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CONSIGLIO STATO: TUTTE LE SENTENZE EMESSE

ROMA - Messina in serie A, Torres e Gela in serie C1. Niente da fare per tutte le altre squadre.

Ecco il quadro definitivo delle sentenze emesse dalla Sesta Sezione del Consiglio di Stato:
Figc contro Messina: ricorso respinto, Messina in serie A
Gela contro Figc: accolto ricorso, Gela in serie C1
Torres contro Figc: accolto ricorso, Torres in serie C1
Torino (serie A) contro Figc: ricorso respinto
Perugia (serie B) contro Figc: ricorso respinto
Salernitana (serie B) contro Figc: ricorso respinto
Bologna (serie B) contro Messina: ricorso respinto
Verona (serie B) contro Ascoli: ricorso inammissibile
Napoli (serie C1) contro Messina: ricorso respinto
Napoli (serie C1) contro Vicenza: ricorso respinto
Napoli (serie C1) contro Pescara: ricorso respinto
Spal (serie C1) contro Figc: ricorso respinto
Benevento (serie C1) contro Figc: ricorso respinto
Imolese (serie C2) contro Figc: ricorso respinto
Rosetana (serie C2) contro Figc: ricorso respinto

CONSIGLIO STATO: PARADISO MESSINA, INFERNO TORINO

In paradiso Messina, Gela e Torres. Nel baratro Torino, Perugia, Salernitana. In serie C1 saltano Benevento, Spal, in C2 Imolese, Rosetana: questo l'esito delle sentenze emesse nel pomeriggio dalla Sesta Sezione del Consiglio di Stato. Sono stati inoltre respinti i ricorsi presentati dal Napoli contro il Messina, il Pescara e il Vicenza; quelli del Bologna contro il Messina, mentre quello del Verona contro l'Ascoli e' stato ritenuto inammissibile.

Il Consiglio di Stato insomma ha confermato la sentenza del Tar del Lazio sul caso Messina, e accolto due altri ricorsi: quelli del Gela e della Torres. Il Cs ha in sostanza confermato tutte le altre sentenze della giustizia sportiva, che erano uscite rafforzate dal Tar. Ha in qualche modo vinto la linea dura avviata dalla Figc nei mesi scorsi. Tra i grandi sconfitti della giornata ci sono anche il Bologna di Gazzoni e il Napoli di De Laurentiis, i cui ricorsi si inserivano nella logica del ripescaggio delle due squadre nelle categorie superiori.

''Il Messina vuole recuperare la Coppa Italia dalla quale era stata estromessa, ma vuole anche recuperare immagine e credibilita'. Abbiamo ottenuto due salvezze in pochi mesi, ma che stress, stavolta...'', e' stato l'immediato commento del presidente peloritano Franza, al termine di una giornata ricca di tensione. E davanti a Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, immensa e' stata la gioia dello sparuto ma coraggioso gruppetto di tifosi giunti nella Capitale.

E gioia di spessore autentico e' stata quella della delegazione del Gela, vista la valenza della lotta messa in piedi dal sindaco Crocetta: ''La sentenza dimostra che in questo Paese si possono vincere battaglie democratiche senza occupare stazioni, incendiare cassonetti, disturbare la legalita', nel rispetto delle regole democratiche'', ma soprattutto, come ha voluto sottolineare il legale del Gela, Alfredo Galasso: ''Sarebbe stato davvero grave se fosse un simbolo come il Gela, cioé una citta' che ha costretto la mafia a cedere la societa' calcistica, che ha costretto imprenditori con patrimonio sequestrato a lasciare il calcio della citta'''.

Vittoria antimafia, quindi per Galasso, da sempre in prima linea nelle battaglie contro Cosa Nostra in Sicilia.

Esce sconfitto, ben cinque gradi di giustizia, anche il Perugia di Gaucci: ora a grifoni e Salernitana si apre la strada del Lodo Petrucci. In C1 per la squadra di Aliberti e quella di Gaucci. Lodo Petrucci anche per il nuovo Torino, che spera di ripartire dalla serie B.

GENOA: IL TRIBUNALE ORDINA LA SOSPENSIONE DEI CALENDARI

Affermazione della propria giurisdizione, verosimiglianza dei diritti vantati e pericolo nel ritardo: sono questi i pilastri giuridici dell' ordinanza adottata dal giudice genovese Alvaro Vigotti che, accogliendo il ricorso dei legali del Genoa, ha stabilito che la Figc sospenda ogni decisione in ordine all' inquadramento delle squadre nelle diverse categorie e alla formazione dei calendari per la prossima stagione calcistica.

Per Vigotti, dunque, l' esame del ricorso presentato in via d' urgenza dai legali del Genoa ''induce - scrive il giudice - a ritenere sussistente il fumus boni iuris (appunto, la verosimiglianza del buon diritto vantato) in riferimento alla dedotta violazione da parte degli organi di giustizia sportiva dei principi posti dall' ordinamento statale in materia di utilizzabilita' delle intercettazioni telefoniche e ambientali in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte e di imparzialita' del giudice, con conseguente lesione, a danno dei ricorrenti, di diritti costituzionalmente protetti''.

''Il pericolo nel ritardo - scrive il giudice nell' ordinanza - sussiste in riferimento al grave pregiudizio d' immagine e economico in senso stretto che deriverebbe ai ricorrenti qualora la decisione degli organi della giustizia sportiva dovesse trovare attuazione specie con l' esclusione della squadra dal prossimo campionato di serie A''. Questo, secondo il giudice, e' il ''pregiudizio imminente e irreparabile, non solo dal punto di vista economico ma anche in riferimento all' interesse del Genoa di realizzare gli scopi sportivi e spettacolari che ne costituiscono l' oggetto sociale'' che giustifica il ricorso all' art. 700.

L' imminenza della data fissata dal Consiglio federale della Figc per l' inquadramento delle societa' di calcio nei vari campionati e per l' organizzazione del prossimo campionato di calcio (inizialmente fissata per giovedi' 11), scrive ancora il giudice, ''determina la necessita' di provvedere immediatamente'', e quindi appunto 'inaudita altera parte'.

Ma il nodo centrale della ordinanza del giudice Vigotti e' quella che determina la giurisdizione. Scrive il giudice: ''La rilevanza dei diritti che si affermano lesi, la natura privatistica degli atti che si affermano lesivi di tali diritti e degli organi da cui tali atti sono stati posti in essere e, infine, l' assenza di norme di legge che riservino alla giurisdizione esclusiva del Tribunale amministrativo regionale la giurisdizione di questa materia fanno ritenere sussistente la giurisdizione del giudice ordinario''. Un punto fermo, questo, posto dal giudice nel caso che Lega o Figc lo ritengano non 'naturale'.

Fin qui il giudice, che ha fissato l' udienza del contraddittorio per il 16 agosto, giorno in cui Lega e Figc compariranno davanti a Vigotti e discuteranno la causa. Sara' giornata campale: in quella sede, il giudice potrebbe stabilire che il Genoa vada iscritto nel campionato di serie A. La palla potrebbe poi passare al giudice di merito.

I tempi rischiano quindi di allungarsi, ben oltre la data di inizio del campionato stabilita per il 28 agosto (ovvero tra 19 giorni). Quindi, a questo punto, la parola non puo' che tornare alla Figc.