ROBERT
DE NIRO SNOBBA
L' ITALIA,
GIANNINI
AMBASCIATORE A
WASHINGTON
ROMA
- Dopo
aver rifiutato
l' Ambrogino d'
oro a Milano con
ritardo di 40
minuti alla prima
del film 'Stage
Beauty', De
Niro ha dato forfait
anche a Roma all'
incontro con la
Provincia per
il suo festival,
il Tribeca. Il
sindaco Albertini
non esita a definirlo
''un gran maleducato''
.
Arrivato
a Roma di notte
con il suo aereo
privato insieme
alla moglie Grace
Hightower, riparte
dopo solo un'
ora e mezzo mancando
sia l' incontro
con Gasbarra sia
l' esclusivo pranzo
di gala che si
sarebbe tenuto
in suo onore a
palazzo Sacchetti
(aperto per l'
occasione) con
un previsto parterre
di autorita' e
un catering mobilitato
da tempo.
Non e' tutto:
l' attore, di
origini molisane,
rinuncia anche
all' ipotesi di
ottenere la cittadinanza
italiana che secondo
molti avrebbe
potuto essergli
consegnata durante
questo viaggio
Che De Niro abbia
davvero temuto
che una cittadinanza
onoraria italiana
tanto contestata
potesse danneggiare
l' appoggio della
comunita' italo-americana
alla corsa di
Kerry alla presidenza
e' ormai una cosa
certa. D' altra
parte, tra le
poche cose dette
chiaramente ieri
c' e' la sua posizione
sulla sfida elettorale
in Usa: 'Io appoggio
Kerry'.
A
fare da controcanto
alla spiacevole
situazione c' e'
Giancarlo Giannini
che ha tenuto una
conferenza agli
studenti della Catholic
University sulla
situazione del cinema
italiano.
Giannini respinge
le lamentele di
chi sostiene che
il cinema americano
'boicotta' l' Italia.
''Il cinema americano
e' interessato a
fare soldi: se una
pellicola e' di
qualita' ha tutto
l' interesse a non
ignorarla - ha detto
-. Si tratta di
fornire prodotti
di qualita'. Quando
abbiamo fatto 'Pasqualino
Settebellezze' siamo
giunti in America,
con Lina Wertmuller,
con le pizze del
film sottobraccio:
l' abbiamo fatto
vedere ai distributori
americani ed e'
stato un successo''.