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Il PaSTONE
di Ermanno FILOSA
 
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Non c'è nulla di meglio che immaginare altri mondi per dimenticare quanto sia doloroso quello in cui viviamo. Almeno così pensavo allora. Non avevo ancora capito che, ad immaginar altri mondi, si finisce per cambiare anche questo...

da "Baudolino" - di Umberto Eco

30.09.2004


La Cassazione: la dipendenza non è una "colpa grave" è un "disvalore sociale" che non giustifica la detenzione

Tossicodipendenti, no all'arresto purché non siano spacciatori

Il caso di un uomo finito in carcere per possesso di droga in una zona di spaccio, poi assolto perché l'eroina era per uso personale

ROMA - Niente carcere per i tossicodipendenti, purché non siano spacciatori. Al massimo si possono multare, ma non è legittimo arrestarli perché la dipendenza dalla droga non è una "colpa grave". Lo sottolinea la Cassazione affermando che "il mero stato di tossicodipendenza, pur costituendo illecito amministrativo in caso di importazione, acquisto o detenzione illecita di sostanze stupefacenti per uso personale, non può da solo dare causa al provvedimento privativo della libertà personale".

Il caso che ha portato la Suprema Corte a stabilire questo principio, è quello di Antonio G., un tossicodipendente di Nocera Inferiore arrestato perché trovato in possesso di tre bustine di eroina mentre camminava in una zona "che era ritrovo abituale di spacciatori e drogati". L'uomo fu incarcerato e detenuto dal 20 dicembre 2001 al 31 maggio 2002, e in seguito venne assolto dall'accusa di essere uno spacciatore perché l'eroina era per uso personale.

Contro l'ingiusta carcerazione - dopo la totale assoluzione - Antonio (38 anni) ha fatto ricorso per ottenere l'indennizzo previsto a favore di chi viene privato della libertà senza validi motivi. Ma la Corte di Appello di Salerno ha negato il risarcimento sostenendo che il suo stato di tossico, unito alle frequentazioni e al ritrovamento di dosi di eroina addosso, aveva giustificato il suo arresto.

Contro questa decisione Antonio si è rivolto alla Cassazione protestando perché "lo stato di tossicodipendenza non può legittimare l'arresto, equiparandosi così il tossicodipendente allo spacciatore". E la Suprema Corte ha condiviso il suo punto di vista dicendo, appunto, che la condizione di tossicodipendenza è un "disvalore sociale" ma non è un comportamento che giustifichi l'arresto.

I giudici di Piazza Cavour fanno un esempio: quello del tossicodipendente che "venga trovato nella propria abitazione con una o due dosi di stupefacente". "E' evidente - dice la Quarta sezione penale, sentenza 37664 - che sussistono i presupposti per ritenere l'illecito amministrativo, ma è da escludere che si possa ritenere una condotta gravemente colpevole che abbia causato l'applicazione di una misura cautelare quale la custodia in carcere o gli arresti domiciliari".

Tuttavia all'uomo, la Suprema Corte ha - a sua volta - negato il risarcimento per ingiusta detenzione in quanto la circostanza che lui fosse stato trovato con più bustine di eroina in una zona di spaccio (condotta "altamente imprudente", dice la Cassazione) poteva aver tratto in inganno il pm che dispose l'arresto. A chiare lettere, però, i supremi giudici sottolineano che "il mero stato di tossicodipendenza non può considerarsi una colpa grave" e non può essere "una causa di esclusione del diritto alla riparazione per l'ingiusta detenzione".

Per il commissario della Cri, i loro nomi erano su una lista che proveniva da uffici dei servizi segreti americani
La verità di Scelli sulle ragazze "Rapite perché considerate spie"
Mussi annuncia un'interrogazione parlamentare urgente
"Il governo risponda: chi ha dato a chi la lista, e perché"

ROMA - Simona Pari e Simona Torretta sono state rapite perché erano ritenute delle spie. E i loro nomi, così come anche quelli di Enzo Baldoni e del suo autista Ghareeb, comparivano in una lista dei servizi segreti statunitensi. E' quel che dice il commissario straordinario della Croce Rossa, Maurizio Scelli, ospite di Porta a porta. Affermazioni "enormi", commenta subito il vicepresidente della Camera, Fabio Mussi, che chiede chiarimenti al governo su questa storia ed annuncia un'interrogazione parlamentare.

