Lettera
al
Presidente Napolitano:
MORTI BIANCHE
Parigi, 29 ottobre 09
Onorevole Presidente,
Reagisco alla sua giusta preoccupazione per l'aumento, doloroso e continuato, di morti sul lavoro. E' il motivo per cui sottopongo alla sua attenzione un'evoluzione negativa, dopo una lunga inchiesta più che decennale, sulle cause delle difficoltà sociali italiane e sui fattori che generano morti bianche.
Il deragliamento della società italiana, accelerato di recente, è iniziato da alcuni decenni. Senza che nessuno abbia pensato di esaminarlo per bene, al fine di attuare le contromisure necessarie. Da cinque anni lancio l'allarme per la crisi sociale e la recessione italiana (che erano prevedibili da un espatriato attento).
Nessuno ha reagito, in un contesto evolutivo preoccupante. Tale contesto avrebbe invece provocato una reazione determinata, se la crisi fosse avvenuta in un Paese del Nord Europa.
Fra i numerosi fattori del degrado italiano, forse il più preoccupante, il padre di tutti i deragliamenti, è l'inesistenza di una società nazionale , che non è stata mai creata (unico caso in Europa occidentale, mi pare). I “vizietti italiaci' che ho identificato, nella mia lunga inchiesta, mi portano alla conclusione che l'Italia è un Paese dall'equilibrio troppo instabile.
Non puo' ritenersi funzionante quel Paese che:
- non sa (o non vuole) applicare la costituzione e le leggi in modo rigoroso, completo ed uniforme per tutti ;
- a fronte di problemi nazionali annosi, non ha la capacità di decidere soluzioni adequate e tempestive se un clan fa ostruzionismo nel proprio interesse particolare ; non esiste infatti una chiara strategia di Paese, mentre gli interessi nazionali sono troppo spesso dimenticati ; esiste poi un modo di discutere, nella politica “all'italiana”, che non rende facile il raggiungimento del consenso nelle assemblee ; (la frase di De Gasperi, uscito dal parlamento austriaco ed entrato in quello italiano, fu :“E' un circo”).
- porta avanti lunghe e difficili discussioni politiche arrivando a soluzioni inefficaci, per l'incapacità di guardare in faccia la realtà, che è spesso sostituita da false verità, doppie menzogne, fatue illusioni ...(si tratta di una scoperta fatta da Barzini nel ‘ 65) ; le discussioni politiche,che sono spesso basate su non detti, sottintesi, menzogne, non possono essere risolutive !
- a fronte di una chiarissima perdita di competitività del sistema, non sembra sia stata richiesta dalle istituzioni la cosa più necessaria: un'inchiesta seria, neutrale, sulle cause della deriva sociale. Forse per non scoprire qualche altarino ? Non si è pensato poi all'ovvio: la perdita del potere d'acquisto, lamentata da tanti, è legata alle inefficienze ed agli sprechi annosi ed in aumento accelerato..., di cui pero' non si discute.... Io commenteri cosi: “Non discutere degli sprechi, nelPaese sprecone, non è nell'interesse dello stesso”.
- ha un territorio vario, bello e frastagliato, ma non ha una società nazionale, colle sue fondamenta (Patto Sociale, interessi nazionali, valori condivisi di riferimento, orgoglio di quello che sa(peva) fare, capacità di gestione delle istituzioni a livello europeo). Ha invece i clans, le cordate, le bande, le confraternite....., proprio come all'epoca dei Principati.
Non faccia un saltino di sorpresa, Presidente, nel leggere “come i Principati”. In quanto a caratteristiche gestionali del Paese, noi stiamo praticamente vicini a tale scenario. Infatti i ministri della P.I., dall'unificazione del regno d'Italia a oggi, non hanno mai capito che la famosa frase “Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani” indicava la necessità di un'azione educativa determinata, continua, seria (non all'italiana) e ben organizzata.
