CALCIO
Dopo
il Crollo in Champions
League
Juventini e interisti,
stessa rabbia
Come
siamo ridotti noialtri
interisti. Per definizione
stiamo nel club delle
grandi, ma ci stiamo
con lanimo degli
intrusi. Perché
delle piccole in realtà
abbiamo la forma mentis:
come loro resistiamo
alle delusioni, come
loro consideriamo
la vittoria uneccezione
e come loro, tanto
per dirne unaltra,
ci trattano gli arbitri.
Chi continua a metterci
in mano gelati che
regolarmente ci si
squagliano in mano
prima di avergli potuto
dare una leccata non
ha capito che per
come lo intendiamo
noi il calcio è
pane e salame.
Caro Moratti, è
a lei che mi rivolgo.
Forse non ci crederà
ma gli interisti ne
hanno le tasche piene
dei fenomeni. Gli
interisti hanno voglia
di giocatori normali
e se possibile dal
nome sfigato (e quindi
italiano). Soprattutto,
però, hanno
voglia di storie in
cui potersi identificare.
Noi, caro Presidente,
avremmo tanta voglia
di tifare per quel
ragazzino che ci scassava
i vetri a pallonate
nel cortile di casa
e che perdonavamo
solo ed esclusivamente
perché indosso
aveva la maglia nerazzurra.
Sbagliamo? E allora
mi dica la verità,
Signor Moratti. Non
viene anche a lei
il dubbio che se martedì
in campo ci fosse
stato quel ragazzino
avremmo fatto una
figura migliore? Alessandro
Montanari
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Vincere
il campionato con
un distacco di punti
enorme, non ha senso
se poi il prezzo da
pagare è leliminazione
in Champions. Fabio
Capello, allenatore
numero uno, aveva
(e spero avrà)
una sola mission:
la Coppa. Labbiamo
fallita per il secondo
anno di fila. La partita
di ieri era lesatta
copia delle ultime
quattro-cinque partite
che ho visto giocare
alla Juve: senza rabbia
agonistica e... ...senza
lucidità quando
si superava la metà
campo. Stanchi? Panchina
corta? Mala gestione
della rosa? Sono interrogativi
da cacadubbi e dei
quali non me ne frega
niente. Il tifoso
vuole solo i risultati.
Paga per vedere vincere
la Juve, non per vederla
franare tutte le volte
in Europa. Fischi
ingenerosi? No, no
e ancora no. Quindi
Moggi se ne stia zitto
invece di fare lindispettito:
pensi a costruire
una squadra solida
e vincente in Europa.
Il campionato è
un optional: se per
un anno arriviamo
secondi o anche terzi
ma vincendo questa
stramaledetta Champions,
nessun tifoso se la
prende. Ma se dobbiamo
maramaldeggiare in
Italia per poi essere
umiliati in Europa,
certo che partono
i fischi.
Vincere campionato
e Coppa non si può.
Una squadra tarata
per vincere in Italia,
è una squadra
che non vincerà
mai in Europa. È
come la guida a destra
o la guida a sinistra.
È come il sistema
metrico decimale o
il sistema inglese
dei piedi.
Il Milan di Sacchi
vinceva molto in Europa
e poco in Italia.
Il Milan di Capello
vinceva in Italia
ma non in Europa.
La Juve questi problemi
non li ha avuti perché
ha sempre vinto in
Italia senza mai aprire
un ciclo di vittorie
in Europa. Lo dico
con lamaro in
bocca: non potremo
definirci una Grande
del calcio fintanto
che vinceremo solo
in Italia. Ecco perché
noi tifosi abbiamo
fischiato e fischieremo.
Gianluigi
Paragone