"Venivano considerate spie - ha detto - in quanto i loro nomi comparivano in una lista che pare provenisse da uffici dei servizi segreti americani, e che le individuavano, secondo gli iracheni, come elementi di spionaggio. In qualche modo le due ragazze si collegavano a Baldoni e Ghareeb".

Scelli si sofferma anche sulla "figura misteriosa", così la definisce, dell'autista-interprete di Enzo Baldoni, sulla quale, afferma, "restano molti dubbi": il freelance, della cui morte si è avuta notizia il 27 agosto, "si fidava tanto di Garheeb, che invece veniva indicato come una spia palestinese che in qualche modo lavorava anche per gli israeliani. La sua morte - dice Scelli - sembra una esecuzione, quasi fosse un testimone scomodo".

A Baldoni e Ghareeb, in qualche modo, si collegavano le due ragazze italiane. Almeno, continua Scelli, nelle convinzioni dei sequestratori. I nomi di Simona Pari e Simona Torretta "comparivano in una lista che pare provenisse da uffici dei servizi segreti Usa - spiega il commissario straordinario della Cri - e che le individuavano, secondo gli iracheni, come elementi di spionaggio".

Proprio questo argomento sarebbe stato, continua Scelli, oggetto di alcuni interrogatori ai quali i rapitori hanno sottoposto le ragazze. Ma sarebbe stata la mobilitazione attivata in loro favore a rafforzare, nei sequestratori, la certezza che davvero lavorassero esclusivamente come volontarie. Fra l'altro, poco prima dell'incontro con le ragazze liberate, il collaboratore di Scelli, Navar, sarebbe stato invitato dagli intermediari a giurare sul Corano che le due italiane non erano spie.

Dichiarazioni che non potevano sortire una reazione immediata. Come quella di Fabio Mussi: "Il dottor Scelli ha detto in tv una cosa enorme", afferma il vicepresidente della Camera. "E' vero? - si domanda Mussi - e chi ha dato a chi quella lista? Chi è il responsabile di omicidi e rapimenti di persone note per il loro impegno umanitario e pacifista? Il governo deve rispondere subito. Domani - conclude - sarà depositata un'interrogazione parlamentare a risposta urgente".

Lo sostiene uno dei consiglieri dei mediatori francesi. "E' tutto pronto". Ma gli Stati Uniti devono aprire un corridoio di sicurezza

I giornalisti francesi potrebbero essere liberi entro la settimana
Ieri la tv araba al Arabiya aveva citato un emissario che ha detto di aver incontrato gli ostaggi. Smentito da Parigi

PARIGI - A Parigi si alternano speranza e angoscia sulla sorte dei due giornalisti francesi rapiti ad agosto in Iraq. L'ultima indiscrezione apre di nuovo uno spiraglio: Christian Chesnot e Georges Malbrunot potrebbero essere liberati entro la fine della settimana, se le forze statunitensi aprissero un corridoio di sicurezza per garantire il loro rilascio.

A sostenerlo è Pierre Girard-Hautbout, consigliere di uno dei mediatori francesi, quel Philippe Brett che ha raccontato di aver visto i due ostaggi lunedì sera. "Adesso è tutto pronto - ha dichiarato Girard-Hautbout - per darvi il quadro della situazione, tutti sono già in macchina, le valigie sono state caricate, tutti aspettano che la strada sia sicura".

Ieri la tv araba Al Arabiya aveva citato Philippe Brett che da Bagdad aveva affermato di far parte di una delegazione francese che sta negoziando per la liberazione dei due giornalisti. Brett aveva anche detto di avere incontrato i due ostaggi e di aver raggiunto un accordo per la loro liberazione.

Ma dopo che già una prima volta la promessa liberazione degli ostaggi era andata a vuoto, i commenti ufficiali da parte francese sono sempre stati all'insegna della prudenza e della circospezione. Così nella tarda serata di ieri il ministero degli Esteri ha seccamente smentito la notizia, affermando di non essere a conoscenza di un accordo, né "di un emissario che abbia incontrato gli ostaggi".

