Rubriche Speciali
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IL VERO SISTEMA ITALIA
DIFENDIAMO L'ITALIANO CONSULENZA CONSOLARE
CONSULENZA TRIBUTARIA

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo - 1997 -


Ulrich Realist

Intervista di M. Torta ad Ulrich Realist

Sig. Realist, vuol iniziare presentandosi ?

Sono un esperto dell' “uso ottimizzato di satelliti”, ora in pensione. In pratica ex funzionario dell' Eutelsat (operatore europeo di satelliti).  

Le mie esperienze mi hanno permesso di aprire gli occhi sui comportamenti sociali in Italia e nei Paesi dell'Europa Occidentale. Venni a vivere a Parigi nel ‘82, quando capii che, per essere gratificato dall' impegno e dal lavoro serio, era meglio emigrare. Ho lavorato a livello europeo (CEPT) e mondiale (UIT), dal '70, in gruppi di lavoro, commissioni, conferenze, di tipo tecnico/amministrativo. La mia sede era a Parigi e l'attività di tipo tecnico e negoziale. E, naturalmente, ho pienamente fruito in Francia dei diritti del cittadino, in maniera costante, organizzata, affidabile, impossibile in Italia.  

Negli ultimi cinque anni sia Piero Ottone, Ostellino che Tronchetti Provera si sono dichiarati, in reazione alle mie valutazioni, concordi colle mie conclusioni (che indicavano una perdita di competitività sicura). Ma neanche loro accettarono una mia proposta di presentazione e collaborazione. Rassegnazione italica o mancanza di una società chiaramente strutturata e capace di perseguire gli interessi nazionali ?  

Ho diffuso negli ultimi sei anni con maggiore frequenza (lo facevo anche prima) l'allarme su Internet. Ho segnalato:
a) l'inesistenza in Italia degli strumenti necessari a gestire un Paese;
b) il deragliamento dei comportamenti sociali;
c) le cause primarie dei gaps rispetto all'Europa. 
Nessuno ha raccolto, forse perché non ho fatto i soliti discorsi di guelfi e ghibellini (destra e sinistra), che tanto piacciono agli Italiani ?  

Le mie conclusioni ed allarmi sul futuro del Paese iniziarono negli anni ‘90. Esse sono basate sulle risposte che ho cercato  a quesiti di questo tipo:    

  • perché i Francesi sono capaci di gestire benissimo un' associazione, un comune, uno stato ? E gli Italiani no ? Cosa ci manca a noi ?
  • perché gli Italiani sono capaci di vendere qualsiasi prodotto, con un buon marketig, sanno trovare una soluzione nuova a situazioni che altri hanno giudicato irresolvili ?
  • perché gli Scandinavi, i Tedeschi, i Francesi, dopo aver intrapresa un programma complesso, ne sanno garantire i risultati, senza avere sorprese ? E non gli Italiani ?
Le risposte che ho trovato a tale quesiti, mi han permesso di analizzare le cause primarie  e generali delle frequenti emergenze italiane (le emergenze che sono la routine in Italia e l'eccezione in altri Paesi europei).......  

Quando e perché decise di lasciare l'Italia?

Decisi di emigrare nel ' 82, fondamentalmente per due motivi:  

- perché nella società per la quale lavoravo (del gruppo IRI) si vedevano già allora i favoritismi per quelli che, per meriti di "conoscenze", avevano il diritto di passare avanti agli altri (sistema che successivamente iniziò a dilagare sempre più nel pubblico, contribuendo ad abbassare il livello di qualità e ad aumentare quello dell' irresponsabilità dei lottizzati). 

- un altro tipo di osservazione: viaggiando molto in U.E., compresi che la qualità di vita raggiunta in molti Paesi europei non era facilmente raggiungibile in Italia.

Intende dire che in altre Nazioni europee la qualità di vita era od è migliore di quella italiana?

Esiste una differenza fondamentale, in tanti Paesi dell' U.E. occidentale, rispetto al Bel Paese: il cittadino é servito, rispettato dalle strutture sociali, non sopraffatto....
In Italia, negli anni ‘ 50, fu espressamente fondato il partito dell' Uomo Qualunque, avente lo scopo di   eliminare le sopraffazioni dei cittadini. Tale partito non riusci nell' intento. Dopo tanti anni ho capito perché.

Può indicarci il suo metro per giudicare la qualità di vita in Italia o altrove ? 

