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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Opinioni

Natale 2004

Dedico questo brano scaturito dalle viscere della mia fantasia a tutte le persone che mi amano.


Dicembre 2004, Santo Domingo, Rep.Dom.

Dedico questo brano scaturito dalle viscere della mia fantasia a tutte le persone che mi amano.
Prima di tutto, alla mia famiglia, la cosa piú importante della mia vita.
A mia madre, a mio padre, a mia sorella Alba. Ai miei fratellini Priscilla e Pierpaolo.
Lo dedico alla mia compagna, Jessica, alla sua pazienza, al suo amore spesso troppo grande per uno come me.
Agli amici, senza i quali non potrei mai stare.
Ai lettori del " Corriere d' Italia" .
Agli Italiani che risiedono nella Repubblica Domenicana, e a tutti gli altri ovunque essi siano nel mondo.
Alla voglia di vivere che non mi abbandona mai, alle risate, alle strette di mano, alle bevute in compagnia.
A ció che é bello, pulito, onesto.

Alla libertá di poter essere anche senza avere.

Tanti auguri a tutti voi, di Buon Natale e Felice 2005!
Che si avverino tutti i vostri sogni, e se tutti non é possibile... almeno il piú importante per voi.

Vi voglio bene, Ricky Filosa


NATALE 2004


- Scusa, ma non lo sai che ormai il Natale é alle porte? - l' uomo restava in silenzio, senza parlare.
Il ragazzo allora prese una sigaretta con il filtro che sembrava essere fatto d' oro, se la mise in bocca, la accese, poi si spostó, si fece piú vicino all' uomo, e gli disse ancora:
- Ehi, hai capito? Il Natale é giá qui! - ma l' uomo non ne voleva sapere di rispondere, o di alzare la testa, che teneva china, a guardare verso il basso. Nella sua schiena curva c' era tutto il peso di una vita passata a camminare giornate intere senza mai avere in testa una destinazione, di partenze una dopo l ' altra senza arrivare mai da nessuna parte, di notti trascorse al gelo con qualche scatola di cartone e qualche vecchio giornale come unica protezione contro il freddo; di speranze che se n ' erano andate ormai anni fa, lasciando il posto soltanto alla solitudine, alla sofferenza, all' indifferenza verso il mondo che l' uomo covava dentro.
- Tieni , ti ho portato questo- e cosí dicendo il ragazzo si inginocchió per poter essere all' altezza del viso dell' uomo, un po' come si fa quando si vuole parlare ai bambini, e tese la mano chiusa verso di lui. Il fumo della sua sigaretta sapeva a buono, a cose lontane, a spazi immensi senza confine.
Solo allora l' uomo, spinto dalla curiositá e dalla necessitá, o forse da chissá quale altra forza, decise di aprire gli occhi che aveva sempre tenuto semichiusi, di alzare un po' lo sguardo per cercare la mano di colui che aveva di fronte.
Con voce debole e rauca, chiese
- Cos'é?
- Un regalo.
- Per me?
- Sí, per te.
Il ragazzo era molto sicuro di sé, mentre l' uomo non sapeva che cosa pensare, se essere contento o preoccupato.
- Ma... perché?- chiese ancora.
- Perché é Natale!- sorrise il ragazzo, e la sua voce dava all' uomo un senso di calore e tepore, come quando d' inverno ci si mette vicino al caminetto, al calore del fuoco vivo, e subito si sta meglio. Gli scoppiettii della legna che brucia, sono il sottofondo naturale perfetto. - E anche perché te lo meriti, piú di altri.- aggiunse.
L' uomo continuava a non capire , pero' la sola presenza del ragazzo lo faceva sentire bene , e questa sensazione era vera, reale, e valeva per questo spendere ancora qualche minuto del suo tempo senza orari per capire che stava succedendo.
-Boh, non capisco... - l' uomo sembrava intontito adesso, - É Natale anche per me? - il tono della voce era piú sollevato, sempre molto sorpreso, ma non eccitato. Era una sorpresa ancora soffocata da pagliuzze di incredulitá.
- Certamente! - esclamó il ragazzo - Il Natale é per tutti! É di tutti! Per il mondo intero, e anche di piú! Anche per te!
-Ma io non ho mai avuto un Natale!
Il volto del ragazzo per un attimo si coprí di un velo impercettibile di tristezza, che volle togliersi subito di dosso per sostituirlo con un sorriso sereno e luminoso, tanto da dare luce anche agli occhi dell' uomo, che erano spenti da un ' eternitá. Stava ancora inginocchiato, la sua mano ancora chiusa occupava il centro della distanza fra i loro due corpi, quando si rivolse dritto all' uomo e gli disse pacato:
-Quest' anno anche tu avrai un Natale, fratello, tutto tuo. Anche tu. - e cosí dicendo, tenendo la sua sigaretta dal filtro dorato fra le labbra, che sembrava non dargli nessun fastidio, aprí la mano fino ad allora tenuta chiusa, scoprendo un rosario. Ma non uno qualunque. Infatti, invece delle palline di plastica o di legno, come quelle di cui sono fatti i comuni rosari, c' erano dei diamanti, grandi come piselli, tenuti l' uno accanto all' altro da un filo d' oro, di al massimo un millimetro di diametro, molto flessibile, quasi come fosse una cordicella. Delle incisioni finissime e precisissime intarsiate nell' oro, nel seppur piccolissimo spazio di un millimetro, davano un riflesso ai diamanti, che si aggiungeva a quello naturale e splendentissimo dei diamanti stessi, e facevano sembrare quell' oggetto qualcosa di piú che prezioso. Qualcosa di divino.
La croce era di cristallo, ma comunque interamente incastonata da diamanti, ordinati secondo la grandezza; dalle quattro punte della croce partivano piccolissimi, e la loro grandezza aumentava fino a raggiungere l' incrocio degli assi , dove vi era il diamante piú grande. L' uomo pensó che volesse rappresentare il cuore di Dio, la sua bontá immensa e incondizionata, l' amore universale che ci ha salvati, " morendo in sacrificio per noi".