CASO SIMONE

Re Abdallah, un mediatore dietro le quinte

«Non mi resta che dirmi felice - ha aggiunto re Abdallah - per una notizia fantastica e fare le mie congratulazioni all’Italia. Non poteva esserci niente di più bello in coincidenza della mia visita a Roma».

Ad un re che gioca la carta della riservatezza va perdonata qualche omissione se le radici risiedono nel ruolo istituzionale che ricopre. Ma che Abdallah di Giordania abbia giocato un ruolo di primo piano nella liberazione di Simona Torretta e Simona Pari è elemento che emerge con estrema chiarezza.

Non è un caso che il premier Silvio Berlusconi abbia sottolineato «il ruolo «particolarissimo svolto dai servizi segreti giordani». E molto si intravede dietro le parole del presidente Ciampi, che ricevendo al Quirinale il sovrano hashemita, ha voluto esprimere «la sua gratitudine e quella degli italiani per essersi adoperato per la liberaziobne delle due giovani donne».

Di indubbia importanza si è rivelata l’assistenza che le autorità giordane hanno dato al Sismi impegnato lungo più direttrici. Forse proprio ad Amman è stata trovata la chiave che ha portato prima alla individuazione del covo e poi alla fase della trattativa scelta in alternativa ad un blitz che avrebbe comportato non pochi rischi in un Paese, destabilizzato dalla guerra infinita, dove la criminalità comune non fa troppa fatica a saldarsi con le frange del terrorismo.

La Giordania è stata ed è ancora la grande porta sull’Iraq. I suoi agenti ne conoscono fin dai tempi di Saddam molti segreti. Monitorare le fazioni e le frange impazzite a Baghdad come altrove rientra negli schemi messi a punto per la sicurezza nazionale. Le voci che si raccolgono nell’entourage del potere giordano indicano che permanenti sono i contatti con la struttura tribale irachena che ancora ha capacità di esercitare un minimo di controllo sul territorio quale che siano le opzioni violente della lotta armata. Né mancano riferimenti tra i vertici militari del periodo della dittatura messi disinvoltamente in disparte, con un errore strategico, dagli Stati Uniti e che «riciclati» potrebbero dare ancora, nell’ottica di Amman, un contributo alla stabilità.

«Ci sono rapitori e rapitori» aveva indicato nella sua intervista re Abdallah lasciando intendere che le due volontarie italiane potevano essere finite nelle mani di un gruppo che puntava soprattutto a trarre vantaggi economici e non ad imporre con brutalità la propria matrice ideologica. All’intelligence giordana si deve, probabilmente, la capacità di avere individuato il vero scopo dei sequestratori e di avere fornito tutte le informazioni utili a stabilire un contatto prima che Simona Torretta e Simona Pari potessero essere cedute ai «partigiani» di Al Zawahiri o ad altri oltranzisti. In molti, più o meno legati aalla rete allestita da Al Qaida, avevano cercato attraverso i messaggi via Internet di proporsi indirettamente come interlocutori del commando che il 7 settembre aveva fatto irruzione nella sede di «Un ponte per...».

Attraverso la Giordania e i suoi «servizi» si è mosso l’Islam dei moderati che Abdallah - come ha ricordato Carlo Azeglio Ciampi - interpreta opponendosi ad un terrorismo che vuuole la guerra di religione. «Ci sono islamici estremisti che vogliono destabilizzare il mondo e ai quali ci dobbiamo opporre unendo le nostre forze» aveva dichiarato il sovrano hashemita poco prima del suo arrivo a Roma. Un modo per farlo - secondo la linea scelta da Amman - è «non restare passivi» di fronte alla minaccia che arriva di un estremismo che «non è da buoni musulmani».

Nel comunicato ufficiale, diramato dopo la visita del re giordano a Palazzo Chigi, i ringraziamenti del governo italiano indicano che parte dei colloqui sono stati dedicati proprio dedicati, nelle ore decisive, al caso delle due volontarie italiane.

Ma re Abdallah non si è proposto soltanto come artefice e portatore di buone notizie nel corso di una visita che forse non casualmente è coincisa con la liberazione di Simona Torrtetta e Simona Pari. La Giordania, che non può considerarsi al riparo di minacce di natura fondamentalista, intende avere un ruolo attivo nella lotta contro il terrorismo e contribuire alla stabilità di una regione che il conflitto israeliano-palestinese, non meno della destabilizzazione irachena, rende molto precaria.