Credo che la differenza fodamentale sia: in tanti Paesi dell'Europa Occidentale i funzionari pubblici (detti in inglese “civil servants”) hanno l'imperativo categorico di servire il cittadino, con tempestività, in tutte le necessità previste dalle strutture pubbliche. Non esiste il Doppio Scenario (la finta realtà e la vera realtà nascosta).

In Italia invece i ruoli degli uomini pubblici (che non sanno cosa siano i bastoni e le carote, anzi sono impuniti) hanno lo scopo di dare poltrone comode a chi è amico di qualcuno, più o meno potente. In pratica noi abbiamo nelle istituzioni eserciti di gente nonchalante o mal formata che, ogni tanto si dà da fare per alzare un po' di polvere...  Risultati adeguati non ce ne solo, ma emergenze si ......Le parlo di confronti fatti con la maggior parte della ex U.E. (i quindici).  

Questi lottizzati impuniti non han fatto altro che generare sprechi, per un cinquantennio credo, con la conseguenza del crescere del debito pubblico.... !  

Un esempio: in Francia un credito col fisco (spesso trattato per lettera) può comportare un pagamento alla propria banca nel termine di pochi mesi. In Italia invece, per un credito riconosciuto, può capitare la sopraffazione: nessuna risposta alla richiesta per anni.  Né alcuna risposta alle lettere dei cittadini....

Quale lato della vita italiana lei ha seguito, pur vivendo e lavorando in Francia ?    

Ho continuato a seguire le vicende sociali italiane, in particolare sono stato indotto per motivi professionali a delle serie riflessioni sulle prospettive del suo sviluppo economico. In pratica ho cercato per almeno un decennio, la risposta a questa domanda: perché le strutture sociali italiane (istituzioni, associazioni) non sono capaci di dare al Paese o alle comunità quei risultati soddisfacenti che sono frequenti in Europa? Intendendo per risultati sia quelli sociali che quelli economici.

Ci racconta se c'è un legame fra il suo ruolo di funzionario europeo e le valutazioni sulla società italiana che lei ha fatto ? 

Parte del mio lavoro consisteva nel negoziare soprattutto con Paesi europei, nel campo delle telecomunicazioni. Durante il mio continuo girovagare in lungo e in largo per i vari Paesi europei iniziai una valutazione/riflessione sulle cause che portavano l'Italia a perdere competitività rispetto agli altri Paesi dell' U.E.

Da tale continua osservazione (i negoziatori sono spesso buoni osservatori) dedussi che   l'arretrare dello Stivale (molto accelerato nell'ultimo lustro) era da attribuirsi alle differenze comportamentali e nei metodi di lavoro.   In sostanza mentre in molti Paesi europei si sono migliorati i comportamenti sociali per favorire lo sviluppo, in Italia si sono diffusi sempre più quelli atti a minare i risultati sociali e quindi l'economia.

Di fatto osservai che mentre in Italia, all'aprirsi del mercato europeo non si fecero cambiamenti e modernizzazioni per aumentare la produttività e l'affidabilità, in un contesto di competizione accresciuta (fino all ‘ 82 eravamo circa allo stesso livello degli standards europei) e quindi la società arretrava rispetto alle altre, in altri Paesi dell'U.E. i medesimi fattori venivano migliorati.

L' amara verità: è facile riscontrare che in Europa occidentale le capacità di gestione dei grandi sistemi - in pratica l'affidabilità e i risultati - sono di livelli molto più alti rispetto ai nostri. Ormai risulta chiaro che gli Italiani, là dove altri europei mostrano risultati, possono invece produrre chiacchiere o emergenze !  
 
Visto che lei ha fatto constatazioni e valutazioni, ci racconta quali sono per lei le radici della nostra recessione e delle difficoltà politiche ?  

Le radici del male oscuro italiano (che si intravedevano già quindici anni fa, forse più) sono multiple. I fattori che sembrano essere i più forti generatori della   spinta nel burrone del sottosviluppo   sono :  

La gestione del Paese è rimasta in principio quasi al livello dell'Italia del 1861. Infatti i ministri della P.I., dall'unificazione del regno d'Italia ad oggi, non hanno mai capito che la famosa frase “Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani” indicava   la necessità di un'azione educativa determinata, continua, seria (non all'italiana) e ben organizzata, necessaria a formare una società nazionale (con istruzione adeguata e un Patto Sociale). Cioé una struttura, delle motivazioni e comportamenti civili nazionali. Azione che andava molto curata, in modo diverso nel Nord Italia e nelle sottosviluppate Due Sicilie.    

