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Notizie 2006

Addio a Bruno Lauzi, "il poeta"

Padre della scuola musicale genovese, con Luigi Tenco, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè, ha cambiato la storia della canzone italiana o Aveva scritto una lettera a mr.Parkinson

ROMA, 25.10.06 - E' stato un addio malinconico quello di Bruno Lauzi, lui personaggio dalla proverbiale ironia portato via da una malattia che lo ha costretto a un lungo declino fisico. Era nato ad Asmara, in Etiopia, nel 1937 ma è stato uno dei fondatori di quella scuola genovese che con Luigi Tenco, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè, ha cambiato la storia della canzone italiana. Un poeta prestato alla musica che era partito dal jazz, insieme al suo amico Tenco, e che poi giocando con il dialetto genovese aveva scoperto la musica brasiliana della quale è stato un fondamentale strumento di conoscenza per il nostro paese grazie anche alla sua amicizia con Vinicius De Moraes. I suoi più grandi successi sono raccolti tra gli anni '70 e gli '80, quando dopo una carriera di autore d'elite, per la prima volta accettò di misurarsi con la musica leggera tout court: ha scritto "Piccolo uomo" per Mia Martini e poi è arrivato al primo posto della classifica con "Amore caro amore bello" firmato dalla coppia Mogol-Battisti. In classifica è arrivato anche con "Onda su onda", uno dei suoi pezzi più celebri e con "Genova per noi" il classico di Paolo Conte. Ma la sua storia era cominciata molto prima, dopo gli anni del jazz, nei '60 insieme a Giampiero Reverberi e Calabrese con dei pezzi pieni di ironia, primo tra tutti "Garibaldi blues", considerata per l' epoca troppo anticonformista. In quel periodo era più un artista da cabaret e da teatro che da classifica, anche se ha conosciuto un discreto successo con "Ritornerai" che gli schiuse le porte della televisione, e ha partecipato per esempio al disco per l'estate con "Viva la libertà" e nel '65 al Festival di Sanremo con "Il tuo amore". Il brano-manifesto della scuola genovese è "Il poeta" ma una parte importante della sua carriera è legata alla canzone francese. E' stato l'incontro con Serge Reggiani, attore famoso ma cantante molto conosciuto in Francia che lo introduce all'ambiente degli chansonnier più famosi per i quali Lauzi ha tradotto in italiano le canzoni. Il rapporto più fertile è stato con Georges Moustaki del quali ha tradotto "Lo straniero" e "Quando ti amo". Tra i suoi pezzi più celebri "Permette signora" cantata da Piero Focaccia e "Cento colpi alla tua porta" cantata da Mino Reitano. Nella sua carriera ci sono anche tournee in Sudamerica con Mina, che ha inciso una memorabile versione de "Il poeta" e pezzi come "La sindrome astigiana" scritta per Paolo Conte, "Fai fai" dedicata al suo maestro De Moraes e "Il leone e la gallina" di Mogol e Battisti. Negli ultimi anni, escludendo la fase finale della malattia, Lauzi era rimasto un po' discosto dalla scena più importante perchè allergico ai meccanismi del mercato e troppo legato a un gusto di fare musica che non appartiene all' epoca dei computer.