Raggio laser contro aereo Usa

Un raggio laser di provenienza misteriosa ha raggiunto un aereo di linea americano provocando danni agli occhi di uno dei piloti.Lo rivela oggi il Washington Times, aggiungendo che la vicenda,avvenuta sopra Sal Lake City, nello Utah, il 22 settembre, e' al centro di indagini da parte della Tsa,l'agenzia federale che si occupa della sicurezza dei voli. Il pilota dell'aereo della Delta Airlines,secondo fonti interne,ha riportato una leggera ustione della retina, un danno non permanente.

Frutta secca: tanta energia, niente colesterolo

Noci, mandorle, pinoli, arachidi, pistacchi, ma anche fichi, prugne, albicocche, uva e datteri: alimenti importanti perché ricchi di fibre, proteine, vitamine B e E e sali minerali

Nonostante si trovi in commercio tutto l’anno, la frutta secca viene consumata soprattutto in quel ristretto periodo dell’anno che va da fine novembre a gennaio, specialmente durante le feste di Natale e Capodanno. Questa usanza probabilmente deriva dal fatto che fino a non molto tempo fa era considerata un bene di lusso da concedersi solo in occasioni particolari, e che era più difficile trovarla in commercio. Adesso che se ne conosce la ricchezza in sostanze nutritive, gli esperti di alimentazione ne consigliano il consumo in tutte le stagioni. Ricca di sali minerali, di vitamine e di grassi che combattono l’accumulo di colesterolo, è un alimento ideale per gli spuntini tra un pasto e l’altro come fonte di energia di pronto utilizzo. Ecco le mille virtù della frutta secca spiegate da Chiara Trombetti, dietista in Humanitas Gavazzeni.

Noci, fichi secchi ecc.

Mandorle, noci, fichi secchi. Nel parlare di frutta secca ci si riferisce genericamente alle sue varietà senza operare la dovuta distinzione tra quella a guscio, che comprende le noci, le nocciole, le mandorle, i pinoli, le arachidi e i pistacchi, e quella polposa disidratata tra cui i fichi, le prugne, le albicocche, l’uva passa e i datteri. Caratteristica comune a entrambi i tipi è quella di essere poveri d’acqua, anche se la frutta a guscio lo è naturalmente, mentre la polposa lo diventa in seguito ai trattamenti di disidratazione cui viene sottoposta. Grazie a questa proprietà la frutta secca può essere conservata per lunghi periodi e consumata anche fuori stagione. I due gruppi sono inoltre ricchi di fibre.

La frutta secca a guscio

Si tratta di un alimento decisamente ipercalorico. Viene definita frutta oleosa in virtù del suo alto contenuto in grassi che si trovano, però, sotto forma di acidi grassi insaturi e polinsaturi e svolgono un’azione benefica nel contrastare le cosiddette malattie del benessere, contribuendo ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e riducendo il rischio di aterosclerosi e di cardiopatie. Infatti, è priva di colesterolo. Recenti studi l’hanno riabilitata dal punto di vista nutrizionale e la sua povertà d’acqua la rende un cibo “concentrato” estremamente ricco di energie e di calorie. Le castagne sono ricche di amido e quindi, tra la frutta a guscio, le meno caloriche. Molto importante anche la frazione proteica che è intorno al 12 - 13 % per ogni cento grammi di alimento: pur non essendo proteine nobili come quelle della carne o del pesce, sono pur sempre importanti e rendono la frutta secca a guscio un alimento importante in un regime dietetico di tipo vegetariano. Ancora, è molto ricca di vitamina B ed E (di cui sono note le proprietà antiossidanti), anche se quest’ultima si denatura con i processi di tostatura, per cui sarebbe meglio consumare noci, nocciole ecc. non tostate. Essa inoltre è ricchissima di sali minerali come potassio, rame, fosforo, ferro e calcio. A maggior pregio della frutta secca a guscio bisogna dire che, oltre ad avere il guscio che naturalmente la protegge, di solito arriva da aree agricole dove non ci sono produzioni di tipo intensivo e dove quindi è basso l’uso di pesticidi e di concimi chimici. Uno studio molto recente ha evidenziato una relazione tra il consumo di grassi essenziali (polinsaturi e insaturi) e le prestazioni mentali dei bambini, in particolare per quel che riguarda la capacità di apprendimento, la soglia di attenzione e la resa scolastica. I grassi essenziali (linoleico e alfa linolenico) sono sostanze che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e che devono per questo essere introdotti con l’alimentazione. Anch’essi vengono distrutti dal calore, un buon motivo in più per non mangiare la frutta tostata.

