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Il PaSTONE
di Ermanno FILOSA
 
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Non c'è nulla di meglio che immaginare altri mondi per dimenticare quanto sia doloroso quello in cui viviamo. Almeno così pensavo allora. Non avevo ancora capito che, ad immaginar altri mondi, si finisce per cambiare anche questo...

da "Baudolino" - di Umberto Eco

31.05.2004

Il presidente della Fiat riposa nel cimitero di Villar Perosa

In 50 mila per l'ultimo saluto a Umberto Agnelli. La moglie Allegra e i figli Anna e Andrea hanno accolto l'omaggio dei torinesi. Tante le personalità in visita al feretro.

TORINO - Sono venuti da tutta Italia le decine di migliaia di persone che si sono recate nella Camera ardente presso il Centro Storico Fiat per l'ultimo saluto al presidente della Fiat.
La vedova Allegra e i figli Anna e Andrea hanno stretto la mano a tutti: politici, imprenditori e sportivi, ma soprattutto gente comune, che hanno voluto onorare il presidente della Fiat.
La bara, coperta da peonie bianche, è stata collocata in una specie di nicchia ricavata, con drappi di tela chiarissima, nell'enorme salone principale del Centro Storico Fiat. A fianco, in prima fila, i parenti più stretti. I funerali si sono svolti alle 18 in forma privata a Villar Perosa. Poi il feretro è stato tumulato: Umberto Agnelli riposa da oggi nella cappella di famiglia del piccolo cimitero di Villar Perosa, il paese della Val Chisone, terra di origine della famiglia.

CAMERA ARDENTE - Dalle 8 alle 17 sono state 50 mila le persone in pellegrinaggio nella camera ardente. Prima, visibilmente commossa, è stata donna Allegra. Vicino i figli Anna e Andrea, quindi la sorella di Umberto, Maria Sole, Pio Teodorani Fabbri e il figlio Edoardo, Ilaria e Samaritana Rattazzi. E poi ancora Lapo e John Elkann, Franzo Grande Stevens, il presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, il sindaco Sergio Chiamparino, la presidente della Provincia Mercedes Bresso.
In mattinata, poco dopo le 10.30, è giunto il presidente di Rcs, Cesare Romiti. Poi per tutto il giorno è stato un vero e proprio pellegrinaggio di autorità e comuni cittadini. Tra gli altri il ministro Antonio Marzano, il presidente del Senato Pera, Sergio e Andrea Pininfarina, il cardinal Poletto, Paolo Cantarella, Enrico Salza, il direttore de La Stampa Marcello Sorgi assieme a Jas Gawronski, Franco De Benedetti, Gabriele Galateri di Genola, il capitano della Juventus negli anni Settanta Beppe Furino. Poi tutta la squadra della Juventus. A guidare la delegazione bianconera l'amministratore delegato Antonio Giraudo, il vice presidente Roberto Bettega. Con i bianconeri anche l'ex allenatore Marcello Lippi e l'allenatore della nazionale Giovanni Trapattoni.
Il presidente di Confindustria e Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, è tornato nel pomeriggio alla Camera ardente del Centro storico Fiat. È stato un momento toccante: Montezemolo ha abbracciato i figli del presidente della Fiat, Andrea e Anna, e, in modo molto affettuoso, la vedova, Allegra Caracciolo.
Intorno alle 16,30, concluso il congresso di Forza Italia, è arrivato anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il premier è entrato nel Centro Storico Fiat accompagnato da un applauso delle persone che si trovano di fronte all'ingresso.


30 MAG - Sono state 'le condizioni mutate derivanti dalle decisioni assunte dal Cda' ad indurre Giuseppe Morchio a dimettersi. L'ex amministratore delegato di Fiat lo spiega in una nota, spiegando che le dimissioni 'hanno effetto immediato'. Morchio esprime 'rammarico per non poter essere piu' parte del piano di rilancio del Gruppo che ha elaborato, portandolo fuori dall'emergenza e ai primi risultati positivi'. Il Cda ha nominato Montezemolo presidente e John Elkann vice.

