Ambizioni europee? O male oscuro?
28.01.2012 - In reazione alle espressioni: "Ci salvi chi puo..'" e "Ambizioni europee", di Massimo Giannini su "Repubblica.it".
Propongo alcuni quesiti e fatti italiani:
“La certezza del diritto esiste in Italia? Dipende! A parole, certo, ma nei fatti, no!"
“I cittadini hanno fiducia nel futuro, approvano le strategie dello stato, conoscono il disegno del Paese? Trovano lavoro? I servizi statali li soddisfano? Ma va ....... ! La risposta si sa!"
“Lo stato chiede più tasse, non a tutti, ma a molti. Quali le motivazioni, per chiederle? Se teniamo conto degli sprechi infiniti, dei meccanismi incapaci, grippati, delle istituzioni, della povera qualità di molti servizi pubblici, motivazioni per nuove tasse non ce ne sono! Si tratta piuttosto di abusi di uno stato da decenni mal gestito!
“Se la stato deve fare meglio e di più, se deve avvicinare la vita sociale ad una qualità di vita medio-europea, chi prende l’iniziativa? I politici? Impossibile! Essi godono da lungo tempo dei poteri di principi : soddisfare i propri appetiti o quelli del proprio clan, giocare (è tanto limitata la professionalità di troppi uomini pubblici, che più che giocare essi non sanno) allo spreco di risorse pubbliche. Tanto i cittadini non hanno reazioni (non sono Spagnoli né Arabi), non controllano i meccanismi statali, non hanno spina dorsale per protestare ..."
"Puo' una società che ha l' 86 % dei delitti impuniti, aspirare alla crescita?"
"Puo' una società che ha la giustizia ingessata da un decennio (detto dall'ex ministro Mastella; senza che qualcuno protesti)aspirare alla crescita ed ad una gestione del Paese di tipo europeo? Tenendo anche conto della povera qualità di gestione delle istituzioni?"
"Puo' il presidente Napolitano (tanto buono e bravo) continuare a chiedere coesione ad una società sbrindellata e confusa, che non fu mai fondata come società nazionale (con le adeguate fondamenta), aspettandosi che venga ascoltato ? (Legga testo "L' Unità d'Italia, il grande evento europeo del 1861")"
"Puo' un Paese con un gran problema sociale sperare che la politica funzioni?"
"
Puo' un Paese con una politica mal funzionante attendersi la crescita?"
La “pazzia sociale italiana”, la quale viene anche da una estesa confusione ideologico/sociale/mentale, si puo’ capire meglio partendo da alcuni quesiti attualissimi:
1. Perché nel Paese più corrotto della West U.E. non esiste una strategia di lotta alla corruzione? Forse essa è benvenuta?
2. Perché, vista la chiarissima incapacità/irresponsabilità delle attuali gestioni istituzionali, non si indaga seriamente sulle cause dei cattivi risultati? (la mia indagine è decennale, la ho fatta dall’Europa). Se l’imperativo del proprio dovere, la capacità professionale, non esistono nelle istituzioni, come potrà uno stato funzionare ?
3. Perché, vista la frequenza dei fallimenti nelle discussioni parlamentari, nelle larghe riunioni italiane (in Europa è diverso), non ci si chiede: “perché la difficoltà italiana di raggiungere il consenso nelle assemblee?”;
4. Perché nessuno scopre l’evidenza?:
- che in un Paese con mentalità cosi arretrata, la società non puo’ funzionare e quindi non puo’ sostenere lo sviluppo economico;
- che un Paese senza bastoni e senza carote, senza valori positivi di riferimento (da lungo tempo), ma permeato di lassismo, fatue illusioni, complicità e rassegnazione, non puo’ stare in piedi.
Solo se partiamo da tali quesiti, si potrà forse focalizzare la crisi sociale italiana (non è facile, ci vuole l'analisi oggettiva; ma essa in Italia non esiste). Che é tanto più grave in quanto nessuno esamina il problema sociale. Una chance di meglio focalizzare il problema sociale, per poter condizionare il vostro futuro, eccola: Legga il testo "Risollevare il Sistema Italia ? "o. Noti che un vescovo ha parlato di "disastro antropologico"! Chi ne ha tenuto conto per fare l'inchiesta neutrale necessaria?
Mi contatti, le proporro' le conclusioni di un confronto sociale Italia-Europa occidentale, decennale..... La recessione italiana era previsibile, come inizio certo, già 5 anni fa (guardando dall'Europa).
Ecco, ora le ho proposto alcuni quesiti, attuali da un decennio. Se vuol far qualcosa per un Paese che ha facilità a mistificare la realtà (lo disse Barzini, legga testo "Doppio scenario, il suicidio di un popolo "), mi contatti per una testimonianza europea. Poi potrebbe porre alcuni di tali quesiti a Monti (che forse non ha ancora realizzato il gran problema sociale?). Mi farà piacere sapere se Monti ha messo il naso fuori dall'economia, per focalizzare cose sociali altrettanto importanti.....
I miei cordiali saluti da Parigi (capii negli anni ' 80 che era meglio andarsene)....
Ulrich Realist
ulrich@orange.fr
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P.S. Sviluppo. Non c’è sviluppo o sottosviluppo. Ci sono comportamenti che impediscono o che favoriscono lo sviluppo economico. Essi sono inegualmente distribuiti nelle diverse società. (Peyrefitte, “La Société de Confiance”).
Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi continuano a promuovere (Bossuet).
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