Rubriche Speciali
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IL VERO SISTEMA ITALIA
DIFENDIAMO L'ITALIANO CONSULENZA CONSOLARE
CONSULENZA TRIBUTARIA

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo - 1997 -


Ulrich Realist

LETTERA APERTA        al Presidente della Repubblica                                                     da un esperto delle condizioni di sviluppo  

                                                                                         Parigi, li 10 - 1- 2011  

 Risollevare il Sistema Italia? Possibile!                                  
Ma la strada è lunga e stretta !
 
 

On/le Presidente,
ho più volte ascoltato/letto con molto interesse i suoi auspici, recentemente più forti, sempre vigorosi e validissimi. Le scrivo per rendere i suoi auspici attuabili un giorno.  

In particolare ho notato alcune sue belle espressioni :  

*     Riaffermare, ad ogni livello della società e in particolare per chi riveste funzioni pubbliche, l'esigenza di comportamenti improntati alla sobrietà e all'etica della responsabilità:

*     Troppe tensioni in Italia.

*     Occorre un rilancio morale e ideale della politica, che è ricerca delle soluzioni possibili ma  richiede preparazione e moralità. Serve salto di qualità della politica.  

Marchionne/Fiat ha invece detto : “I n Italia manca la bussola e non c'è il senso delle istituzioni”.  

Le scrive un espatriato, da molti anni, in Francia. La mia esperienza di lavoro in tutta Europa mi ha permesso di fare molti paragoni tra l'Italia e gli altri Paesi europei. La mia inchiesta è decennale, sulle differenze tra Italia e Paesi europei occidentali. Ho concluso che gli Italiani non conoscono le cause primarie degli insuccessi sociali, né le cause delle difficoltà di gestire il Paese né quelle della recessione (con calo di competitività). Ho potuto prevedere la recessione italiana, come sicura, già cinque anni fa (da Europeo più che da Italiano), osservando le evoluzioni sociali.  

Gli strumenti necessari alla giustizia sociale, alla gestione corretta (fra cui l'applicazione e la certezza del diritto), alla competitività, possono esser visti molto meglio da chi vive in un Paese dell' Unione dove i meccanismi della società funzionino in maniera soddisfacente. A molti espatriati appare che il Paese non ha tutti gli strumenti necessari per la gestione corretta e lo sviluppo . Il problema sociale italiano, esistente da almeno 20 anni, non è stato ancora affrontato ! I politici di oggi sanno fare confusione, talora qualche litigio, ma non hanno né la motivazione, né la professionalità ed esperienza che sono necessari per gestire un Paese e per risolvere i suoi problemi. I problemi sociali da risolvere sono tanti, talora annosi, si trascinano irrisolti, per ragioni sociali che ho approfondito a lungo.  

Da esperto delle condizioni per lo sviluppo, asserisco con convinzione quanto segue. Il sistema Italia non ha oggi la capacità di rialzarsi, per mancanza di strumenti sociali, di valutazioni lucide e delle capacità sociali/professionali necessarie alla gestione pubblica.   La società italiana vive ormai da tempo due realtà : a) quella formale, troppo spesso inquadrata in un tessuto surreale di false verità ; b) quella reale, molto diversa, fatta di inefficienze, ritardi, incapacità, sciabolate nell'acqua, soprusi e obiettivi mancati. La doppiezza governa l'Italia sociale da tempo, determinando confusione, ritardi, rischio di sottosviluppo.  

In sintesi il Paese mal vive due divaricazioni notevoli :  

  • quella fra la società italiana e quelle europee occidentali ;
  • quella fra il Paese legale e quello reale, talora nascosto.  
     

La diffusione dei fattori generatori del disastro sociale può' cosi semplificarsi :  

  • l' insegnamento della Pubblica Istruzione non è stato basato sulla chiarezza della comunicazione, sulla coerenza, sulla qualità del lavoro, sull'imperativo del proprio dovere, sulla logica e rigore applicati ad ogni tipo di prodotto dell'intelletto ed alle strutture sociali. Gli insabbiatori dei meccanismi statali sono stati : a) il limitarsi alla distribuzione dell'Istruzione, prescindendo dall'Educazione ; b) il LASSISMO sociale dilagante, generato da tre fattori sociali ;
  • la totale assenza di correzioni nella società, ogni volta che nasce un problema sociale o un errore nella gestione delle istituzioni. Infatti la coscienza sociale non esiste ed è rimpiazzata da disparate iniziative di parti, clans e tornaconti.  Tutto questo avviene soprattutto  per:

a) leggi scritte senza l' esperienza e professionalità che sono necessarie ; b) assenza nella vita sociale dello strumento ORGANIZZAZIONE ; esso non è insegnato con rigore e realismo, o è insegnato da gente mal gestita e non motivata.  

  • l'assenza di valori positivi (e il livello di guardia dei comportamenti molto basso) nella società genera la cattiva qualità del lavoro, specie nelle istituzioni, spesso lottizzate. La società è quindi divenuta, dopo un deragliamento di qualche decennio, una “società della sfiducia” (in gran parte della U.E. occid. esiste invece la “società della fiducia ...) e dell'irresponsabilità. Lo scenario sociale è molto spesso simile al Far West, ove magliari, azzeccagarbugli, affaristi senza scrupoli si incontrano, si scontrano e mangiano o tentano di farlo, a scapito di qualcuno (spesso dello stato). Anche perché le istituzioni sono spesso mal gestite. I bastoni e le carote vanno scomparendo....
  • l'assenza di una società nazionale con relativo Patto Sociale funzionante e con pilastri solidi, ha provocato, nel processo degenerativo in corso da decenni, una rarefazione di gente motivata a lavorare nell'interesse del Paese (i cui obiettivi sono sconosciuti o nominali - senza rispondenza con la realtà). Il motivo di tale importante mancanza è illustrato nel testo allegato “Salita”.