Congresso di FI: il duro attacco del ministro dell'Economia
"Romano Prodi? Un misto tra Zelig e un Visitor". Per Giulio Tremonti, il presidente della Commissione Ue ha "tradito il giuramento fatto a Strasburgo"

ASSAGO - "Sabato passato alla convention dell'Ulivo ha fatto la sua apparizione uno strano personaggio: un misto tra Zelig e un Visitor. Chi era? Romano Prodi". Inizia così, con un lungo e duro attacco al presidente della Commissione Europea, l'intervento del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al Congresso di Forza Italia. Un intervento la cui linea guida è ancora concentrata sulle critiche a Prodi colpevole, inoltre, di "aver tradito il giuramento fatto a Strasburgo". "Prodi di sabato scorso - ha infatti sottolineato Tremonti - è lo stesso che giurò come presidente della Commissione assicurando che per tutto il mandato sarebbe stato completamente indipendente nell'esercizio dei suoi poteri e autonomo rispetto a questioni politiche interne. Ha violato dunque il giuramento, ma io lo difendo perché quello era un falso giuramento grazie ad una postilla. Prodi - ha ricordato Tremonti - aveva infatti detto che si sarebbe comportato come "amicus curiae". Tutto il rispetto alla curia, ma io diffido di chi si definisce amico di essa...". Secondo Tremonti, inoltre, la Commissione Ue guidata da Prodi "ha fatto chilometri di regole" ma non ha fatto niente per la crescita, "si èoccupata di passaporti per i furetti...avete presente un furetto? - ha detto ai congressisti - e un furetto con il passaporto?".

CONFINDUSTRIA - Giulio Tremonti, dal palco del congresso di Forza Italia, esprime "una riserva" al discorso di insediamento di Luca Montezemolo alla guida di Confindustria: "Non possiamo pensare di replicare le illusioni degli anni '90, che non sono stati l'età dell'oro, ma l'età in cui sono nate le crisi italiane. Siamo d'accordo sul fatto che bisogna fare sistema con uno spirito unitario, ma bisogna farlo con mezzi diversi: non più con l'assistenzialismo. Alitalia docet".

LA SINISTRA - "Alla sinistra non chiedo un mea culpa, ma che sia meno faziosa". Giulio Tremonti risponde, nel suo intervento, a tutte le accuse dell'opposizione sulla politica economica del governo. Il ministro dell'Economia comincia dalle accuse sui mancati controlli nel cambio lira-euro. "Solo bugie - dice - è mancata l'intelligenza e la prudenza" nell'organizzare il passaggio della moneta, anche se "gli operatori hanno fatto prezzi a modo loro": "Il primo a porre la questione - continua - è stato proprio il presidente Berlusconi".

BILANCIO EUROPEO - Il ministro dell'Economia dopo un riferimento al bilancio europeo ("Diremo no se penalizzerà il Meridione"), parla delle addizionali introdotte dai comuni e delle regioni "per far fronte ai tagli della sinistra o all'onda anomala della riforma Bindi": "Noi le addizionali le abbiamo congelate" nota Tremonti. Poi un accenno alla concorrenza della Cina: "Chi vi parla è colui che per la prima volta ha posto la questione della Cina in termini critici e non euforici".

DETASSAZIONE - Un meccanismo di detassazione "sul tipo dell'otto per mille" anche per il terzo settore. È la proposta lanciata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti dal congresso di Forza Italia. "Ci sono quattro milioni di cittadini che lavorano nel terzo settore: evidentemente quello che lo Stato sociale concede in termini di orari e pensioni, i cittadini lo restituiscono come impegno liberamente scelto. Ed è questo impegno che noi vogliamo sostenere".

Tensione negli Stati Uniti: l'Fbi a caccia di sette
sospetti terroristi


L'Fbi ne è convinta. Al Qaeda sta progettando un attentato negli Stati Uniti per i prossimi mesi. Per questo motivo gli investigatori hanno lanciato una gigantesca caccia all'uomo nel paese: cercano sette persone (sei uomini e una donna) legati in qualche modo ad al Qaeda e sospettati di essere coinvolti nella preparazione dell'attacco. "Abbiamo bisogno dell'aiuto della gente" ha detto il direttore dell'Fbi Robert Mueller. "Se avete visto queste persone nel vostro quartiere o se sapete di qualcuno che li sta aiutando a nascondersi, riferitelo subito ai nostri agenti", ha aggiunto. Il procuratore generale John Ashcroft ha chiesto agli americani di procedere comunque normalmente
con la loro routine ed eventuali piani per le vacanze. Né Ashcroft né Mueller sanno quale potrebbe essere l'obiettivo dell'attacco.

