, cosi diffusi in campo calcistico, divengono qualità rare. Potremmo dire che il popolo italiano, psicologicamente, non è oggi conscio di essere unificato, non conosce gli interessi nazionali. E se li conosce, non li considera prioritari. Il che è compatibile collo scenario diffuso di tanti politici che lavorano per il proprio clan. L'Italia, il Paese, deve ancora mettere i pantaloni lunghi......
Mi chiedo se gli Italiani sanno che gli altri europei , che spesso mostrano una certa ignoranza calcistica, sono sorprendentemente interessati alle questioni del loro Paese, sociali o politiche, alle strategie di nuovi sviluppi o cambiamenti . E forse non sappiamo che , in tali campi, molti europei mostano una serietà, una coerenza, un' interesse ed una partecipazione ai miglioramenti e alle riforme, che pare sorprendente per un Italiano, il quale invece é uno”scettico sociale”. Ed infatti, in Europa Occidentale, i Paesi che hanno poche o nulle emergenze, che trattano la politica con competenze professionali, che applicano la costituzione e le leggi in maniera equa, completa e regolare, sono la maggioranza. Lontani quindi dal Bel Paese.......
De resto, in U.E., se vuoi una giustizia che funzioni, se vuoi i treni in orario, se vuoi il rispetto delle leggi.......meglio stare fuori dal Bel Paese...Allora, negli altri angoli d' Europa, puoi trovare meccanismi statali oliati, che girano a velocità costante, che raramente vanno in tilt. A che servirebbero, in tali Paesi, i Padrini ? I padrini appunto...., quelli che, invece, da noi, risolvono.....emergenze e grippaggi. Padrini che profittano, per prendere potere, della bassa qualità dei risultati forniti dalle istituzioni...!
Noi Italiani, da bravi scettici sociali, siamo contenti solo se il campionato di serie A è emozionante e riserva belle sorprese ! Della società, delle strutture sociali, del funzionamento delle istituzioni, della bontà e perfezione delle leggi, della competenza dei politici da eleggere, ce ne frega un bel niente. Forse anche a causa della povera cultura diffusa ! Che è infatti una cultura di livello latino-americana.
Tanto sono i politici che ci pensano, alle istituzioni ! E siamo andati avanti cosi, dopo la guerra, per decenni...., fingendo di essere un Paese !
Purtroppo è successo il peggio. I politici si sono accorti che i cittadini non hanno un reale interesse alla politica (al massimo fanno il tifo per i Guelfi/dstr, o per i Ghibellini/snstr), non controllano e non verificano le loro attività.... Ed i politici si sono eretti a padroni del Paese, senza contropoteri, senza obbligo di avere capacità professionali, senza obbligo di rendiconti o di rispetto dei programmi che erano stati presentati il giorno delle elezioni.......! Senza il beneficio dei risultati !
Cosi evolvendo, con un menefreghismo reale ammantato di bei proclami e sceneggiate politiche, senza capacità di gestione e senza impegno nelle istituzioni, ma con un forte interesse a trattative nascoste e percentuali di ritorno, con un deragliamento che avanzava nella società, con l'affaripolitismo che ha invaso ogni contesto sociale, nazionale o locale..., gli Italiani hanno creato il più originale e perfetto stile di doppio linguaggio e doppio scenario...! Quello che ingrassa le ruote della corruzione che avanza...!
La società, divenuta un marasma vischioso di grippaggi e di inconvenienti, non dà più ai cittadini quello che la Costituzione aveva loro promesso: la sovranità, i servizi sociali, l'opportunità di intraprendere per creare ricchezza e sviluppo, la sicurezza. In tali condizioni, ogni inghippo, intoppo, inceppo si tramuta in tempo perso o in somme impreviste da pagare, talora in nero. In pratica la competitività delle imprese diviene dubbia, insicura. E nessuno si lamenta delle povere capacità di gestione nelle istituzioni, divenute contesti lottizzati e senza professionalità. Si arriva a sostenere che.... le emergenze sono un “triste destino”, non la conseguenza delle incapacità diffuse nel settore pubblico !
Comincio' cosi.
Nei secoli, tante invasioni. Gli Italiani furono costretti a cambiare spesso padrone, condizioni di vita, garanzie e diritti. Successe quindi che si adattarono, presero alcuni caratteri, rimasti poi nel DNA. Adattarsi al nuovo padrone, non contrastarlo, evitare conflitti. Gli Italiani di oggi, davanti agli altri Europei, mostrano poca simpatia per la fermezza e la chiarezza. Ma come potrebbero, del resto, se non hanno una piattaforma nazionale solida, un Patto Sociale ?
E per questo che oggi in Europa si riconosce agli Italiani una grande flessibilità. D'altronde, se non avessimo avuto nel passato lontano spirito di adattamento e flessibiltà, avremmo dovuto avere, per esistere, forza, disciplina ed eserciti paragonabili a quelli degli invasori. Non credo ne abbiamo avuti.
La flessibilità é certo un vantaggio rispetto agli altri europei, in un mercato competitivo, che evolve rapidamente. Purtroppo la nostra grande flessibilità, unita ad una talvolta limitata coerenza, debole spina dorsale, rara onestà pubblica, ha avuto anche conseguenze negative. Negli ultimi quaranta anni ci siamo velocemente adattati a nuovi usi e costumi. I Nuovi Comportamenti Italiani - N.C.I.