La frutta secca polposa

Essa può essere lasciata a essiccare naturalmente al sole, o artificialmente in essiccatoi e tramite trattamento in forno. Il suo contenuto di grassi è bassissimo, se non assente. Si caratterizza per un alto contenuto di zuccheri e di fibre: si può dire che possiede i costituenti della frutta fresca in versione concentrata. Tra la frutta secca polposa i datteri sono una buona fonte di magnesio e potassio, l'albicocca è ricca di caroteni e di magnesio e l'uva passa di ferro, potassio e vitamina E.

Perché solo a Natale?

Nonostante sia questo il periodo dell’anno in cui il successo di questi gustosi alimenti conosce il suo picco massimo, sarebbe auspicabile che il loro uso si estendesse a tutto l’arco dell’anno, anche se l’alto contenuto di grassi ne consiglia sempre un consumo moderato. Trovare la frutta secca sui banchi del mercato non è un problema: è sempre in vendita. Bisogna però imparare a mangiarla: l’abitudine di sgranocchiarla dopo i pasti non è corretta perché, data la sua ricchezza in sostanze nutritive, essa appesantisce la digestione dando un surplus di calorie. Si dovrebbe consumare come colazione o come spuntino e soprattutto sarebbe ideale per gli sportivi, come fonte di energia di pronto utilizzo. Il fatto che questa frutta sia alla base di molti dolci tradizionali, come ad esempio il torrone e i croccanti, fa sì che esistano numerose e gustose ricette che ci permettono di mangiarla in tanti modi.

Un po’ di numeri

La frutta secca è molto calorica. Ogni 100 grammi di noce, per esempio, apportano 660 Kcal, 625 le nocciole, 642 il pistacchio, 542 le mandorle, 569 i pinoli, mentre tra i meno calorici abbiamo l’uvetta con 300 e i datteri con 253, i fichi con 242 e le prugne secche con 220. Dalle arachidi, le cui Kcal per 100 grammi sono 600, si ricava anche l’olio, dato il loro altissimo contenuto in lipidi.

Virtù e controindicazioni

In conclusione si può affermare che grazie al suo contenuto in grassi essenziali, proteine, vitamine, sali minerali, fibre e zuccheri, la frutta secca rappresenti un alimento di prim’ordine. Tutta la frutta secca è altamente digeribile quando consumata a colazione o come spuntino e, in virtù dell’alto contenuto in fibre, aiuta la funzionalità intestinale. Alcune varietà mostrano anche pregi che vanno oltre il valore nutrizionale. Le prugne secche, per esempio, hanno un’azione importantissima a livello dell’intestino perché essendo ricche di fibre sono ottime contro la stitichezza: si consiglia di bollirle nell’acqua e di consumarle insieme al liquido di cottura. Lo stesso discorso vale per i fichi e per l’uva passa. Le mandorle sono importanti anche nel campo dell’estetica perché l’olio di cui sono ricche è ottimo per combattere la secchezza della pelle e dei capelli.

Non per tutti

Non sempre però la frutta secca si rivela un alimento utilizzabile. Ci sono infatti categorie di persone che si devono astenere dal consumarla, per esempio chi soffra di problemi renali, chi segua regimi dietetici ipocalorici, i diabetici, che devono evitarla per l’alto contenuto di zuccheri. Anche chi è affetto dal morbo di Crhon in fase acuta, dalla rettocolite ulcerosa, o chi soffre di colite, malattie che impongono una dieta priva di fibre, si deve astenere dal consumarla.

Mangiar sano
Tutti i pregi della mela

Intestino, vescica, denti, gengive. E quant'altro. Sono tante le parti del nostro corpo sulle quali agiscono i benefici di questo frutto, disponibile in ogni mese dell'anno. Chiara Trombetti, dietista in Humanitas Gavazzeni, ci spiega come un mela al giorno...