L'insalata di tanti fattori da sottosviluppo non è un caso sfortunato, ma deriva essenzialmente dalla società e dalla cultura che abbiamo ereditato da progenitori balordi, semplicisti e facili a creare Fatue Illusioni. Da notare che Prezzolini, molti anni fa, giudicò gli Italiani “pecore anarchiche”. Da quella definizione ad oggi, il problema sociale non ha fatto che ingigantire, per non essere stato affrontato.  

La uscita da uno scenario cosi povero di “strumenti per un rinnovamento efficace” non è cosa che possa essere pensata, organizzata e condotta dalla politica italiana attuale, troppo indirizzata verso tornaconti e mercanteggi privati, ma anche senza grande interesse per il futuro del Paese..  

I soli fattori che possano permettere, con l' impegno e l' esperienza sociale necessaria, un rinnovamento tale da portare l'Italia nel novero dei Paesi capaci di gestione corretta sono, all'avviso di chi ha focalizzato il problema sociale per un decennio, i seguenti :  

*     catarsi attivata da associazioni civili neutrali e categorie produttive, capaci di proporre un programma REALISTA, da attuare con professionalità di gestione pubblica e con adeguata esperienza sociale ; un governo tecnico, di personaggi di alta professionalità, sarebbe un elemento positivo ;

*    tale catarsi, per essere realista, dovrebbe prendere atto che la società italiana ha numerosi e grossi handicap rispetto alla U.E. e alla normalità, in termini di comportamenti e mentalità , di capacità di gestione ; sulla base di paragoni con la U.E. occid.;

*     individuazione dei motivi scatenanti del degrado sociale recente (da mettere sotto il titolo   incapacità di sviluppo competitivo”) ;

*     discussione fra esperti (senza politici, ormai divenuti incapaci di risultati, buoni per il cicaleccio o animati dall'ambizione al potere fine a se stesso) di tali motivi, per individuare le possibili soluzioni ;

*    proporre un'alleanza fra imprenditori, operatori dell'economia, associazioni serie, cittadini che vorrebbero si creasse occupazione (gente motivata per il progresso), invece di andare verso la povertà.  Chiamiamoli Comitati Civici Economici.  Tali Comitati Civici, insieme all'alleanza, proporrebbero soluzioni serie ai politici .  Soltanto essi potrebbero far nascere quella motivazione e impegno che sono  necessari per un vero “colpo di reni”. Potrebbero far nascere la coesione che Lei richiede.  

  La condizione di partenza inevitabile :  divenire realisti, nel Paese delle Fatue Illusioni e dell'incapacità sociale diffusa, è difficile, ma possibile. Suggerisco la testimonianza di Europei testimoni di sviluppo, i quali aiuterebbero il rimpiazzo delle finzioni sociali diffuse con la realtà del mercato globale . La più strana finzione sociale odierna è : “L'Italia è una democrazia”. Detta per un Paese oligarchico, questa idea genera doppiezza.  

Egregio Presidente, nel condividere pienamente i suoi auspici, osservo rispettosamente che essi, per realizzarsi, generano la forte necessità di strumenti sociali inesistenti in Italia, ma che possono essere copiati in Europa, al prezzo di impegno, di capacità di gestione e di professionalità europea. La doppiezza e l'immobilismo della vita sociale introducono costi/ritardi elevati, aumento del debito. E una spinta vesto il sottosviluppo.  

Per i suddetti motivi, il sottoscritto si dichiara disponibile (e raccomanda) per una testimonianza informale, anche fatta a persone di Sua fiducia, presentata da due espatriati qualificati e preceduta dall'invio di documenti appropriati.  

I miei rispettosi saluti da un Paese che è maestro nella gestione pubblica.  


ulrich@orange.fr

(analista dello sviluppo, ingegnere, pensionato, giornalista).

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Allegati : per ciascuno di essi, il relativo link viene indicato.
 

Sistema Italia in salita? L' economia in discesa?

Vecchia storia, sempre attuale,

Un Paese al Bivio. Aprirà' gli occhi ?


 

Condividono le mie analisi e proposta:  

Enzo Vitali    (dirigente telecomunicazioni in pensione)

Alessandro D'Ovidio, ex candidato al Senato e membro del Labour International

Giovanna Greco (insegnante pensionata)

Guido Possenti (quadro telecomunicazioni in pensione)

Vincenzo Cajozzo (quadro telecomunicazioni, attività sociale in ambito operatore francese Eutelsat)

Raffaello Fabbri (prof scienze; progettazione verde)

Mario Greco (fisico, prof universitario)

Halina Bilokon  (fisico ricercatore)

Manuel Greco (fisico, analista finanziario, esperienza internazionale)

Valentino Greco (prof universitario)

Carlo Costa  (consulente internazionale)

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Franz Mansi (dirigente, industria  chimica)

Mauro Torta (iniziatore di “Italiano all'estero”)

Giovanni Monte (ricerca e sviluppo – consulente)