Sanremo,
fuori Oxa e Grignani
Eliminati anche
Venuti & Arancia
Sonora
04.03.2006
- Primi verdetti
e prime sorprese:
fuori dal Festival
Anna Oxa, Gianluca
Grignani e Mario
Venuti e Arancia
Sonora. I primi
due erano già
ultimi nelle graduatorie
delle loro categorie,
l'ex Denovo invece
perde una posizione
e viene eliminato.
Peccato, la sua
era una delle
canzoni più
belle ascoltate
sull'Ariston.
Le giurie, insomma,
l'hanno ancora
fatta grossa.
Vanno avanti Povia,
Ron, Nicky Nicolai,
Anna Tatangelo,
Gigi Finizio e
i Ragazzi di Scampia
e gli Sugarfree.
Sotto le aspettative
i giovani. Passano
Simone Cristicchi,
Helena Hellwig
e Monia Russo.
Fuori Deasonika,
Antonello e Virginio.
Spettacolo molto
più fluido
ed equilibrato
rispetto alla
prima serata,
Giorgio Panariello
è più
sicuro, fa il
conduttore. Si
scioglie anche
Ilary Blasi, le
ha fatto bene
trovare il marito
Totti in platea.
Meno straripante
ma sempre pimpante
Victoria Cabello,
anche se i suoi
intermezzi comici
a volte sembrano
venire dal peggior
avanspettacolo.
LA
CRONACA DELLA
SERATA
Approfittando
del martedì
grasso di Carnevale,
Giorgio e Victoria
arrivano all'Ariston
su un carro addobato
con oltre 5mila
fiori, fiori che
si erano visti
pochino, e i sanremesi
l'avevano presa
davvero male.
Ingresso in teatro,
Cabello spumeggiante
e monologo di
Panariello. Più
breve e un po'
più graffiante
rispetto alla
prima serata (ci
voleva poco a
farlo meglio),
il comico si butta
sugli "effetti
devastanti"
della par condicio.
Entra anche Ilary
Blasi con una
scollatura meno
pericolosa. Tutto
è pronto,
si parte.
Buio
sul palco, poi
una luce leggera.
C'è Anna
Oxa, stasera in
nero, se vogliamo
ancor più
funerea della
prima esibizione.
A prenderla sul
serio si apprezza
il suo coraggio,
in caso contrario
risulta una via
di mezzo tra Morticia
Addams e la protagonista
di "The Ring".
Alla fine dell'esibizione
si emoziona e
piange. Impagabile.
Un paio di intermezzi
comici (comici
si fa per dire,
anche se Vic è
brava e ce la
mette tutta: la
colpa è
di chi le scrive
certe cose) introducono
gli Sugarfree,
al momento ultimi
tra i gruppi.
Manca il carattere,
il loro rock gira
a vuoto, e l'impressione
è che il
cantante stoni
ancora. "Liberi
di sognare"
è suggestiva
nel titolo, e
Gianluca Grignani
ce la mette davvero
tutta. Ma straborda
un po' troppo
nel "vascorossismo",
anche nei movimenti.
Tuttavia non merita
l'ultimo posto.
Il cantautore
milanese era stato
presentato da
Marta Cecchetto,
con una scollatura
sulla schiena
mozzafiato: "Avresti
dovuto entrare
a marcia indietro",
le dice Panariello.
La serata scorre
più velocemente
rispetto all'esordio,
gli ingranaggi
sono più
oleati, Panariello
è più
sicuro. Intanto
in prima fila
spunta Francesco
Totti, Ilary dice
di non ne sapeva
nulla, ma c'è
da crederle? Del
Pupone all'Ariston
si parlava da
tempo...
Panariello lo
intervista, lo
stuzzica, parlano
dei pannolini
del figlio, di
barzellette, di
quelle che Berlusconi
gli ha raccontato
quando è
andato a trovarlo
dopo l'infortunio,
ma Totti è
televisivamente
imperturbabile.
Della scollatura
galeotta non si
parla. Il giocatore
giallorosso si
scioglie quando
intona qualche
nota da curva
sud (lo avrebbe
fatto, lo aveva
anticipato) e
poi il coro dell'Ariston
canta "Questo
piccolo grande
amore", la
canzone di Francesco
e Ilary.