Bisognava, era evidente a persone di buon senso, educare, strutturare una società, chiarendo a tutti i diritti e doveri dei cittadini e dello stato, che infatti tanti cittadini non conoscono . Nessun primo ministro lo ha fatto, per più di un secolo. E infatti, nel nuovo Regno d'Italia, si continuo' a gestire la cosa pubblica come prima. Ogni clan e principato ha agito per conto suo. Fino ad oggi, troppo spesso cosi è andata. E' vero che la poca autorità del re limitava in qualche modo le lotte fra i clans. E vero che, fino a dieci anni fa, i clans agivano nell'ombra, in quanto il doppio scenario ed il doppio linguaggio permettevano di far finta di gestire un “popolo unico”, di mostrare di proteggere i suoi interessi nazionali. Mi chiedo se non siamo ..... divenuti un esempio europeo del doppio scenario ? E se siamo degli europei maturi ?
Abbiamo quindi raggiunto lo scenario a cui eravamo predestinati, viste le nostre incapacità sociali, e per l'assenza di una vera unità nazionale, sostituita da un coacervo di confraternite e cordate diverse, ognuna con la propria tattica. Pronte allo scontro, se necessario... , perché la coesione nazionale, in termini sia di strategia chiara che di comportamenti e mentalità nazionale, non è mai veramente esistita, è stata piuttosto una finta coesione in un finto Paese, perché dietro le quinte.... tutto e il contrario di tutto puo' avvenire !
I primi effetti (la punta dell'iceberg) dell'inapplicazione delle regole, dell'allegra gestione, della incompetenza professionale troppo diffusa, sono l'incertezza sul futuro, lo stress diffuso , l'assenza di programmi chiari, talora la confusione mentale di chi gestisce - piuttosto male - le risorse pubbliche. Fra gli effetti che già si vedono:
a ) l'aumento del numero di morti sul lavoro;
b) l'aumento del numero di incidenti e morti stradali....
c) l'aumento della insoddisfazione e della non applicazione dei diritti, della povertà e dei litigi sociali;
d) l'aumento degli sprechi pubblici, i quali rischiano di fare del bilancio nazionale un colabrodo;
e) i reiterati attacchi allo stato di diritto, complice il doppio scenario di molti politici.
Pur se questi incrementi dovrebbero generare una strategia efficace di contenimento (un realista vedrebbe necessaria l'eliminazione degli sprechi in aumento), gli Italiani continuano.... a parlare di destra e di sinistra! Sempre nel quadro delle finzioni restiamo, perché nel Paese delle maschere, il realismo sembra sparito !
SINTESI
Senza la verità non ci puo' essere progresso, nell'era del Villaggio Globale ! Ammazzare il Doppio Scenario, è possibile ? Si, soltanto costruendo una società nazionale ! ! Dunque la CATARSI è urgente, indifferibile !
E' urgente iniziare una riflessione seria (non di dstr e snstr). Su come le istituzioni possano imparare la gestione corretta (quella coi risultati, senza le chiacchiere). Su come ripristinare la frontiera fra legalità e illegalità.....
Le invio i mei rispettosi saluti da un Paese normale e dichiaro la disponibilità di 2 espatriati per una presentazione seria, a Lei o a persona di Sua fiducia, del gigantesco problema sociale (quello che genera incapacità), il quale negli ultimi quindici anni non è stato affrontato.
ulrich@orange.fr
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UN POPOLO CHE NON SA GUARDARSI ALLO SPECCHIO PER CAPIRE I MOTIVI DEI SUOI PROBLEMI SOCIALI É UN POPOLO CHE NON HA DIRITTO AD UN FUTURO
P UO ' L ' ECONOMIA ESSERE FIORENTE , SE LA SOCIETÀ ITALIANA NON HA UN GRANDE INTERESSE NELLA MERITOCRAZIA ? S E SONO STATI ELIMINATI , IN CAMPO SOCIALE , I V ALORI ? S E L ' ORGANIZZAZIONE É' UNO STRUMENTO SCONOSCIUTO ? SE LA SOCIETA' NON CONOSCE I BASTONI E LE CAROTE ?
CHE REALISMO QUELLO DI UN PAESE CHE DICE ESSERE IN DEMOCRAZIA, MA ATTUA INVECE LA PLUTOCRAZIA ?
Nell'era della globalizzazione, un Paese che non si guarda allo specchio, per correggere i propri errori e migliorarsi, è un Paese senza futuro.
Un popolo che non ha costruito una società, che ha eliminato i valori nella vita sociale, che è strutturato in clans, cordate, bande e tribù, è un popolo che va al suicidio (con coscienza o incoscienza, sempre suicidio sarà).