DR. ANVERSA: GENIALE ITALIANO ALL'ESTERO.!!!
STAMINALI: REGREDISCE IN TOPI INFARTO INCOMPATIBILE CON VITA

ITALIA. 28 MAG - Sono stati riparati, nei topi, i danni pesantissimi provocati da un infarto cosi' grave da essere fatale e incompatibile con la vita. Risvegliate da un cocktail di fattori di crescita, le cellule bambine del cuore sono state mobilitate e spostate dove il danno era piu' grave. E' l'ultima frontiera delle ricerche sulle cellule staminali cardiache, presentata oggi a Roma, all'Accademia dei Lincei, dal pioniere degli studi in questo campo, Piero Anversa, direttore dell'Istituto per le ricerche cardiovascolari del New York Medical College. ''Nei topi trattati con i fattori di crescita la gravita' dell'infarto e' regredita dal 63% al 23%'', ha detto Anversa. ''Il tessuto del cuore si rigenera - ha aggiunto - e i grandi danni prodotti da un infarto grave vengono ridotti a danni di piccola entita'. Gli animali colpiti dall'infarto che sarebbero altrimenti morti non muoiono piu'''. La tecnica utilizzata e' simile a quella annunciata nel novembre scorso dallo stesso ricercatore. In quel caso cuori di topi anziani erano stati ringiovaniti risvegliando le cellule staminali e facendole spostare nei punti in cui il tessuto risentiva di piu' dei danni provocati dall'invecchiamento. Da molti anni negli Stati Uniti, Anversa e' ottimista sul futuro impiego delle cellule staminali salva-cuore. ''Ma - precisa - io non sono un clinico e i miei lavori sono tutti a livello sperimentale''. Ad occuparsi di sperimentare sull'uomo queste nuove tecniche sara' molto probabilmente la Divisione di Cardiologia dell'universita' di Louisville, con la quale Anversa ha una stretta collaborazione.

Mani Pulite secondo Berlusconi

Arriva Mani Pulite - il film: un documentario di 85 minuti che propone una rilettura dell'inchiesta anticorruzione condotta in Italia negli anni novanta, realizzato a partire da materiale di repertorio e da 34 interviste con i principali protagonisti dell'epoca. Il film è statu realizzato da Andrea Pamparana, vicedirettore del telegiornale di Canale 5 - di proprietà di Berlusconi. Sarà
distribuito attraverso i "canali" di Berlusconi: venduto in dvd insieme al settimanale Panorama e poi trasmesso su una rete Mediaset.

Fai come la Nasa : avrai aria pulita in casa !!!

Lacche e colle di mobili, detersivi, inchiostri, monitor, fotocopiatrici, cui si aggiungono inquinanti provenienti dall'esterno. E non basta aprire le finestre per migliorare la qualità dell'aria: entrano altri veleni. Che alcuni vegetali da interni hanno invece la capacità di trasformare. Ecco quali sono e quali sono le loro particolarità.

Anche chi non è completamente convinto di cimentarsi nel giardinaggio indoor sarà forse spronato dai risultati di una recente ricerca firmata Nasa durata sette anni. All'ente spaziale americano, studiando il modo di purificare dagli agenti inquinanti le navette in orbita, hanno scoperto che alcune piante oltre all'anidride carbonica assorbono fino al 50% di formaldeide, benzolo, benzene, tricloroetilene, monossido di carbonio, xilene, toulene e fumo aleggianti nell'aria.

Sono i Voc (composti organici volatili), come li chiamano gli esperti, responsabili della "sindrome da casa malata". I sintomi: mal di testa, stanchezza, senso di confusione e nausea, cui va aggiunta la sensibilizzazione delle mucose e l'aggravamento delle forme allergiche.
Come ricorda Giuliano Bressa, docente di tossicologia ambientale all'Università di Padova nel suo libro Abitare una casa sana (Toxicology edizioni), si trascorrono fino a 22 ore su 24 in ambienti chiusi (abitazioni, uffici, scuole) dove il minor volume di diluizione dell'aria implica una maggiore concentrazione di inquinanti.

