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Notizie 2005

Una folla per il saluto a Meoni
Celebrati i funerali del motociclista


13.01.2005 -Giovedi' pomeriggio sono stati celebrati i funerali di Fabrizio Meoni, il motociclista italiano deceduto nell' 11.a tappa della Dakar martedì. Grande commozione nella chiesa di Castiglion Fiorentino, completamente gremita all'interno (dove hanno preso posto la moglie ed i figli Gioele e Chiara) e attorniata da una folla all'esterno. Sulla bara del motociclista c'erano la bandiera italiana e lo stendardo della Federazione Motociclistica.

L' ultimo saluto l'"Africano" l' ha ricevuto dalla sua gente, a Castiglion Fiorentino. Una folla di concittadini l'ha salutato prima che il feretro venisse portato al cimitero del paese dagli amici del Motoclub che hanno voluto salutare così Meoni. Alla cerimonia funebre, celebrata dal parroco del Rivaio padre Antonio Airò, hanno partecipato il sottosegretario on. Grazia Sestini, gli onorevoli Rosy Bindi e Giuseppe Fanfani, il presidente della provincia Vincenzo Ceccarelli, l'intera municipalità castiglionese con in testa il sindaco Paolo Brandi, una rappresentanza degli organizzatori della Dakar e gli amici "motociclisti d'Africa". Ma tutti sono rimasti in disparte, rispettando il dolore della famiglia e la volontà della signora Elena. Cosi' autorita', amici, conoscenti e semplici sportivi hanno accompagnato con discrezione il dolore di Elena che aveva in braccio la piccola Chiara, tre anni, ed accanto il figlio più grande Gioele, di 13, della madre e della sorella di Fabrizio e dei familiari.

Fuori dalla chiesa erano in quattromila ad ettendere il feretro all'uscita, ma all'interno niente telecamere e macchine fotografiche. E nel silenzio sono risuonate le parole d'addio della moglie Elena lette da padre Arturo: "Possa il nostro amore accompagnarci per l'eternità. Aiutami a crescere i nostri figli con tutto l'amore, la dedizione e la solarità che ti ha sempre contraddistinto. Sarai sempre vivo nei nostri cuori e il tuo ricordo ci aiuterà e ci allieterà per sempre". Queste parole sono state accolte dallo scrosciante, commosso e prolungato applauso delle persone che hanno voluto dare l'estremo saluto al campione che se n'è andato sulle dune del deserto africano in quella che sarebbe stata comunque la sua ultima Dakar.

Durante l'omelia padre Airo' ha ricordato l'impegno sociale di Meoni, la sua volonta' di fare del bene senza mai esporsi troppo e la continua ricerca della verita'. Poi il ricordo di padre Buresti, l'amico frate con il quale aveva fondato l'associazione "solidarieta' in buone mani" per aiutare i bambini dell'America Latina e dell'Africa. "Nell'ultima confessione - ha detto padre Buresti - ho parlato a lungo con Fabrizio ed al termine, invece di dargli la penitenza gli ho detto: fai in modo che ad ogni giro del motore corrisponda un'opera di generosita"'. Quando la bara è uscita dalla Chiesa portata a spalle dagli amici motociclisti un lungo applauso ha salutato per l'ultima volta l'uomo e il campione. Poi il breve tragitto fino al cimitero di Castiglion Fiorentino fra due ali di folla commossa assiepata dietro le moto dei centauri aretini schierati quasi a rendere "onore all'amico". Mentre davanti all'abitazione di Fabrizio Meoni, sopra un mazzo di fiori, qualcuno ha scritto: "Ciao gigante buono, il paradiso non poteva aspettare".


In lutto la tappa delle due ruote, auto e camion con il foulard nero

Dakar, omaggio a Meoni
oggi le moto non corrono
Shock per il secondo incidente mortale in due giorni
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KIFFA (MAURITANIA) - I motociclisti della Dakar hanno deciso di annullare la tappa odierna, da Kiffa e Bamako, in omaggio al pilota italiano Fabrizio Meoni, morto ieri durante la gara. Le moto e saranno portate a Bamako in aereo, mentre le auto e i camion gareggeranno regolarmente, ma con un foulard nero in segno di lutto.

Prima di Meoni, un incidente aveva ucciso lo spagnolo Jose Manuel Perez. La tappa successiva si era svolta regolarmente e la moto del pilota spagnolo era stata simbolicamente condotta al traguardo dal suo meccanico.

Meoni è caduto al chilometro 184 della tappa tra Atar e Kiffa. La dinamica dell' incidente non è ancora chiara. In un primo momento, si era parlato di arresto cardiaco. In seguito, è stato accertato che il pilota si è rotto l' osso del collo nella caduta, morendo sul colpo. Al momento dell' incidente Meoni, che aveva vinto la Dakar due volte, nel 2001 e nel 2002, era secondo in classifica generale, staccato di 9 minuti dal compagno di squadra della Ktm, Cyril Desprès. Appresa la notizia della morte di Meoni, il pilota francese è crollato in ginocchio, in lacrime. Un altro compagno di squadra e rivale storico di Meoni, il tre volte vincitore della Dakar Richard Sainct, era morto a settembre durante il Rally dei Faraoni.

Saputo della morte di Meoni, la vedova di Sainct, Pascale, ha preso un aereo ed è venuta in Italia per stare vicina a Elena, la moglie di Fabrizio. La salma del campione è attesa in Italia nel pomeriggio.

Le due straordinarie vittorie nel rally Dakar sono del 2001 e del 2002. Questi i suoi successi più importanti:

1988 - campione italiano juniores enduro 250cc

1990 - vince il Rally Incas

1992 - vince la TransItalia Marathon (è 12mo alla Parigi-Dakar)

1994 - arriva terzo alla Parigi-Dakar

1995 - arriva quarto alla Parigi-Dakar

1996 - vince il Desert Cannonball

1997 - vince il rally di Tunisia

1998 - vince il rally d'Egitto (è secondo alla Parigi-Dakar)

1999 - vince il rally d'Egitto e il rally del Dubai

2000 - vince il rally di Tunisia, il Master Rally, il rally d'Egitto e conquista la coppa de mondo Tout Terrain

2001 - vince i rally d'Egitto e Tunisia e la Parigi-Dakar

2002 - vince la Parigi-Dakar

2003 - vince il rally di Tunisia ed è terzo nella Dakar.