E’ ricordata da tutti come il 'frutto proibito' del Paradiso Terrestre, ma in realtà è una tentazione che deve assolutamente essere gustata. E’ depurativa, diuretica, ricca di minerali, un vero toccasana per i denti, regola l’intestino e offre un aiuto per chi è a dieta. La stagione ideale per gustare mele di ottimo profumo e consistenza è l’autunno, ma, grazie ai moderni sistemi di conservazione, è oggi disponibile tutto l’anno. Vediamo quali sono i pregi di questo frutto con Chiara Trombetti, dietista in Humanitas Gavazzeni.

Come mai la mela è diuretica?

“La mela è costituita per l’87% di acqua e, grazie anche all’alta concentrazione di potassio, svolge una efficace azione diuretica. A differenza di fragole o ciliegie la sua azione è potente, ma dolce, quindi non provoca crisi depurative (con reazioni come orticaria o diarree) anche se gustata in quantità consistente”.

E per la dieta?

“La mela è ricca di cellulosa e di pectina, due sostanze che in un certo senso riempiono lo stomaco, quindi riesce a calmare i morsi della fame donando un senso di sazietà. Le sue calorie, inoltre, sono solo 45 per 100 g e questo la rende uno spuntino ideale per chi vuole mantenere il proprio peso forma o è a dieta”.

E per quanto riguarda l’intestino?

“La mela contiene fibre solubili e insolubili che regolano l’intestino contrastando problemi come la stitichezza (anche la più ostinata) o, a al contrario, la diarrea grazie alla presenza di tannino e alle pectine, che hanno proprietà astringente e protettiva. E’ per questo che i pediatri consigliano mele grattugiate nelle dissenterie infantili. Fra l’altro è l’unico frutto che, a differenza di tutti gli altri, non provoca fermentazioni intestinali e, quindi, fenomeni di gonfiore”.

Ma è vero che aiuta anche l’igiene dentale?

“Certamente. La masticazione giornaliera di una mela può essere di aiuto all’igiene dentale, perchè la sua polpa è consistente e fa in modo che i denti e la mandibola siano messi sotto pressione. L’attrito che viene a crearsi fra la polpa e i denti permette di rimuovere i residui di cibo svolgendo, quindi, un'azione antiplacca e anticarie. Il contenuto di acido ossalico, poi, pulisce i denti, li sbianca e massaggia le gengive”.

Quali altre proprietà possiede?

“La mela genera subito energia senza dare elevati rialzi glicemici, grazie alla componente zuccherina, al potassio e alla vitamina C che contiene. La presenza di vitamina PP, poi, fa sì che aiuti la regolazione della permeabilità dei capillari e dei vasi linfatici, prevenendo aterosclerosi e infarti. Inoltre, è ricca di flavonoidi (composti con elevata capacità antiossidante) che combattono la produzione di radicali liberi e, quindi, l’invecchiamento precoce. Nella polpa, infine, si trova anche il fitosterolo che contribuisce a bloccare l’assorbimento del colesterolo alimentare, abbassando nel sangue la quota di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo ‘cattivo’”.

Simona e Simona: "Ci hanno regalato il Corano"

Il primo giorno di libertà Simona Torretta fornisce qualche rivelazione sul sequestro che l'ha tenuta prigioniera per 21 giorni insieme alla collega e amica Simona Pari. "I rapitori non appartenevano a un gruppo politico ma si rifanno ai detti del profeta Maometto - ha detto la volontaria, che stasera parteciperà alla festa che si terrà in Campidoglio - Ci hanno spiegato i loro principi e manifestato molta fede". Svelato anche il contenuto della misteriosa scatola che la stessa Torretta aveva in mano nel video della liberazione trasmesso da Al Jazeera: "dieci volumi con la spiegazione e la traduzione del Corano in inglese", spiega Simona. Malgrado l'esperienza del rapimento il pensiero delle due volontarie è all'Iraq. Simona Torretta continuerà a fare la volontaria; e Simona Pari, scesa dalla sua casa di Rimini per parlare brevemente con i cronisti, ha dichiarato: "mi manca molto l’Iraq".

