| L'Unità d'Italia è stata ben festeggiata, con trombe, discorsi e bandiere.
Sicuri che quanto detto nei bei discorsi è informazione completa?
E se si trattasse di una storia che si vuol raccontare, ma non dice tutta la verità?
Il grande evento Europeo del 1861
21.02.2011 - Questo scenario negativo ha generato i nostri guai socio-politici di oggi ; meglio eliminare la causa dei nostri guai, costruendo una vera........
Unità? Quella degli Italian?
Come prevedibile nell'era del Villaggio Globale, anche lo Stivale evolve rapidamente.
Il Bel Paese è infatti, a 150 anni dall'Unità raggiunta, un enorme contenitore. Il quale appare con gran bei colori, con valli e montagne, con angoli verdi e laghi bucolici. Contenitore, all'inizio del XXI secolo, con qualche speranza perduta, qualche progetto politico fallito, ma anche promesse sgonfiate, illusioni smentite. Non mancano anche affermazioni di progressi o conquiste, rivelatesi poi dei fallimenti.
Si tratta, è ormai chiaro a questo150/mo anniversario, anche di un'evoluzione continuata in una direzione negativa : verso l'échec degli obiettivi che furono definiti, a metà 800, con rivoluzioni, sangue, fucili e sacrifici di genti diverse. Li vollero, tali obiettivi, genti con forze coraggiose e cuori gagliardi, tutte accomunate da una speranza: fondare un nuovo stato unico, un vero Paese europeo, mettendo insieme mentalità, capacità, e cucine diverse, legate alle diverse regioni finalmente unite.
La nuova nazione, appena formata, inizio', come altri stati europei, a percorrere i sentieri della storia. Con alleanze, guerre e conquiste, aventi lo scopo di ottenere, per i futuri Italiani, un posto al sole dell'Europa. Uno spazio riempito con materiali, invenzioni e con il duro lavoro, all'ombra di bandiere al vento. Ma anche con mezzi di produzione e con potenze industriali che si sviluppavano, andando verso la modernità, complici l'impegno e la capacità dei nuovi Italiani.
Generazioni di Italiani sudarono e regalarono al nuovo Paese sforzi di muscoli e slanci di cuore. Molti di loro morirono convinti di aver regalato ai propri discendenti una speranza, una potenza, una modernità, un nome rispettato. Ci fu il grande sviluppo di un'industria e di un commercio nazionali, fra cui da segnalare le evoluzioni dell'era di Giolitti (a cavallo del 1900) e il cosiddetto “miracolo italiano” degli anni 1950-70.
Con l'unificazione, le diverse strutture sociali/gestionali degli staterelli diventarono formalmente unica società nazionale. Solo formalmente. Infatti una seria inchiesta storica (che dovrebbe completare l'inchiesta sociale del sottoscritto, fatta a confronto con la U.E. occidentale) mostrerebbe probabilmentre che, nel corso degli ultimi 60 anni (forse dei 150 anni ?) ci sono sempre stati “poteri nascosti”, attivi nel chiuso di stanze blindate, capaci di mediare, condizionare, frenare, i formali poteri nazionali. L'immobilismo recente è figlio di tale scenario.
Dove siamo poi finiti ?
Ci siamo accorti, all'inizio di questo secolo, che l'eredità promessa non è ben conservata, anzi è in corso di disfacimento. Difficile trovare oggi, nel Bel Paese: la pace sociale, le risorse sufficienti ai molti appetiti di parte, capacità di gestione efficiente nelle istituzioni, speranze da lanciare in alto per poter superare qualche difficoltà. In alcuni contesti si sono apparentemente nascoste, o appaiono raramente, la certezza del diritto, la coesione sociale e l'affidabilità di programmi sbandierati dai vari governi. Le facce grige aumentano, davanti ad insuccessi o a promosse non mantenute. Le speranze di progresso sono rare o perdute. Il potere di acquisto scema. La fiducia dei cittadini nella gestione del Paese da parte di questi politici, sembra poca assai. La povertà rischia di avanzare, se non si riconosce la vera realtà sociale italiana, con una buona dose di realismo . E' necessario focalizzare il quadro entro cui avvengono le evoluzioni negative di una società che non ha grandi capacità sociali positive: è questo il primo passo da fare, se si volesse rinnovare (da sopra a sotto) il Paese.