La
melodia di Anna
Tatangelo sembra
fatta apposta
per continuare
il quadretto da
libro Cuore. Porta
addosso il marchio
Gigi D'Alessio,
però, considerato
che ha 19 anni,
considerata l'improponibilità
di alcune sue
canzoni all'Ariston
negli anni scorsi,
fa passi avanti.
Diamole tempo.
La luce si accende
(in tutti i sensi)
con Mario Venuti
e gli Arancia
sonora. La classe
non si discute,
magari non scalerà
la classifica,
però che
stile. La canzone
guadagna ascolto
dopo ascolto.
Si candida per
il Premio della
Critica. Gran
classe anche quella
di Ron, che sarà
pur sempre un
melodico classico,
ma della miglior
scuola. Sopraffino
l'ukulele che
accompagna la
sua canzone.
Ultima
terna di "big"
in gara, apre
Nicky Nicolai
di piume vestita.
Delicato nel testo,
che dà
dignità
al mestiere più
antico del mondo,
un po' meno nella
musica. Si è
sanremizzata troppo.
Break col primo
ospite musicale
straniero. E'
il momento del
pop per teen-agers
di Jesse McCartney,
18 anni. Oggi
va forte, domani
chissà.
Certo, ha un cognome
importante e benaugurante,
anche se non c'è
parentela con
l'originale. Tocca
a Gigi Finizio
e ai Ragazzi di
Scampia, che cantano
in napoletano,
cosa che sarebbe
vietata dal regolamento.
Classica melodia
partenopea, sa
di già
sentito. La canzoncina
di Povia è
pericolosamente
gradevole, il
suo piccione monogamo
ha conquistato
la giuria, e il
verso del volatile
lui lo ripete,
incessantemente.
Farà strada.
Incursione
(inutile) di Vic
in platea, quindi
è il turno
del premio città
di Sanremo, assegnato
a Riccardo Cocciante,
che rispolvera
due evergreen,
"Bella senz'anima"
e "Margherita".
Un paio di inutili
siparietti e finalmente
si riprende con
le canzoni. Dopo
circa sei ore
e mezzo (tra ieri
e oggi) dall'inizio
del Festival,
sale sull'Ariston
il primo giovane
in gara, Simone
Cristicchi, che
uno stile se l'è
ritagliato, anche
se, senza andare
molto indietro
nel tempo, ricorda
troppo Caparezza.
"Che bella
gente" potrebbe
piazzarsi bene.
Interviene dalla
platea Giorgio
Faletti, e Panariello
fa uno spottone
al suo film. Inutile.
E' il turno di
Monia Russo, la
prima sanremese
a esibirsi da
solista nella
storia del Festival.
E per una nata
qui, la canzone
non poteva che
essere... sanremese.
"Un mondo
senza parole"
dice poco, e lei,
forse tradita
dall'emozione,
stecca pure. Anche
"Davvero"
di Virginio non
entusiasma. Lontanissimo,
ma proprio lontanissimo
parente dello
stile Tiziano
Ferro. Pubblico
freddino, Panariello
chiama l'applauso.
Helena
Hellwig, mamma
milanese e papà
tedesco, presenta
"Di luna
morirei",
firmato anche
da Mango. La voce
soffoca negli
archi, poche,
pochissime ventate
di nuovo. I Deasonika,
secondo quanto
hanno detto alla
vigilia del Festival,
hanno sacrificato
per il Sanremo
la loro passione,
il rock duro.
"Non dimentico
più"
è intimista,
a tratti sofferta,
meglio di altre
cose sentite.
Chiude il sestetto
dei Giovani Antonello.
Titolo pericolosissimo,
"Capirò
crescerai",
canzone new romantic
dalle sonorità
a tratti melense.
Lascia perplessi.
Finale
con Hilary Duff
che presenta la
sua hit e dopo
prova a improvvisare
qualcosa con Panariello.
Il duetto non
si fa, il tempo
stringe ed è
il momento del
verdetto delle
giurie. Che, come
sempre, ne combina
di cotte e di
crude.