Si
equivalgono. Un'occasione
così capita
una volta nella vita"
La
carica di Lippi alla
vigilia "Vincerà
chi ha più
fame"
E sul suo futuro dice:
"Non vado al
Manchester United"
DUISBURG,
08.07.06 - Alla finale
della Coppa del mondo
come a un banchetto
di nozze. "Domani
a Berlino ci aspetta
una tavola imbandita,
tra le cose che fanno
sì che si mangi
più degli altri
ci sono l'organizzazione,
le qualità
tecniche e altre cose
ancora, ma conta anche
la fame dei giocatori".
E' un Marcello Lippi
gourmet quello che
si presenta ai giornalisti
a Casa Azzurri per
raccontare le ultime
impressioni prima
della sfida con la
Francia che vale il
Mondiale.
"Se
analizziamo noi e
loro - spiega - credo
che quanto a qualità
dei calciatori e capacità
di organizzazione
i valori si equivalgano.
Quindi alla fine la
differenza la fa chi
ha più fame".
Il ct non lo dice
apertamente, ma domani
sera si aspetta una
Nazionale che assomiglia
molto al Totò
di "Miseria e
nobiltà".
Giocatori insaziabili
dopo un digiuno che
dura da troppo tempo,
vogliosi di ingozzarsi
di gol e vittoria
come il conte De Curtis
con gli spaghetti
che nasconde nelle
tasche.
La
stessa fame Lippi
è convinto
di non trovarla nei
nostri avversari.
"Le sensazioni
di questa vigilia
- spiega ancora l'allenatore
azzurro - sono buone,
noi arriviamo a questa
finale con dei giocatori
che hanno conquistato
per la prima volta,
con merito e fortuna,
la possibilità
di alzare la Coppa
del mondo, mentre
dall'altra parte ci
sono giocatori che
hanno già vinto,
sia un Mondiale che
un Europeo. I nostri
a livello di Nazionale
non hanno ancora vinto
nulla, la loro fame
va misurata con questo".