Le evoluzioni degli ultimi venti anni sono state raramente positive. In certi settori è oggi evidente l'immobilismo di un “fu pimpante Paese”. Anzi comincia ad apparire una degradazione dei comportamenti sociali, una difficoltà frequente nei rapporti fra i cittadini e lo stato. E insieme diviene più evidente il grippaggio di alcuni servizi pubblici, specie nel Sud.
Gli invocati investimenti degli imprenditori (Italiani o non), invocati dai politici, non si vedono. Ma ci possono essere imprenditori disposti a investire, nel Paese che non garantisce la certezza del diritto, la selezione dell'eccellenza,l'efficienza di servizi e le gestioni corrette dell'amministrazione pubblica?
La società, unificata 150 anni fà , mal vive due divaricazioni, le quali appaiono sempre più chiare:
- quella fra la società italiana e le altre società europee occidentali;
- quella fra il Paese legale e quello reale, talora nascosto.
Le evoluzioni negative sono divenute recentemente più visibili, in parallelo con il peggiorato funzionamento dei bastoni e delle carote, talora gestiti da funzionari pubblici non motivati per il progresso del Paese, ma piuttosto sospinti da interessi o tornaconti di parte. Appare il lassismo nella società. La doppiezza in aumento nella vita pubblica fa divenire dubbie o non chiare le evoluzioni sociali su cui i cittadini pongono le residue speranze ed attese e che i politici sbandierano come decisioni di progresso.
La crisi sociale, negata dalle istituzioni, è invece ben chiara a molti cittadini, che ne soffrono le conseguenze. Fra le conseguenze della crisi si notano:
- che i diritti dei cittadini, garantiti dalle leggi, si rivelano teorici;
- la inefficiente, inaffidabile - talora terribilmente complicata - gestione di molte amministrazioni pubbliche;
- i costi troppo elevati di alcune gestioni statali (in almeno due casi - energia elettrica e costruzione infrastutture - doppi rispetto alla media europea);
- la poca autorevolezza e credibilità che i rappresentanti italiani riscuotono, nelle discussioni e contatti europei.
Il fattore maggiore di degrado e immobilismo sociali : le pressioni sullo stato formale da parte di consorterie e cricche esistenti nell'ombra, perché esso ceda qualche residuo potere formale, qualche prebenda, o faccia scelte di qualche tornaconto privato, ha generato:
a) la non volontà dello stato di adottare forti contromisure, dopo la scoperta di Tangentopoli (che fu commistione di affari di partito o di clan o congrega con i ruoli pubblici), che arrestassero il dilagare della corruzione;
b) la sempre maggiore diffusione, per mano di uomini investiti di ruoli pubblici, di lottizzazioni e affidamenti di cariche pubbliche senza l'uso del criterio competenza, sostituito dal criterio complicità realizzate nell'ombra..
L'abusiva condotta delle istituzioni esisteva già (ma in misura minore) negli anni '50.
La realtà di questo fatto è evidenziata da una nascita che molti ricordano:
60 anni fa nacque il partito dell'Uomo Qualunque, con programma: “Eliminare gli abusi e le sopraffazioni dello Stato sui cittadini”. Partito di un certo successo, il quale spari pero' alla morte del suo fondatore, Giannini, senza riuscire a raggiungere l'obiettivo.