Bisognava, era evidente a persone di buon senso,   educare, strutturare una società, chiarendo a tutti nel Paese i diritti e doveri dei cittadini e dello stato. Nessun primo ministro lo ha fatto, per più di un secolo. E infatti, nel nuovo Regno d'Italia, si continuo' a gestire la cosa pubblica come prima. Ogni clan e principato ha agito per conto suo, quasi come prima dell'unificazione. Fino ad oggi, troppo spesso cosi è andata. La apparente antica  autorità del re limitava in qualche modo le trattative o le lotte fra i clans. Fino a dieci anni fa i clans agivano nell'ombra, in quanto il doppio scenario ed il doppio linguaggio  permettevano   ai governanti di far finta di gestire un “popolo unico ”e proteggere i suoi interessi nazionali. Ssiamo  divenuti l'esempio europeo del doppio scenario ! 

Recentemente, su iniziativa di alcuni politici senza scrupoli, sono   stati cestinati i valori   e messe da   parte le regole   (che dovrebbero essere co-gestite da una Giustizia, peraltro  ingessata), nella vita sociale. Facile farlo, vista l'ignoranza sociale del popolo.....Di conseguenza, le gestioni di clans, cordate e confraternite nascoste sono apparse alla luce del giorno, divenendo quindi più conflittuali, più incompatibili coi verbi “concordare” e “costruire”, anzi più atte a scassare....., tanto più che i valori positivi sono ormai sostituiti nella vita sociale da quelli negativi...... Il termine spesso usato dai media “i poteri nascosti”è stato spesso sentito come una normalità. Non ricordo di un solo giornalista che abbia affermato la verità, che è questa : il Paese è strutturato in :

  1. una formale ma finta unità nazionale;
  2. reali centri di poteri nascosti, che lavorano nell'ombra.

 Dopo decenni di questa   sceneggiata, generatrice di inefficienze , si è ora arrivati ai nodi del pettine italiano : le istituzioni  funzionano sempre meno (talora per niente); ma nessuno se ne lamenta, in quanto quello che conta per le decisioni sono i poteri nascosti, cioé i clans, che operano nell'ombra....!  Tutti sanno che, in ogni contesto sociale puo' esserci una verità nascosta. E nessuno si lamenta; la confusione, le inefficienze, sono massime !    

La peggiorata qualità del lavoro nelle istituzioni, generatrice di emergenze, legata anche al  doppio scenario (fingo di lavorare per il Paese, ma lavoro per il mio clan) ha diminuito l'affidabilità e i risultati dei meccanismi dello stato .   Negli ultimi dieci anni i grippaggi, le emergente sociali, gli sprechi di denaro pubblico sono aumentati vertiginosamente... ! Con la conseguenza che i poteri delle mafie aumentano, aumentano, aumentano....! E le tasse per i cittadini pure..., visto che devono compensare gli sprechi ! 

Grippaggi, pantani, non risposte, sopraffazioni, fanno che aumentare il costo delle merci e servizi. La povertà, non puo' che avanzare ! 

Ci dice se ci sono altre radici dei grippaggi sociali diffusi ?  

Uno dei tanti problemi sociali (altra spinta nel burrone) è dovuto alla pessima istruzione avuta dagli Italiani.   . La P.I. infatti non ha saputo insegnare ai cittadini : 

- i doveri dei cittadini verso la collettività, da applicare in maniera reale, continua, efficace;

- i doveri delle strutture dello stato di applicare la costituzione e le leggi, per offrire a   tutti i cittadini   i servizi promessi, in modo efficace, organizzato, programmato, equamine. Per poter ottenere che   tutti i cittadini   siano effettivamente   eguali davanti alla legge , senza eccezioni;

- la pratica delle chiarezza degli intenti e gli strumenti necessari ad avere, specie in ambito pubblico, la coincidenza tra dichiarazioni di intenti e realizzazioni effettive;

- l' imperativo della precisone, della coerenza e della responsabilità di ogni singolo cittadino;

-   il pensiero organizzato e strutturato   (necessario per i risultati competitivi), il dialogo diretto, necessari nell' era del commercio globale e delle tecniche digitali. 

Tutti questi mancati insegnamenti hanno fatto si che loschi figuri abbiano avuto una gran faciltà a diffondere, nel "Paese del poco chiaro", il doppio linguaggio, la falsità di dichiarazioni irresponsabili, i doppi scenari (anzi le sceneggiate), la demagogia, la incoerenza. 