L'ORGANO BERSAGLIO
L'organo bersaglio principale è ovviamente il polmone, visto che la maggior parte degli inquinanti indoor si presenta sotto forma di gas o particolato, che inalati possono interagire con il sistema immunitario inducendo lo sviluppo di varie forme patologiche. Inoltre le sostanze successivamente assorbite nel sangue, come il piombo e l'ossido di carbonio, possono provocare effetti dannosi ad altri organi e tessuti.
I Voc esalano da lacche e colle utilizzate per la fabbricazione di mobili, detersivi, inchiostri, monitor e fotocopiatrici cui si aggiungono inquinanti provenienti dall'esterno. Sempre meno persone, infatti, possono pensare di aprire le finestre per migliorare la qualità dell'aria. Con quella nuova entra nelle stanze un po' di ossigeno in più, ma anche molti veleni. Che alcune piante hanno la capacità di trasformare.

QUALI SCEGLIERE
Sono specie da appartamento fortunatamente facili da coltivare e poco costose i cui prodigiosi e salubri effetti hanno sorpreso gli stessi ricercatori. L'abbattimento di CO2 espirata dagli astronauti, così, è passato in secondo piano e un team di chimici botanici ha messo alla prova le piante campione anche nelle abitazioni e negli uffici. Fortunatamente le piante purificatrici hanno dimostrato di funzionare bene a terra quanto nello spazio.

FOTOSINTESI CLOROFILLIANA
Ma come fanno? La fotosintesi clorofilliana è un fenomeno più complesso di quello che possiamo immaginare. La pianta apre gli stomi (piccole bocche sulle foglie) per mangiare assorbendo l'aria circostante. Al suo interno trova anidirde carbonica e numerosi altri composti allo stato gassoso. Della prima fissa il carbonio per liberare ossigeno. Delle altre spesso non sa cosa fare e le reimmette tali e quali. A meno che la pianta non sia corredata di enzimi e batteri, cosiddetti metilotrofi, capaci di trasformare diversi composti gassosi. O di determinate proteine che non riconoscendo bene una molecola la assorbono comunque e la scompongono, liberando particelle volatili innocue per la salute. Ci sono batteri, per esempio, che idrossilano il benzene automaticamente, così come il nostro organismo è in grado di eliminare e scomporre tossine.

I PRINCIPALI INQUINANTI
Tratto da Abitare una casa sana (Toxicology edizioni)

MATERIALI ISOLANTI amianto, fibre di vetro
VERNICI composti di metalli, solventi organici
TRUCIOLATI E COMPENSATI formaldeide, solventi organici
IMPIANTI DI COMBUSTIONE ossido di carbonio, ossido di azoto, residui carboniosi
PRODOTTI IGIENICI PER USO DOMESTICO fluorocarburi, ammoniaca, cloro, alcool, acetone
FUMO DI TABACCO ossido di carbonio, acido cianidrico, ossido d'azoto, benzopirene, formaldeide, acroleina, cadmio
VEICOLI idrocarburi, ossido di carbonio, ossido d'azoto, ozono, amianto, residui carboniosi
EMISSIONI INDUSTRIALI E RISCALDAMENTO DOMESTICO ossido di carbonio, metalli pesanti, composti organici volatili, ossido d'azoto, anidride solforosa
SUOLO gas radon


RICCHI DI DOLORE!!!!

Dalla prematura scomparsa del padre Edorado e della madre Virginia Bourbon del Monte fino alla tragica morte del figlio Giovannino, l'erede designato, a soli 33 anni, e al suicidio del nipote Edoardo, il figlio di Gianni.

La morte di Umberto Agnelli è solo l'ultimo dei dolori che hanno colpito la più grande famiglia imprenditoriale italiana. Poco più di 15 mesi fa, il 24 gennaio 2003, moriva a Torino, a 81 anni, l'avvocato Giovanni Agnelli per un tumore che lo aveva aggredito alcuni mesi prima e contro il quale aveva combattuto sottoponendosi a cure sia in Italia che negli Stati Uniti.

L'ADDIO ALL'AVVOCATO
L'annuncio della malattia dell'Avvocato era arrivato nel maggio del 2002, quando lui stesso aveva detto che non avrebbepotuto essere presente all'assemblea degli azionisti, "per la prima volta in sessanta anni", negli Stati Uniti per cure. Daquel momento era stato uno stillicidio di notizie, indiscrezioni, smentite.

Giovanni Agnelli sempre meno presente sulla scena, apparve per l'ultima volta in pubblico, nel settembre 2002, quando nella Bolla del Lingotto incontrò il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione dell'inaugurazione della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli.

Poi solo voci fino al decesso avvenuto il 24 gennaio 2003, lo stesso giorno della riunione dell'accomandita, che doveva nominare presidente Umberto.

