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Il teatrino Italia
10.11.2010 - Non è facile fornire un ritratto sintetico dell’Italia, così barocca e confusionaria con la sua quotidiana isteria mediatica, il moralismo, le denunce, l'allarmismo, il catastrofismo, i fatti di cronaca nera ingigantiti all'eccesso, le nuove sentenze giudiziarie che ribaltano le precedenti, la dietrologia ad ogni costo, il riesumare all'infinito i fatti del passato senza mai girare pagina, l'antifascismo - a babbo morto - come professione e carriera, le polemiche, l'urlare...
Un punto vorrei mettere in evidenza: questo teatrino non avviene a danno e a spese degli italiani per chissà quale disegno diabolico di forze oscure. Sono italiani, infatti, sia gli attori sia gli avidi spettatori di questo grottesco teatrino delle urla e dell'isteria. Basti vedere cos'è una discussione tra italiani anche in TV: mai pacata, sempre esagerata. Parlano eccitati tutti insieme, perché tutti vogliono aver ragione.
Nella penisola, tutti – o quasi – hanno il culto della furbizia e predicano bene e razzolano male. Sono portati all'indisciplina. Sono partigiani: fanno il tifo contro o pro Berlusconi, “tertium non datur”. Sono indisciplinati e non rispettano, tanto per dirne una, il segnale stradale di stop. Per molti di loro allacciarsi la cintura è poi un vero atto contro natura. Ma contemporaneamente sermoneggiano, catoneggiano, denunciano le ingiustizie del pianeta Terra, e in particolare l'indisciplina, la furbizia e l’immoralità degli altri italiani…
E che dire dei grotteschi programmi di discussione in TV, sorta di “Bar dello Sport”, dove tutti vogliono aver ragione? Questi programmi condotti da imbonitori da fiera con laurea, che accusano e moralizzano tra cosce, tette e chiappe rifatte di false bionde discinte, sono seguiti avidamente dagli italiani, i quali – secondo me – dovrebbero invece tirare la catena su questa televisione che li sputtana attraverso il globo.
Ma, purtroppo, gli italiani sono costituzionalmente incapaci di avvertire il ridicolo di questi spettacoli, a causa - secondo me - di un male antico: una carenza atavica di dignità nazionale.
Claudio Antonelli (Montréal)
http://www.corriereitaliano.com/Rubriche/Losservatorio-11687
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