Non é stato insegnato ai cittadini il buon senso, l' educazione, il rigore, la responsabilità del proprio operato.   Per cui essi non sono stati in grado, in tempo di elezioni, di sceverare i venditori di chiacchiere senza esperienza dai candidati in possesso di professionalità adatte a costruire, modificare, migliorare...    

Essendosi pensato, alla Pubblica dIstruzione, solo alla ISTRUZIONE degli studenti, ignorando l' EDUCAZIONE,   il cittadino medio ignora gran parte dei suoi doveri. E non é divenuto mai conscio dei propri diritti . La rassegnazione alla sopraffazione ed all'abuso impera infatti in molte contesti e settori del sociale. Siamo l'eccezione dell'Europa ! 

Ci indica una sola conseguenza della istruzione deficiente ?

Le parole hanno un forte potenziale, se sapute usare (Grossman) .  Poiché agli Italiani non è stato insegnato a “pensare dritto” (individuare la conclusione realista, con ragionamento ben impostato), abbiamo una maggioranza di cittadini (specie chi non ha una laurea scentifica) che giudicano le situazioni ed i problemi con un colpo d'occhio (come un soffio di vento). O sulla base di un flash TV. E sulla base di tali intuizioni prendono le decisioni o fanno le scelte che sono necessarie. Ne va da sé che : a) la probabilità di errore è alta; b) i risultati della decisione sono miseri; c) siamo lontani dalle capacità medie europee  (infatti gli Europei non capiscono le nostre politiche). L'elevato numero di emergenze nazionali dipende anche da questo. 

La presentazione di una proposta o di una soluzione, in un'assemblea, è spesso importante per poter raggiungere lo scopo voluto. La mia constatazione   (più di venti anni di esperienza di assemblee europee e mondiali) é la seguente. E' possibile, talvolta facile, arrivare a conclusioni positive in un' assemblea europea di 300 persone, di lingua e cultura diversa. Mentre é molto più improbabile arrivare a conclusioni positive, su tutti i punti in discussione, in un' assemblea italiana di 50 persone, con lo  stesso tipo di argomenti.  E cio' è intimamente legato alla forma di espressione (chiara-cristallina, completa, razionale in Europa ;  confusa e approssimativa in Italia). Un altro dettaglio: se il pensiero è “dritto”, cioé lucido (normale per un  europeo), allora la sua espressione orale e scritta sarà lucida. Se il pensiero è intuitivo (all'italiana), la probabilità di chiarezza nell'espressione sarà bassa..... Fare paragoni fra le riunioni di condominio e parlamentari in Europa e simili assemblee in Italia: è come paragonare l 'Europa all'Africa !    

Le ho proposto una delle ragioni per cui al parlamento italiano si litiga ; mentre in tanti parlamenti europei si risolve.  Noti inoltre che credo sia questo il motivo per cui De Gasperi (ex deputato austriaco), dopo essere entrato al parlamento italiano, spiego' alla moglie, curiosa, che esso sembrava un “circo” ! L'incapacità di discussione produttiva è un'altra spinta nel burrone ! 

Un altra conseguenza sociale diffusa: a causa del mancato insegnamento dell'organizzazione, abbiamo una vita sociale piena di emergenze, un immobilismo e delle inefficienze sociali diffusi...! 

Vuole farci un esempio che indichi le differenze fra Italia ed U.E. ?  

Semplice.  Nei Paesi europei-occidentali che sono a Nord delle Alpi, i rapporti sociali, amministrativi, sono   basati sulla fiducia. Si ragiona e ci si comporta riferendosi alla realtà delle cose. La menzogna è un evento eccezionale, che viene rifiutato. Si tratta con chiarezza, trasparenza, verità diffuse. E con conseguente rapidità ! 

In Italia oggi, nel mondo politico (e non solo), ogni cittadino sa che   non deve fidarsi   di quello che gli è stato detto. Puo' essere una menzogna, o una falsa verità, o una verità di dstr o di snstr.... Ne viene che tanti cittadini, nei rapporti sociali non si fidano, sono scettici. Questo atteggiamento diffuso genera intoppi, pantani, grippaggi, non risposte. Si tratta qui (se usiamo la definizione di Peyrefitte, storico delle economie) della “Società della Sfiducia” ! 