LA COMMOZIONE DI TORINO
Seguirono due giornate di grande commozione: Torino aveva perso il suo re e, come per ogni sovrano che si rispetti, l'omaggio della città fu grande, immenso. Decine di migliaia di persone salirono sulla pista del Lingotto per l'ultimo saluto all'Avvocato nella Camera ardente allestita nella Pinacoteca e moltissimi seguirono i funerali in Duomo, celebrati alla presenza delle massime autorità dello Stato.

I GRANDI DOLORI DELLA FAMIGLIA
Ma la stessa vita dell'Avvocato era stata contraddistinta da grandi dolori: il 14 luglio 1935, a soli 14 anni, perse il padre Edoardo, il "principe ereditario", morto in un incidente aereo; dieci anni dopo, nel novembre 1945, morì la madre Virginia Bourbon del Monte in un incidente automobilistico. Poi i dolori più recenti per l'Avvocato e per gli Agnelli: di una rara forma di cancro allo stomaco morì ad appena 33 anni colui che era già stato designato come erede dell'impero Fiat: Giovanni Alberto Agnelli, figlio primogenito di Umberto e nipote di Gianni.

LA SCOMPARSA DI GIOVANNINO. IL SUICIDIO DI EDOARDO
E' lo stesso Giovanni Alberto ad annunciare con un'intervista al quotidiano La Stampa, nell'aprile del 1997, la sua imminente paternità, dopo il matrimonio con l'americana Avery Howe, e la sua malattia che lo ha colpito e che lo porterà in America per cure.

Il 13 dicembre, però, due mesi dopo essere diventato papà di Virginia Asia, Giovanni Alberto morì. Le disgrazie per la famiglia non sembrano avere fine: il 15 novembre 2000, Edoardo, il figlio primogenito dell'Avvocato, si tolse la vita lanciandosi da un viadotto.

LA CRISI FIAT
E mentre la famiglia subiva questi pesanti dolori anche la Fiat attraversava un difficile momento: erano in molti, dopo la scomparsa dell'Avvocato, a chiedersi che cosa ne sarebbe stato del gruppo torinese. Con l'arrivo del nuovo management, del piano Morchio, del nuovo amministratore delegato dell'auto Demel, del lancio di nuovi modelli che incontrarono il favore del pubblico, negli ultimi mesi le cose per Fiat cominciano a volgere lentamente al meglio.

E, come ha spesso ripetuto l'amministratore delegato Giuseppe Morchio, il 2004 e 2005 dovrebbero essere gli anni della svolta per una Fiat, ancora una volta, guidata da un Agnelli. Umberto, infatti, raccolta l'eredità del fratello, riafferma in più occasioni l'impegno della famiglia.

L'EPILOGO
Ma la notizia, riportata l'8 maggio dal quotidiano britannico Financial Times, secondo la quale anche a Umberto Agnelli è stato diagnosticato un tumore, un linfoma, sembra riproporre un ineludibile destino per la grande dinastia degli Agnelli.
Le prime notizie parlano di una malattia curabile ma già il 12 maggio Umberto è costretto a disertare l'assemblea dei soci. Cala, quindi, un velo di silenzio sulle sue condizioni di salute che si aggravano improvvisamente negli ultimi giorni fino al tragico epilogo di questa notte.

L'AVVOCATO E IL DOTTORE
Ritratto dei due fratelli, così diversi, così uguali

Umberto Agnelli, il Dottore, non era affatto l'ombra dell'Avvocato. Gianni diceva di lui: "E' concreto e disciplinato nella gestione e ha più qualitàcostruttive di me. Siamo complementari nella prudenza, nelle decisioni e nella valutazione delle persone".

Guido Gerosa, 'fiatologo' dell'Europeo, assegna a ognuno dei due delle funzioni precise: Gianni era il protagonista delle grandi trattative e della diplomazia a largo raggio; Umberto il risolutore dei casi delicati, il teorico del futuro, quello che aveva in mano il timone e non mollava mai.

dalla mondanità, aveva uno stile di vita piu' riservato anche se non rinunciava a tenere rapporti internazionali di alto livello soprattutto se utili al gruppo e al Paese. Nel lavoro Gianni era più individualista, mentre Umberto preferiva il gioco di squadra.

L'ALPINO UMBERTO, IL CAVALIERE GIANNI
Le due biografie hanno profonde differenze e molti punti in comune. Gianni aveva fatto il militare in un'arma aristocratica, la cavalleria; Umberto negli alpini.