Essendosi fiaccata, negli ultimi decenni, la forza o la presenza degli antivirus istituzionali, i”tornaconti di parte” degli uomini di alcune istituzioni sono divenuti più visibili. Iniziano ad apparire alla luce del giorno i dissapori fra VIPs della società o delle istituzioni, che si accapigliano per prendere il controllo delle risorse o strutture. Intanto molteplici sprechi (da cattiva gestione, da lottizzazioni, da scelte di managers non professionali) sono in aumento, senza che a nessuno venga in mente di eliminarli (forse perché alcuni sono rendite di posizioni personali ?). Appaiono, in questo secolo, allarmi della Corte dei Conti, relativi agli effetti sul bilancio nazionale della inadeguata lotta alla corruzione e dell'assenza delle riforme istituzionali, pur dichiarate necessarie ormai da un lustro.
Intanto, mentre la Corte dei Conti, probabilmente la sola, fa denunce, tanti politici, formati alla scuola della Commedia dell'Arte Politica, si danno da fare con frequenti belle dichiarazioni pubbliche, discussioni parlamentari senza risultati, litigi troppo frequenti dentro o fuori il parlamento. Litigi che sono talora inframezzati da auspici del tipo “da domani più rispetto per l'avversario” o “dobbiamo lavorare per il Paese” ..... E tanti auspici degli ultimi anni, tali sono rimasti, a lungo. Fra gli auspici, da notare quelli frequenti del Capo dello Stato, il quale fa quel che puo' : dice alcune verità, cosa apprezzatissima dai cittadini, ormai tanto stanchi degli scenari inventati o deformati dai politici.... Ormai pare che, essendo molto aumentata la sfiducia nelle istituzioni, l'ultimo baluardo solido rimanente è la fiducia nel Capo dello Stato, diffusissima. Ma santo Napolitano potrà fare il miracolo?
I motivi delle evoluzioni negative del Paese sono tanti, ma non se ne vuol discutere. Chi è più è portato alla riflessione, rispetto a chi vive nel Bel Paese, li puo' raccontare con la sensibilità di espatriato, avendo fatto per tanti anni paragoni con l'Europa occidentale.
I ministri della P.I., dall'unificazione del regno d'Italia a oggi , non hanno mai capito che la famosa frase “Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani” indicava la necessità di un'azione educativa determinata, continua, seria (non all'italiana) e ben organizzata.Dopo l'Unità, bisognava, era evidente a persone di buon senso, educare, strutturare una società, chiarendo i diritti e doveri dei cittadini e dello stato, cioé un Patto Sociale . Per più di un secolo cio' non si è fatto. E nel nuovo Regno d'Italia si continuo' a gestire la cosa pubblica come prima dell'Unificazione, mediando fra i tanti interessi di parte, legati spesso a poteri nascosti o espressione degli ex staterelli unificati. Clans e principati han continuato ad agire singolarmente, quando lo hanno ritenuto utile o possibile. E' vero che, all'inizio delle evoluzioni, l' autorità del re limitava in qualche modo le dispute fra consorterie e ghenghe nascoste. E vero che, fino a dieci anni fa, i clans agivano nell'ombra, in quanto il doppio scenario ed il doppio linguaggio diffusi nelle istituzioni permettevano di far finta di gestire un “popolo unico”, di proteggere i suoi interessi nazionali. Mi chiedo se non siamo divenuti ..... l' esempio europeo del doppio scenario ? E se siamo degli europei, in termini di mentalità e capacità gestionali ?
Negli ultimi quindici anni l'attivismo dei poteri nascosti, insieme alla globalizzazione, ha fatto saltare il coperchio del calderone, ove erano e mescolati e in ebollizione i tornaconti di parte. I quali divengono ora più visibili e sembrano in aumento a causa del problema sociale non risolto..
