Collina,
addio al calcio italiano
"Senza fiducia
è inutile andare
avanti"
In
seguito al caso nato
dalla sua firma con
la Opel, lo
stesso sponsor del
Milan, Pierluigi
Collina non arbitrerà
più nel campionato
italiano: "Dopo
ventotto anni ho deciso
di rassegnare le dimissioni
dall' Aia - ha
detto - Non posso
evitare di farlo.
Per me non sarebbe
un problema arbitrare
in B, ma senza fiducia
nell'arbitro è
inutile andare avanti.
Lanese? Del contratto
sapeva tutto, mi disse:
'Bravo, auguri'".
La telenovela Collina
si chiude dunque nel
modo più amaro.
Il fischietto viareggino
era stato "sospeso"
dall' Aia in seguito
al conflitto di interessi
creatosi dopo la sua
firma con la Opel,
lo stesso sponsor
del Milan. L' arbitro,
che secondo quanto
dichiarato dai vertici
Aia avrebbe infranto
una regola dell' organismo
(non avvertendo il
presidente Lanese
della firma) era stato
poi sospeso ed escluso
dalle gare di serie
A. Ma ora è
lo stesso Collina,
a cui lo scorso giugno
era stata data una
proroga per evitare
il ritiro per sopraggiunto
limite di età,
ad annunciare il suo
addio al calcio italiano,
nel corso di una drammatica
conferenza stampa.
L'
arbitro votato più
volte come il migliore
del mondo ha soltanto
letto un comunicato,
in cui ha spiegato
le sue verità
sulla questione: "Ho
dormito meno la scorsa
notte rispetto a quella
della vigilia della
finale del Mondiale",
ha esordito Collina,
che era accompagnato
dalla moglie Gianna.
Il fischietto viareggino
ha, tra l'altro, spiegato
che, in merito al
contratto firmato
con la Opel, il presidente
degli arbitri Tullio
Lanese "sapeva
tutto. Al termine
del colloquio avuto
con lui mi disse 'complimenti,
bravo e auguri'. "I
commissari Can
Bergamo e Pairetto,
che ne erano stati
messi al corrente,
non sarebbero rimasti
nel ruolo nella stagione
2005/2006, perciò
ho ritenuto giusto
informare direttamente
il presidente Lanese,
mostrandogli l' intera
presentazione della
campagna. La mia volonta'
di cercare di rispettare
sempre e comunque
le regole mi ha portato
però a commettere
un errore di valutazione.
Per non voler dare
l' impressione di
voler scavalcare in
qualche modo il presidente
Lanese, nel corso
di due colloqui che
ho avuto con il presidente
Carraro, non
gli ho fatto cenno
alla mia partecipazione
alla campagna pubblicitaria...Provo
grande imbarazzo per
avergli risposto due
volte no agli incarichi
prestigiosi che mi
aveva propostoLa scelta
per me non è
tra denaro e passione,
ma l' ho fatta per
il rispetto delle
regole. Io devo mantenere
questo contratto con
la Opel per il rispetto
delle regole, anche
se mi potrebbe costare
tantissimo, però
voglio dire che a
questa professione
di arbitro ci tengo
moltissimo. Ho preso
questa decisione dopo
28 anni di servizio,
alla fine abbiamo
perso tutti".
Collina ha inoltre
aggiunto che anche
nelle passate campagne
pubblicitarie da lui
compiute, non aveva
avuto autorizzazioni
scritte. "Per
me - ha aggiunto
Collina - non sarebbe
un problema arbitrare
una stagione intera
in B", ma
ha specificato che
il problema è
"se si crede
o no negli arbitri.
Se non ci crediamo
dobbiamo domandarci
perchè. Senza
fiducia nell' arbitro
è inutile andare
avanti",
ha concluso con voce
rotta dall' emozione.
Ora,
per Collina, torna
più che mai
d' attualità
l' ipotesi Premier
League. Già
nei mesi passati,
quando la Figc non
aveva ancora deciso
se concedere o no
la deroga al fischietto,
la lega inglese gli
aveva offerto un contratto
principesco per andare
ad arbitrare oltremanica.
Con le dimissioni
dall' Aia, che con
tutta probabilità
significano anche
dover mettere da parte
l' ipotesi designatore,
la possibilità
di un esodo in Inghilterra
diventa quanto mai
realistica.