Adesso non sapeva davvero che cosa dire. Nel suo volto reso chiaro dal bagliore di tutti quei diamanti, si alternarono espressioni confuse di gioia e stupore, e smorfie che deformarono per un attimo il suo viso facendolo sembrare addirittura di un' altra persona. Poi piano piano i muscoli della faccia tornarono a distendersi, e l' uomo lentamente lasció uscire con una sbuffata l' aria che era rimasta compressa nei suoi polmoni fino a quel momento, che non era riuscito a liberare per colpa del gorgo di emozioni in cui era stato trascinato per istanti che sembrarono a lui lunghissimi.
Il ragazzo lasció che l' uomo si riprendesse completamente, e che la sua respirazione tornasse al ritmo normale. Poi, approfittó del silenzio che c' era fra loro due per dare qualche informazione in piú a colui che aveva di fronte:
- Il Rosario- cominció- é considerato la preghiera perfetta, perché a lui é legata la maestuosa storia della salvezza dell' uomo. Con il rosario infatti, meditiamo sui misteri della passione, del dolore e della gloria di Gesú e Maria. - Aveva assunto mentre parlava un tono serio, come quando si tratta qualcosa di piú che importante.- É una preghiera semplice,- continuó con gli occhi accesi- umile come Maria, la Madre di Dio. É una preghiera che possiamo fare con lei, e con l' Ave Maria la invitiamo a pregare per noi. La Vergine concede sempre ció che le viene chiesto. Unendo la sua preghiera alla nostra, la rende piú forte, molto piú potente, giacché Maria sempre riceve ció che chiede, Gesú non dice mai no a ció che sua madre gli chiede.

L' uomo rimase ad ascoltare attento, molto piú calmo di prima. Poi si mosse un po' di lato, sembro' barcollare un momento nello spazio che lo circondava, e poi si diresse ancora al ragazzo, guardandolo nei suoi occhi azzurri come il cielo d' estate quando non c'é una nuvola.
-Perché mi dici queste cose?- adesso era moscio, come si stesse spegnendo.
-Perché é giusto! Mi sono stancato di firmare ordini, contratti, riunioni su riunioni, montagne di parole. Non sono abituato a lavorare cosí. Io devo dare amore, ne ho tanto da dare! Ho deciso di prendermi cura di chi veramente ha piú bisogno, in prima persona, da uomo a uomo, per l ' eternitá. Non ci saranno piú bambini con la pancia gonfia d' aria; malinconici drogati collassati su qualche panchina di qualche stazione; sono stanco delle guerre, del terrorismo e del fanatismo religioso. La religione non é guerra, odio, disordine; ma pace, amore, ordine e fede. Voglio farmi vedere, sentire; il mondo ha bisogno di ricordarsi di me!
Il ragazzo mentre parlava, sembrava quasi stesse crescendo di statura.
- Questo rosario é per te. É il tuo regalo di Natale da parte mia. Sappilo usare, perché in lui é racchiuso tutto l' amore di Maria. Conservalo gelosamente. Noi ci rivedremo presto...
E con queste parole, il ragazzo accarezzó l'uomo sulla testa, poi prese il suo viso con la barba dura di almeno quattro giorni fra le mani, lo guardó negli occhi e gli disse:
- Io ti benedico. - e lo bació sulla fronte.

Tiró la sigaretta ormai consumata a terra, poi si giró e date le spalle all' uomo, cominció a camminare piano, verso una nebbia che si fece sempre piú densa, fino a che lo avvolse completamente e il ragazzo sparí.

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L' uomo stiró i muscoli della schiena e del collo. Era duro dormire sul freddo marmo delle panchine della stazione, ma almeno poteva cercare rifugio dall' inverno che lo tormentava. Si strofinó gli occhi con i pugni, come per cercare di scacciare l' ultimo sonno dalle palpebre, poi ebbe un sussulto improvviso, si bloccó un istante e subito dopo si mise le mani al collo, come stesse cercando qualcosa, chissá cosa. Non trovó ció che voleva trovare, e cosí si frugó le tasche bucate dei pantaloni, forse piú per abitudine che per altra cosa. Ancora nulla. Provó a guardare meglio fra le sue povere cianfrusaglie, fra le scatole di cartone, fra gli avanzi della cena di ieri, a sua volta avanzata chissá da chi e trovata nella spazzatura. Nulla. Incominció con gli occhi ad ampliare il suo campo visivo, stando attendo a non perdersi nemmeno un pezzo di pavimento, nemmeno un angolo dove ció che stava cercando poteva essere finito accidentalmente.

Continuó ad annaspare e ad impazzire nella sua ricerca, e quando incominciava giá ad arrendersi e a sentirsi stanco, scorse qualcosa davanti a lui che luccicava. Guardó meglio, ed era il filtro d' oro di una sigaretta consumata ma ancora accesa.

Il fumo non sembrava dargli nessun fastidio, anzi sapeva a buono, a cose lontane, a spazi immensi senza confine.....

Da " I miei personaggi " inedito di Ricky Filosa