Una volta la separazione fra Europa sviluppata e Magreb era il Mediterraneo. Oggi bisognerà forse rivedere il confine, che potrebbe divenire........ le Alpi ! 

Un altra differenza fondamentale, coll'Europa Occidentale: solo da noi le leggi non servono, la Giustizia è ingessata “da un decennio” (detto da Mastella, ex ministro).  Ecco allora un'altra spinta nel burrone. 

Lei pensa che gli Italiani scopriranno (o hanno scoperto) queste “spinte nel burrone”, come lei dice ?  

Giro la domanda a lei in questo modo : “Pensa lei che gli Italiani, col loro livello di cultura, in assenza di una società nazionale (rimpiazzata da clans), in assenza di un Patto Sociale, scopriranno le radici del Male Oscuro ? “.  Loro che sono stati definiti da Prezzolini “pecore anarchiche” ? Considero questo quesito una domanda chiave, perché determina la capacità o incapacità di raddrizzare il sistema Italia. 

Se ho ben seguito i suoi argomenti, allora la crisi attuale, la recessione, il degrado diffuso, sono colpa di tutti gli Italiani ?  

Ritengo di si, ma vorrei distinguere fra quelli che hanno realizzatto attivamente, per incapacità o corruzione, le spinte nel burrone ; e quelli che hanno incosciamente seguito senza riflettere...., i colpevoli inconsci. Di fatto l'Italiano è stato abusato per decenni, forse per secoli da principi e boiardi. E' il motivo per cui accetta tutto, non reagisce al sopruso, accetta. lo la chiamerei “sindrome sociale di Pavlov”. 

Pavlov ?  

Si, Pavlov. Nell'URSS Pavlof fece degli esperimenti sui cani, cambiando loro di botto, in un certo contesto abitudinario, alcune limitazioni. E ripetendo all'infinito con altre limitazioni.  Egli trovo' che, se i cambiamenti erano troppi e gli imprevisti frequenti, i cani divenivano abulici e depressi.     

Se lei vive in Italia, saprà che gli Italiani che reagiscono alle iniziative o richieste sociali, sono molto pochi.   Il “lasciacadere” è la regola ...Io lo, chiamo lassismo. Se paragoniamo l'Italiano sociale con gli altri Europei sociali,  vorrei citare un aspetto che è italiano, ma non europeo : 

- un Paese (che si dichiara nazione; ma non è vero) ove, ad es. 2 milioni di cittadini si attivano, per prendere per i fondelli, gli altri 60 milioni. Inoltre i 2 milioni si imbrogliano reciprocamente.

- questo Paese vorrebbe uscire dalla recessione. E' possibile, secondo lei ?    

Cosa ne pensa lei della sopravvivenza di un sistema simile  ? Io mi chiedo se non si faccia troppo il commercio delle maschere......., come nella Commedia dell'Arte. 

Capisco allora che il problema sarebbe la quantità o la frequenza dell'uso delle maschere ?  

Come risposta eccole una frase suggeritami da mia moglie, che è nella prima pagina di un saggio che pubblico in Francia: “Tanti Paesi europei occidentali hanno nella loro cultura due valori di base : l'Efficienza, i Risultati.  La cultura italiana è basata invece su due valori : l'Estetica, il Teatro !”  Non le sembra vero ? 

La politica italiana odierna si potrebbe denominare la “Commedia dell'Arte Politica” ! Non dimentichiamo che un giornalista ha scritto, della stessa politica odierna : “il respiro della polvere”..... 

Quindi il problema lo si potrebbe enunciare cosi : che futuro ha, nell'era del Villaggio Globale, un sistema la cui politica si presenta cosi ? 

Mi son fatto, colle sue osservazioni, una idea del problema. Ora la mia domanda è : se il problema ha tante facce (e mi sembra anche complesso), si puo' risolvere ?    

Certamente è risolvile, ma non è una soluzione facile. Quindi le capacità sociali italiane non potranno risolverlo. Gli Italiani che hanno comportamenti sociali positivi sono all'estero, non in Italia, perché essi hanno imparato altrove cosa è il “sociale”.Se pero' si partisse dalle testimonianze di espatriati che hanno focalizzato il problema, allora qualche speranza apparirà....... 

Sarà allora il caso di prevedere un'intervista apposita per le soluzioni possibili ?  

Cerchiamo di farlo, separatamente, è meglio.  Cosi forse lei ed io prendiamo un brake. E il lettore magari riflette un momento. Comunque grazie per le domande.