Tutti e due frequentarono la Facoltà di Legge e furono presidenti della Juventus, erano appassionati di sci, di vela e Umberto anche di golf. Tutti e due apprezzavano l'arte moderna e leggevano libri di saggistica, Gianni più storia e politica, Umberto preferiva l'economia. Entrambi sposarono una Caracciolo: Allegra, moglie di Umberto, è cugina di Marella, moglie di Gianni.

TRA FANFANI E LA MALFA
In politica, come riassume Giuseppe Turani, "fra il pragmatismo di Fanfani e i sogni di Ugo La Malfa, Umberto sceglie il primo, Gianni va a colazione con il secondo".

Nei momenti più duri Umberto accetta di farsi da parte, ma non esita a ributtarsi nella mischia se necessario per il bene della Fiat. Lascia la gestione dell'azienda per dieci anni, ma quando alla morte di Gianni la famiglia gli chiede di assumerne le redini, non ha alcuna esitazione e si lancia con entusiasmo e coraggio in quella che sara' la sua ultima avventura.

IL FINANZIERE E IL MANAGER
Da quando, nel 1971, Umberto diventa amministratore delegato della Fiat e affianca il fratello, i ruoli appaiono definiti e, come osserva Cesare Roccati, nasce un vero e proprio gioco delle parti: Gianni il finanziere, Umberto il manager, uno la colomba, l'altro il falco. A Gianni toccano gli annunci positivi, le aperture di progresso, a Umberto le decisioni difficili, i tagli drastici.

PADRE E FIGLIO
Susanna Agnelli ha raccontato che Umberto si sentiva il figlio di Gianni. D'altra parte, quando, a distanza di dieci anni dalla scomparsa del padre Edoardo, anche la madre, Virginia Bourbon del Monte, nel 1945, muore in un incidente d'auto, Umberto ha undici anni e Gianni ventiquattro. "C'e', come in tutti i legami padre-figlio - ha detto Susanna a Enzo Biagi - un rapporto insieme di amore e di odio. Umberto lo ammira, gli è devoto, ma pensa che non abbia fatto abbastanza per lui. E Gianni si tormenta per il timore di non avergli dedicato tutte le possibili attenzioni. Non e' un vincolo fraterno, ma di dipendenza".

L'ARISTOCRATICO E IL GRANDE BORGHESE
L'Avvocato era un aristocratico: affascinante, brillante, aveva il culto del rigore e della forma, ammirava il successo e la vitalità, era amante della velocità, delle corse su auto di lusso e delle fughe a bordo del suo veliero.

Umberto era un grande borghese: marito e padre di famiglia tradizionale, per niente attratto


Per nascondere la propria incapacita' l' alibi del fallito e' la sfortuna. (CONFUCIO)


La fine delle guerre

Piu' che una fine della guerra
vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre.
(Franklin Delano Roosevelt )


Lo sai chi ha inventato il primo computer ?

Se lo chiedono in molti ultimamente. Sembra a causa di alcuni banner di Google che circolano in svariati siti.
Visto questo interesse ve lo diciamo noi chi ha inventato il primo computer.
ll Primo computer è stato inventato dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale. Lo scopo di questa macchina era quello di decifrare i messaggi segreti dei tedeschi. Pare che le decifrazioni di questo arcaico computer furono determinanti per la vittoria finale.

Questo calcolatore a valvole era denominato Colossus e smentisce tutti coloro che credono che fu l`ENIAC, costruito dagli americani nel 1946, il primo computer della STORIA.

