Lettera
Alla Giornalista Gabanelli
c.c. Presidente Confindustria
Egregia signora,
nella trasmissione REPORT del 18-10, ho apprezzato
l'efficacia con cui lei ha presentato le evoluzioni
negative delle imprese manifatturiere. Le
darei un 10/10 !
Dal punto di viste delle cause del del contesto
degradato in cui operano le imprese, lei non
ha pero' ancora fatto i passi necessari per spiegarle.
Mi rendo conto che lei potrebbe dirmi : "La
trasmissione è fatta da una giornalista,
non da un sociologo !". A tale ipotetica
sua affermazione risponderei, da espatriato, cosi
:
- i telespettatori italiani, a causa della tradizionale
pigrizia mentale e dell'ignoranza diffusa in materia
sociale, non son capaci di riflessione sociale
lucida . La quale è invece necessaria per
capire perché questo disastro (pro-cinese,
ma anti-italiano) va avanti;
- i politici sono gli ultimi capaci di
interessarsi alla perdita di competitività.
Alcuni fra loro vivono di menzogne e demagogia.
Tanti sono impegnati in interessi privati con
ruoli pubblici..; ma di gente capace di lavorare
bene per gli imprenditori, dubito che ce ne sia...
!
- se non c'è qualcuno che identifichi i
fattori generatori dellla deriva negativa, allora
il disastro economico sarà inarrestabile.
Normale......, in un Paese ove lo stato brilla
per le sue incapacità o assenze... !
- suggerisco che una brava giornalista come lei
sarebbe in grado [specialmente dopo un'intervista
a chi si è occupato delle differenze fra
Italia ed Europa per un decennio (prevedendo il
disastro già 5 anni fa)] di porre quesiti
chiave durante una trasmissione, del tipo :
a) quali i fattori trainanti delle evoluzioni
negative ?
b) cosa possono fare gli imprenditori per arrestarli
?
c) chi non ha svolto i doveri del proprio ruolo
?
d) sono le evoluzioni negative di altri Paesi
europei della stessa importanza ?
e) quando si accorgeranno gli imprenditori che
lo stato latita ? Remando in pratica contro l'economia
?
Porre quesiti di tal genere, in un altro Paese
del Nord Europa, ove le istituzioni sono gestite
con impegno attivo (senza doppio scenario), sarebbe
già avvenuto da un bel po' ! !
E in Italia ? Si chiacchiera, si chiacchiera,
perché non siamo stati addestrati,
e.g., alla valutazione lucida, alla costruzione/gestione
di una società funzionante, etc....
Voglia notare che, per evitare questa deriva economica
(che già io anticipavo dall'Europa da molto
tempo, mentre in Italia non la si vedeva) sarebbe
stato necessario avere come responsabili delle
istituzioni non azzecca-garbugli inefficaci ma
bravi a parlare, ma funzionari selezionati (non
lottizzati) e formati alla gestione corretta (come
in gran parte dell'Europa occid.).
In sintesi la situazione è :
- lo stato, in certi settori sociali, fa notare
la sua assenza o incapacità;
- conseguentemente il potere delle mafie non puo'
che aumentare ;
- i cinesi continueranno a far danni agli imprenditori
ed operatori.
- l'assenza di realismo sociale e di analisi
lucide, in Italia, è rovinosa ! ! !
Questa situazione, per evolvere in senso positivo,
ha bisogno di analisi lucide, non di intuizioni
all'italiana. Esse in Italia non esistono, vista
l'incapacità sociale diffusa.
Ma se espatriati qualificati che vivono in Paesi
avanzati venissero consultati, allora qualche
speranza potrebbe nascere......... !
Voglia notare che la mia inchiesta in merito,
fatta dall'Europa, è stata decennale. Sono
possessore di molte valutazioni sociali, per cui
ho pubblicato un saggio (in italiano ed in francese).
Le suggerisco un'intervista. Intanto le invio
la terza che mi è stata fatta, allegata.
Se volesse un po' focalizzare il problema, che è complesso e ci metterà fuori dall'Europa
per le cattive gestioni, potrà leggere
gli Allegati.
Cordiali saluti da un Paese ove i funzionari pubblici
non chiacchierano spesso, ma gestiscono correttamente.....
P.S. E' d'interesse degli imprenditori
capire la situazione. Se invece essi aspettano
i politici........, allora molti chiuderanno,
la povertà aumenterà... !