Colla istituzione della Comunità Europea, le merci hanno iniziato a passare le frontiere e nei Paesi della U.E. è iniziata la competizione. Produttori di beni e servizi devono fare fronte ad una competizione più accanita e difficile. In tale quadro economico divenuto complesso, sistemi di produzione e vendita più efficienti emergono. Fra i Paesi della U.E., l'Italia si distingue per alcuni fattori particolari del suo quadro sociale, che hanno un impatto negativo sulla competitività. Eccoli:
- la rarità di volontà e capacità organizzative , la diffusione dell'improvvisazione (causa ed effetto della confusione in aumento) in un mercato sempre più complesso, creano difficoltà agli imprenditori.
- la difficoltà di realizzare i programmi pubblici previsti, con i tempi e con i costi previsti, fa cambiare il quadro economico e quello pubblico. Si vive sempre di più alla giornata , i programmi divengono solo indicativi. Le promesse non si possono mantenere. Gli obiettivi dichiarati si dimenticano. Le emergenze aumentano..... In compenso, si discute, si discute...., ma sempre con idee poco chiare....
- sparisce il valore “responsabilità del proprio operato”. Si diffonde a macchia d'olio il vecchio (ma una volta nascosto) uso di selezionare la classe dirigente per allacci personali . Il merito e l'esperienza, formalmente in auge, divengono in pratica valori dimenticati. L'unica cosa che conta ormai : conoscere un VIP potente, in genere un politico.
Ma se l'Italiano sociale fosse un vero Europeo, capace di valutazioni lucide (invece di essere "una pecora anarchica", come scrisse Prezzolini) , allora egli si porrebbe i seguenti quesiti:
1. Perché nel Paese più corrotto della West U.E. non esiste una strategia di lotta alla corruzione ? Forse essa è benvenuta ?
2. Perché, vista la chiarissima incapacità/irresponsabilità delle attuali gestioni istituzionali , non si indaga seriamente sulle cause dei cattivi risultati ?
3. Perché, vista la frequenza dei fallimenti nelle discussioni parlamentari, nelle larghe riunioni italiane (in Europa è diverso), non ci si chiede: “perché la difficoltà italiana di raggiungere il consenso nelle assemblee ?”; (un solo fattore rovinoso è indicato, [A titolo di esempio, nel testo "Metodi e Risultati"].
4. Perché nessuno scopre l'evidenza ?:
- che in un Paese con mentalità da sottosviluppo la società non puo' funzionare e quindi non puo' sostenere lo sviluppo economico;
- che un Paese senza bastoni e senza carote, senza valori positivi di riferimento, ma permeato di lassismo, fatue illusioni e rassegnazione, non puo' stare in piedi.
- che il deragliamento recente ha rovinosamente aumentato gli sprechi pubblici, diminuendo cosi il potere d'acquisto, ma aumentando i costi di merci e servizi .... !
5. Quali sono le cause, ben analizzate, della recessione attuale ? Per potere poi eliminarle...!
Solo se partiamo da tali quesiti, sarà forse possibile focalizzare la crisi sociale italiana (non è facile, ci vuole l'analisi; ma essa in Italia non è corrente). Che é tanto più grave in quanto nessuno esamina il problema sociale.
In certi settori il numero di persone che si serve di un referente é troppo aumentato. Per cui l'uso di un referente diviene una carta sempre meno sicura. Per effetto di detti cambiamenti, diviene chiaro ad un numero crescente di persone che compiere bene il proprio dovere, in modo corretto, non paga più. In conclusione, l'inaffidabilità, la confusione,l'irresponsabilità, regnano ormai sovrane in molti contesti del sistema Italia. La motivazione, l'iniziativa, la competitività sembrano sparite o stanno sparendo. Gli imprenditori se ne lamentano. Il sistema Italia é ormai grippato in alcuni settori. Qualche imprenditore, nel battersi contro la inefficienza, comincia a capire che spostare la propria attività al Nord o all'Est del Paese é un opzione da considerare come ancora di salvezza.
In questo quadro che rosa non è, arriva la recessione. Con apparente meraviglia dei politici, con sorpresa dei cittadini, molti dei quali iniziano a temere, o sperimentare, la povertà. Nessun giornalista pero' dice chiaramente che la recessione italiana (a cui va aggiunta la crisi globale) è........colpa degli Italiani, dei loro sprechi in aumento ! Ma anche del monumento all'inefficienza ed allo spreco, eretto dal nuovo modello sociale. Il non parlare di questo problema è un segno: a) di inesistenza di società nazionale; b) di assenza di realsimo...
Vie d'uscita serie non se ne vedono. D'altra parte le limitate capacità di riflessione sociale, di realismo, non aiutano a trovarla........
I politici, che han portato il Paese a questo punto, sono incapaci di raddrizzarlo, visto il pessimo metodo per la loro selezione (comparaggio e demagogia; niente realismo e niente professionalità) e visti i diffusi interessi privati. Sono pero' capaci di falsare la realtà... ! Cioé creare fatue illusioni ideologiche, per un popolo che è avvezzo, da molti decenni (o da secoli ?), ad essere abusato....!
L'unica via d'uscita è : affrontare la realtà non conosciuta, non discussa, realismo aiutando. Sono quindi necessarie le testimonianze di espatriati in Paesi avanzati.
ulrich@orange.fr
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