Nel frattempo il giallo sul pagamento del riscatto s'infittisce: mentre il ministro degli esteri Frattini ha negato di nuovo l'ipotesi di un pagamento per il rilascio delle due volontarie, il quotidiano "Al Rai Al Aam" insiste di aver ricevuto conferma dalle sue fonti che un riscatto sia stato pagato dalle autorità italiane. Duro l'intervendo del commissario della Croce Rossa Scelli: il discorso sul pagamento di un riscatto "è pericoloso per chi è ancora in Iraq".

Iraq, Al Jazeera: nuovo video sull'ostaggio britannico

Un nuovo video dell'ostaggio britannico, Kenneth Bigley, è stato messo in onda dalla tv del Qatar, Al Jazeera. Per la seconda volta Bigley implora il premier Blair di accettare le richieste dei rapitori (cioè la scarcerazione delle donne irachene detenute), confermando che non è nelle loro intenzioni ucciderlo. L'ostaggio aveva già lanciato un appello a Blair il 23 settembre. Il video filma Bigley incatenato mani e piedi, dietro le sbarre di una gabbia e con indosso un completo arancione. L'ingegnere inglese è stato rapito il 16 settembre dal gruppo che fa capo al terrorista giordano Al Zarqawi, che ha già rivendicato l'uccisione di due ostaggi americani, Armstrong e Hensley.

Ieri il sito web islamico Al Qalah, ha diffuso un altro messaggio, rivendicato dal gruppo di Al Zarqawi, che annuncia: "L'ostaggio britannico Bigley sarà liberato". Un messaggio che ha riacceso le speranze della famiglia dell'ingegnere britannico e che fa seguito alla promessa del presidente palestinese Yasser Arafat di "fare tutto il possibile" per convincere i rapitori a liberare Bigley.

Treni, multa di 25 euro a chi non oblitera il biglietto

Dal 1 ottobre chi salirà a bordo di un treno senza aver obliterato il biglietto dovrà pagare il prezzo del viagio più una multa di 25 euro. Per chi invece sale su un treno con un biglietto diverso dalla tipologia del treno scelto, pagherà la sanzione di 8 euro, oltre alla differenza di prezzo prevista. E' il caso del biglietto Intercity su un treno Eurostar o biglietto espresso per un Intercity. Per instaurare le nuove regole nel modo più "indolore" possibile, sarà a disposizione un mese di transizione in cui Trenitalia non applicherà le nuove sanzioni.

Asteroide Toutatis a settembre 2004

Gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory Near-Earth Orbiting Programme Office della NASA sostengono che il 29 settembre 2004 un asteroide lungo tre miglia eseguirà il passaggio più ravvicinato fra quelli che, secondo le previsioni, nei prossimi 30 anni effettuerà qualsiasi asteroide o cometa che passerà nei dintorni della Terra; essi prevedono che l’asteroide arriverà a meno di 963.000 miglia di distanza dalla Terra – un impatto mancato davvero per un soffio.

L’asteroide 4179 Toutatis ha preso il nome dall’omonimo dio celtico/gallico, ed è uno dei più grandi Asteroidi Potenzialmente Pericolosi (PAH) che si appropinqua al nostro pianeta seguendo un’Orbita Prossima alla Terra (NEO). Quando l’asteroide ogni 3,98 anni attraversa il sistema solare, i suoi passaggi in prossimità di Venere, della Terra e di Marte ne alterano costantemente la traiettoria. Il 31 ottobre del 2000 esso è passato a meno di 29 distanze lunari dalla Terra; il 29 settembre 2004 tali distanze saranno al massimo quattro.

Toutatis, fra l’altro, presenta una fra le più strane rotazioni mai osservate nel sistema solare. Invece di ruotare intorno ad un unico asse, come accade per i pianeti e per la stragrande maggioranza degli asteroidi, esso «ruzzola» in modo analogo a quello di un pallone da rugby quando ribalza. Con le sue tre miglia di lunghezza, nel caso entrasse in collisione con la Terra Toutatis costituirebbe un tremendo pericolo, anche se gli scienziati della NASA sostengono che un’eventualità del genere è alquanto remota; esso viaggia alla velocità di 20 miglia al secondo e, se impattasse in un oceano, scatenerebbe una «mega tsunami», ovvero una gigantesca onda di marea i cui effetti interesserebbero milioni di ettari di terre, distruggerebbe gli insediamenti costieri e forse ucciderebbe milioni di persone. Se impattasse sulla terraferma potrebbe annientare un’area grande quanto l’Europa e sollevare nell’atmosfera una quantità di polvere sufficiente a modificare il clima del pianeta, determinando una mini era glaciale che congelerebbe le coltivazioni, distruggerebbe la flora e renderebbe certa una carestia globale.