Una seconda tendenza negativa : pur vivendo in Europa, gli abitanti dello Stivale non sembrano aver grande interesse per l'organizzazione e qualche altro strumento o valore che è necessario per gestire un Paese . Come la chiarezza, la coerenza, l'efficienza, la correttezza e l'onestà, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito che genera impegno, applicati alla vita sociale. Cioé i valori positivi, conditi da bastoni e da carote. Quei pochi che c'erano trent'anni fa sono stati spazzati via da politici senza scrupoli, ma non solo da loro.... Non è chiaro agli Italiani perché questo sia avvenuto. Forse perché il serpente corruzione viaggia un po' troppo veloce ? Forse perché gli Italiani, leggermente distratti dal calcio e da spettacolini TV insulsi ma con belle cosce, non vedono cosa succede nella società ? (Barzini lo disse : “Gli Italiani danno un'occhiata rapida .... ; e credono di aver capito !). Forse per i troppi mesi di calura ? I veri motivi si vedono dall'Europa.... Ma sta di fatto che, oggi, gli Italiani accettano qualsiasi sopraffazione dal potere, senza protestare. E intanto, gli SPRECHI aumentano, esponenzialmente...., e gli Italiani restano sonnambuli !
In sintesi, dopo la grande avventura (l'Unificazione,1861), alle promesse fatte non furono accoppiati gli strumenti necessari per mantenerle. Cosi la nascita di una (si disse) “nazione” inauguro' la tradizione politica del promettere, ma non realizzare. Non fu creato un Patto Sociale funzionante , pieno di chiarezza e di certezze, che fissasse i doveri dello stato e indicasse ai cittadini diritti e doveri. Fu pero' subito definita la struttura del fisco per tassare le nuove popolazioni, evitando di scoprire che la popolazione del Sud - troppo ignorante - andava educata da esperti di pedagogie per popoli arretrati. Il Sud si è vendicato un secolo dopo, inviando la mentalità mafiosa nel Piemonte-Sardegna e Lombardo-Veneto.......( i cui cittadini fino a sessant' anni fa disprezzavano i meridionali per la loro mentalità).
Ormai si è diffusa, in troppe regioni , la vita sociale doppia . Una finta società nazionale da una parte (la sceneggiata), ma anche dall'altra le associazioni esprimenti i tornaconti nascosti nell'ombra, le quali lavorano come termiti. Abbiamo tante termiti che non esitano, per tornaconti di parte, a mangiare la carne (le risorse) dello Stato. Quanto durerà questo disfacimento dello Stato ?
Any way out ? La via d'uscita esiste, ma è una strada molto stretta. Sapranno gli Italiani, che si muovono in un pantano di interessi e tornaconti di parte, che non hanno il senso dello Stato, identificarla in maniera sicura ?
Completare l'Incompiuta Unità: è urgente
L' unica reale possibilità di avere un futuro, comincerà da una riflessione seria ( immune da interessi delle parti politiche) sulla realtà effettiva, quella che non è stata detta, ma si conosce. Espatriati qualificati e di buona volontà potrebbero testimoniare quali sono i GAPs del sistema Italia verso le condizioni di sviluppo possibile, anche perché sulla vita sociale grava oggi una sorta di mistificazione collettiva. Essi potrebbero mostrare cosa é un patto sociale, come si costruisce una “società della fiducia”, come si inventano i bastoni e le carote, quali sono gli strumenti necessari a gestire correttamente un Paese : si tratta della via maestra che permetterebbe un giorno, se sforzi e metodi adeguati saranno usati, la buona gestione del Paese e il ripartire dello sviluppo economico.
Costruire una “società della fiducia”? Essenzialmente si tratta di decidere : “Abbandoniamo lo scenario di cittadini e stato che si ignorano, talora sono nemici ; educhiamo e strutturiamo il Paese in modo da ottenere uno scenario di collaborazione positiva tra Stato (con la “S” maiuscola) e cittadini, ove tutto divenga chiaro”. Che è poi l'unico scenario compatibile con un'economia in crescita......, in quanto renderebbe impegnati per il progresso ed efficienti tanti cittadini scettici e svogliati.
Ecco l'unico modo realista per finalizzare l'Unità Incompiuta. Il collante per gli Italiani (definiti “pecore anarchiche” da Prezzolini) ) dovrebbe essere l'Educazione (che è un complemento dell'Istruzione). Un tale processo, necessario, urgente, permetterebbe agli Italiani - oggi non troppo Europei - di mettersi i pantaloni lunghi !
ulrich@orange.fr
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