La matematica spiega perché la musica suscita emozioni

E' stato dissolto dall'implacabile scure della matematica il segreto nascosto sotto la magia delle emozioni in musica: sono certe caratteristiche tecniche associate a ciascun brano a far affiorare in chi l'ascolta determinate emozioni, almeno secondo quanto dedotto dallo psicologo Emery Schubert dell'università del New South Wales in Australia.
Le emozioni suscitate dalle note di un brano, dalla felicità alla tristezza, dalla sensazione di briosità a quella di vero e proprio fremito, o semplicemente la noia, sembrano potersi ricondurre al fragore, al temperamento del brano stesso e, in minor misura, al suo ritmo. Si tratta del primo studio che esamina matematicamente l'impatto della musica sulle emozioni, spiega Schubert in un articolo in via di pubblicazione sulla rivista Music Perception.
La felicità all'ascolto per esempio, sostiene lo psicologo, cresce al crescere dell'altezza dei suoni e del numero di strumenti usati per produrre la musica. Le sue conclusioni derivano da un esperimento musicale su un campione di 67 persone. Queste dovevano ascoltare quattro diversi brani. Ogni volta che la musica suscitava in loro emozioni, gli ascoltatori dovevano muovere un mouse e indicare sullo schermo di un computer quale fosse l'emozione suscitata tra la gamma riportata sullo schermo stesso. Il tutto avveniva sotto l'occhio dello psicologo, mentre il computer registrava secondo dopo secondo ogni mossa dell'ascoltatore, mettendola in relazione con le proprietà della musica nell'istante stesso in cui il mouse era in movimento. Ma niente paura, rassicura lo psicologo, nessun musicista potrà essere, almeno per ora, tanto furbo da rubare la "formula matematica" vincente per comporre musica col potere di manipolare le nostre emozioni. Queste affiorano solo per complesse interazioni tra la musica e chi l'ascolta, anche se la ricerca evidenzia che certi parametri musicali permettono di fare previsioni parziali sulle emozioni che essa susciterà. Esiste insomma la possibilità, conclude lo psicologo, di localizzare e quantificare le emozioni in musica con discreta precisione sulla base di parametri tecnici.

Pillole di bellezza - Un decolleté da urlo

Il seno e' collegato al muscolo pettorale soltanto da legamenti ancorati alla clavicola. Si trova come in sospeso quindi costantemente minacciato dalla forza di gravita'.
Il primo reggiseno naturale e' la pelle che lo avvolge completamente. Più la pelle e' tonificata più il seno risulta sodo e senza cedimenti. Per questo motivo dobbiamo prestargli le stesse attenzioni che adottiamo per il nostro viso: esfoliare, e nutrire la pelle. Proteggerlo dai raggi UV anche in città, per evitare quelle sgradevoli macchie, e fagli una maschera un paio di volte alla settimana.
Per non compromettere la fermezza dei tessuti la prima cosa da evitare sono i dimagrimenti troppo rapidi, i bagni troppo caldi, e gli sport violenti.
In commercio esistono molti prodotti ad hoc per il seno, ma sicuramente l'acqua fredda e' un elemento fondamentale in quanto procura un'immediata vasocostrizione dei capillari con risultati rassodanti immediati.
Molti prodotti ad esempio provocano un immediato effetto lifting perché applicati sul seno, lasciano sulla pelle una sottile patina di sostanze astringenti che rivitalizzano e migliorano la grana della pelle e la compattezza dei tessuti.
Per la cura quotidiana del seno, un gel o una crema con la texture leggera, saranno ideali, molto facili da applicare, verranno applicate sul seno la mattina e la sera.
Dopo una dieta dimagrante, se il seno ha perso tono, oltre alla crema o al gel, bisogna eseguire un trattamento "intensivo", come ad esempio con le garze imbevute di prodotto specifico, da usare una o due volte la settimana.
Anche per il seno si possono trovare prodotti a base di estratti vegetali: per rassodare sono indicati quelli a base di soia o di luppolo, mentre per rivitalizzare e elasticizzate la pelle, ideali sono quelle a base di menta e di ginko biloba.
Non dimentichiamo che i prodotti per il seno e il decolleté oltre ad idratare, prevengono i segni di aridità, che compaiono sulle parti precocemente.
Alcuni semplice ed efficaci sistemi da fare nel proprio bagno:
Docce di acqua fredda effetto push-up
descrivere un otto utilizzando lo spruzzo doccia della vasca, prestando però attenzione a non dirigere il getto sui capezzoli.
Impacco S.O.S.
aggiungere al ghiaccio tritato del succo di limone e delle foglie di menta tritate, metterlo in una pezzuola e applicarla sul seno.
Un peeling delicato
Strofinare il seno con lenti movimenti circolari, evitando sempre la zona dei capezzoli, con un guanto di spugna imbevuto di latte freddo e argilla ventilata.
Aiutiamolo anche a tavola
legumi e cereali sono ricchi di fitoestrogeni che rassodano e nutrono a pelle. Da recenti studi è emerso chela soia riduce notevolmente il rischio di tumore al seno.
E allora, pronte? …un due tre: petto in fuori!
VI ASPETTO TUTTE SULLE SPIAGGE DI BAVARO........SANTO DOMINGO !!!!!



MAGGIO 2004