Fonte Ian Gurney
Office in love, passione e sesso al lavoro
Tutto è cominciato con uno sguardo indiscreto..
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Galeotta fu la scrivania. Mille occasioni per accendere la passione tra colleghi. E' l'ufficio la nuova frontiera del desiderio?

"Desideriamo ciò che vediamo ogni giorno", suggeriva un acuto dottor Lecter alla disorientata investigatrice Clarice nel film "Il silenzio degli innocenti". Trasportata in una realtà meno splatter e più rassicurante, la massima può spiegare un fenomeno sempre più diffuso: il flirt in ufficio. Un vero e proprio fenomeno di costume se, come sembra, il 38% dei lavoratori dipendenti ha una relazione con un/una collega. Un esercito di fidanzati e amanti, seduttori e sedotti, che si muove furtivo tra le scrivanie. Poche, infatti, sono le relazioni che escono alla luce del sole; la maggior parte nasce e vive in clandestinità, all'oscuro di mogli, mariti, colleghi e superiori. Alcune addirittura si consumano all'interno dell'azienda, complice la penombra di una sala-riunioni deserta, una permanenza fuori orario o anche solo una veloce pausa pranzo. Il motto di questi Arsenio Lupin del desiderio sembra essere: "from bedroom to boardroom". Non stupisce che ne sia nato anche un fenomeno editoriale, con libri come "Kamasutra in ufficio" che elargiscono consigli per un sesso sicuro, appagante e - perché no? - produttivo. Viva dunque la passione "col cartellino", ma con una cautela: verificate sempre che l'avance sia ricambiata

L'Ibm svela un prototipo da 36 mila miliardi di calcoli al secondo
Avrà applicazioni nelle industrie del petrolio e delle biotecnologie
La guerra dei supercomputer
Il Giappone si arrende agli Usa

NEW YORK - C'è una guerra sotterranea, tra Usa e Giappone, che si combatte a colpi di "teraflop". I flop (Floating point operations per second) sono un'unità di misura usata per calcolare la velocità dei computer, basandosi sul numero di operazioni che la macchina è in grado di compiere in un secondo. Dal 2002, il record di velocità era detenuto dai giapponesi. Ora gli Stati Uniti vogliono riprendersi il primato.

La Ibm ha appena realizzato un super computer in grado di compiere oltre 36 mila miliardi di operazioni al secondo, precisamente 36,1 teraflop. Il record precedente era detenuto dall'Earth Simulator, costruito dalla giapponese Nec, che può raggiungere 35,86 teraflop.

Sembra una sfida di poca importanza. In realtà, i supercomputer, usati in maniera estensiva nello sviluppo delle armi, ma anche nelle biotecnologie e nella scienza dei materiali, sono uno degli indicatori della forza industriale di una nazione.

Il supercomputer Ibm si basa sulla tecnologia BlueGene/L e applica un approccio totalmente diverso rispetto a quello del collega giapponese. L'Earth Simulator, usato per analizzare complessi modelli climatici, è composto da un numero minore di processori, che però sono più veloci e specializzati di quelli impiegati dall'Ibm. In compenso, il BlueGene/L è grande un centesimo dell'Earth Simulator e consuma un ventottesimo dell'energia.

Per l'inizio dell'anno prossimo, l'Ibm è pronta ad installare una versione ancora più potente del suo supercomputer presso il Lawrence National Laboratory di Livermore, in California. Quella macchina monterà 130 mila processori, rispetto ai 16 mila del prototipo. Il BlueGene/L troverà applicazione commerciale nelle industrie del petrolio e delle biotecnologie e, secondo gli esperti, potrebbe avere un profondo impatto sulla ricerca scientifica.